STASERA C'È STATA LA PREMIAZIONE DEI THE BEST FIFA FOOTBALL AWARDS, QUINDI, PER FESTEGGIARE LA PRESENZA DI LUCY NELLA FORMAZIONE WOMEN'S WOLRD 11 HO DECISO DI PUBBLICARE ANCHE OGGI!!!
-
I giorni proseguivano tra allenamenti sfiancanti e risate tra compagne. Le ragazze più volte avevano sottolineato come il cambio del commissario tecnico avesse migliorato le cose sia a livello tattico che tecnico; io non potevo fare paragoni, dato che ero in nazionale da poco, ma sentivo che eravamo un gruppo veramente affiatato. Ogni sera, dopo cena, restavamo sedute ai tavoli e cantavamo insieme mentre qualcuno suonava la chitarra. Eravamo un po' come una famiglia e riuscivamo a non sentire troppo la tensione dell'imminente finale da giocare.
Scoprimmo che in realtà il nostro centro e quello in cui era ospitata la nazionale inglese (Saint George's Park) erano praticamente attaccati e Lucy dalla sua camera poteva vedere l'ingresso esterno della nostra sala relax.
Svariate volte io e l'inglese pensammo di sgattaiolare fuori ed incontrarci, ma il pensiero di essere scoperte ci fermava sempre. In fondo potevamo restare separate per qualche giorno, no?
La fatidica sera in cui io e le ragazze saremmo andate a ballare arrivò e con essa anche il malumore della mora con cui ero in videochiamata mentre mi preparavo.
L: "Mi raccomando, non bere troppo e stai attenta a chi ti sta intorno!"
"Va bene, mamma, posso consumare almeno un drink?" dissi ironicamente, ma l'inglese non sembrò cogliere la sfumatura nel mio tono di voce.
L: "Lucia, sono seria, non hai idea di come siano i ragazzi inglesi da ubriachi, per favore, fai attenzione." era realmente preoccupata.
"Quindi è per questo che da quando te l'ho detto reagisci in modo strano?" mi stavo mettendo il mascara, ma mi fermai per guardarla negli occhi e ascoltare la sua risposta.
L: "Si, non mi piace l'idea che tu te ne vada nei club inglesi senza di me." abbassò lo sguardo, il che mi fece capire che oltre alla preoccupazione c'era anche altro.
"Sei per caso anche un po' gelosa, Bronze?" sorrisi dolcemente.
L: "Si!" ammise, tornando a fissare il suo sguardo nel mio.
"Ascoltami, sarò sobria come mai nella mia vita e non mi allontanerò un attimo dalle ragazze, se questo può rassicurarti. Inoltre con noi verrà anche Yaya...ehm Aurora Galli, un'altra nostra compagna che però non è in ritiro con noi perché è infortunata, ma vive qui da tanto e va spesso in questo locale, conosce il proprietario e tutti i buttafuori." volevo realmente rassicurarla, ma le mie parole sembrarono non fare effetto.
Prima che Lucy potesse controbattere, Martina aprì leggermente la porta e infilò la testa nella piccola fessura che si era formata per dirmi che tra 10 minuti sarebbe arrivato il taxi.
L'inglese sembrò capire cosa mi aveva comunicato la mia amica e, mentre mi aggiustavo il rossetto mi chiese di allontanarmi dalla videocamera e fare un giro su me stessa per mostrarle il mio outfit.
L: "Cazzo, sei bellissima!" si morse un labbro mentre mi guardava dalla testa ai piedi ripetutamente.
"Già, peccato che non abbia una ragazza con cui condividere tutto questo" queste parole fecero immediatamente cambiare l'espressione sul viso di Lucy.
L: "Questo è un colpo basso, non vale!"
"Non me lo hai ancora chiesto, non è colpa mia." alzai le spalle mentre indossavo il mio giubbotto.
L: "Ti prometto che recupererò presto, magari te lo chiederò proprio mentre avrò la coppa tra le mani" mi fece l'occhiolino.
"Sarà meglio che io vada o potrebbe finire molto male stasera." le feci la linguaccia.
STAI LEGGENDO
Il cuore nel pallone
FanfictionLucia Grimaldi è una ragazza napoletana di 24 anni con il sogno di giocare in una grande squadra e vincere quanti più trofei possibili. La sua carriera è iniziata tardi, colpa di suo padre che non voleva farla giocare ad uno sport che lui riteneva f...
