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La luce del mattino filtrava pigra dalle persiane della mia stanza d'hotel, proprio a due passi dal centro di Barcellona. La città mi accoglieva come una vecchia amica: il sole mediterraneo, il profumo del pane caldo che saliva dalle strade, il brusio costante che mi faceva sentire meno sola.

Eppure, quella mattina, invece di tuffarmi nella città che tanto amavo, restavo immobile a letto, con il cellulare in mano. Scrollavo Instagram distrattamente, cercando non so cosa. Forse solo un appiglio, qualcosa che mi distogliesse dai pensieri. La sconfitta di Madrid mi bruciava ancora. Non solo per la partita in sé, ma per tutto quello che mi ero lasciata alle spalle, per quello che stavo cercando di ricostruire.

Poi mi fermai. Il cuore saltò un battito.

Una storia di Leah.

Un semplice scatto dopo l'allenamento, niente di eclatante. Eppure mi paralizzò. Pantaloncini dell'Arsenal, top corto, addominali perfetti, e quell'espressione... soddisfatta, naturale, quasi rilassata. Il sole le baciava il viso con una tenerezza che avrei voluto fosse mia.

Deglutii.

Restai a fissarla più a lungo del necessario, incapace di distogliere lo sguardo. Era come se il tempo si fosse fermato. Le labbra, che fino a un attimo prima stavo mordicchiando per riflesso, mi si piegarono in un sorriso che non potevo controllare. Istintivo, genuino.

Le scrissi, senza pensarci troppo:

luciagrimaldi17: Quel top resiste a malapena... non è che vuoi far impazzire il mondo, vero cap? 👀🔥

Nemmeno un minuto dopo, lo schermo si illuminò: Leah sta scrivendo...

leahwilliamson: Ah, quindi lo guardi il mio profilo... Mi sento onorata 🫡

Scoppiai a ridere, sola, sdraiata sul letto, le gambe incrociate e un cuscino sotto la schiena. Quella risposta... non me l'aspettavo. Ma mi piacque. Eccome se mi piacque.

luciagrimaldi17: Difficile non guardare, quando si vede un capolavoro del genere... e non parlo del paesaggio.

leahwilliamson: Stai flirtando con me, Grimaldi? Perché non sono sicura che il mio cuore regga.

luciagrimaldi17: Solo se prometti di non chiamare i soccorsi se svieni.

La conversazione cambiò tono, divenne più tenera, più intima. Leah mi raccontò della pioggia che aveva intristito lo spogliatoio dopo la sconfitta, di quanto fosse difficile ritrovare la concentrazione. Io le parlai di Barcellona, del modo in cui questa città riusciva a darmi respiro, anche se dentro avevo un caos che non riuscivo a decifrare.

Poi arrivò quel messaggio.

leahwilliamson: Mi manchi qui.

Mi morsi il labbro inferiore. Il cuore mi batté più forte, all'improvviso. Le dita mi tremarono leggermente. Non risposi subito. Ma quelle parole... quelle parole mi restarono addosso per tutto il giorno.

Nel pomeriggio, mi ritrovai parcheggiata fuori dal centro sportivo del Barça. L'aria profumava di mare e benzina, come sempre, ma io avevo la testa ancora lì. A lei.

Occhiali da sole calati sul naso, capelli raccolti in una coda morbida, tamburellavo le dita sul cofano della macchina, aspettando.

Alexia uscì qualche minuto dopo. Zaino in spalla, capelli umidi e viso stanco ma felice di vedermi.

"¡Hombre, la tifosa del Arsenal!" scherzò spalancando le braccia.

Sorrisi, andando incontro a quell'abbraccio che sapeva di casa. "Tu sei l'unica cosa che mi manca ogni giorno, Putellas."

"Sei sempre più ruffiana, lo sai?" rise, stringendomi forte. "Ma mi piace."

Poco dopo eravamo sedute in un bar tranquillo, nascosto in un angolo del Raval, uno di quei posti dove la gente non ti guarda due volte. Succo d'arancia fresco, tavolino all'aperto, sole che accarezzava le spalle.

E io con la testa altrove.

"Lex..." dissi guardando il fondo del bicchiere, "...mi sa che sto incasinando tutto."

Lei mi lanciò un'occhiata attenta. "Con Lucy?"

Scossi la testa piano. "No. Con Leah."

Alexia aggrottò le sopracciglia. "Aspetta... con Leah?"

Annuì, e mi passai una mano tra i capelli, nervosa. "Non so che mi sta succedendo. All'inizio era solo stima, rispetto... poi abbiamo iniziato a parlare di più, a scherzare. E oggi, quando ho visto una sua storia... ho perso il controllo. Le ho scritto. Così, d'impulso."

"Quindi ammetti che ti piace e che io avevo ragione?" disse con un sorrisetto.

"Sì. Forse sì. Non so se è una cotta o qualcosa di più. Ma quando parlo con lei... mi sento leggera. Mi viene da sorridere. E non succedeva da tanto."

Alexia restò in silenzio qualche secondo, poi chiese con delicatezza: "E Lucy?"

Abbassai lo sguardo. "Lucy è il passato. Un passato che non riesco ancora a scrollarmi di dosso, ma che non voglio più vivere. Ogni volta che la vedo, sento di nuovo quella morsa al petto, quella sensazione di essere intrappolata."

Alexia annuì piano. "Lucia, se Leah riesce a farti sorridere anche solo con un messaggio... forse vale la pena seguirla, quella sensazione. Ma sii onesta con te stessa. Non lasciare che la paura ti blocchi."

"Ci sto provando." Presi un respiro. "Ma c'è un altro problema."

"Dimmi."

"Sto pensando di non tornare al Barça."

Lei spalancò gli occhi. "Cosa?"

"Non è la squadra, né voi. Siete la mia famiglia. Ma Lucy è qui. E io... io non riesco a respirare, a essere me stessa sapendo che lei è dietro ogni angolo."

Alexia mi prese la mano. "Lucia... questa maglia ti ama. Ma capisco cosa vuoi dire. Ti chiedo solo una cosa: non prendere decisioni affrettate. Non lasciare che una persona ti porti via quello che ti sei guadagnata con il sangue. Qualunque cosa tu decida... io ci sarò."

Annuii, con un nodo in gola. "Prometto che penserò a me. Solo a me. Alla mia felicità."

"Quella è l'unica promessa che conta." Mi sorrise con dolcezza. "E intanto... magari chiedi a Leah se ha intenzione di tenersi tutte quelle farfalle che ti fa sentire."

Scoppiai a ridere, rilassandomi finalmente. "Se continuo a scriverle come oggi... magari le cose evolvono."

Alexia alzò il bicchiere. "A noi, alle nuove possibilità... e a una futura capitana dell'Arsenal innamorata."

Mi coprii il viso con una mano, ridendo.

Tornando in hotel, aprii di nuovo Instagram. Leah aveva postato una storia: un tramonto londinese, visto dalla finestra della palestra.

Sorrisi. E, senza pensarci troppo, scattai una foto del cielo di Barcellona.

luciagrimaldi17: Abbiamo tramonti migliori qui, ma manchi tu.

Rispose quasi subito.

leahwilliamson: Quando torni potremmo rimediare. Non saremo in Catalogna, ma saremo insieme, almeno.

Mi accasciai sul letto, stringendo il telefono al petto.

Per la prima volta da tempo, il mio cuore batteva in avanti.

Il cuore nel palloneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora