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ANCHE SE LA GIORNATA È QUASI FINITA, BUON NATALE A TUTTI!
QUESTO È IL MIO REGALO PER VOI, SPERO CHE LO APPREZZERETE! ❤️

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Una volta scesa l'ultima rampa di scale la scena che mi ritrovai davanti agli occhi mi sorprese e non poco: Lucy era seduta nella mia auto al posto di guida e parlava con Ona che era poggiata al finestrino da fuori. Improvvisamente sentii come una fitta intorno al cuore, avevo paura. Paura che Ona potesse scoprire quello che c'era stato tra me e la mora? Paura che la spagnola potesse qualificarsi come mia fidanzata quando invece non lo era? In quei pochi secondi mille domande come queste si fecero spazio nella mia testa e dovevo avere un'espressione davvero strana, perché quando l'inglese si accorse del mio arrivo mi chiese se fosse tutto ok.
Ona si avvicinò a me per darmi un bacio, ma io le porsi la guancia. In quel momento gli occhi miei e di Lucy si incontrarono, sorrise alla scena.

"Che ci fai qui?" chiesi un po' fredda alla spagnola.

O: "Stavo semplicemente andando a comprare le sigarette e ho visto la tua auto ferma in mezzo alla strada. Quando mi sono avvicinata ho riconosciuto Lucy."

"Si, le ho offerto un passaggio per non farla andare in taxi." ero davvero strana, parlavo come se mi mancasse il respiro.

O: "Si, me l'ha spiegato, ma sei sicura di sentirti bene?" chiese preoccupata.

"Si, certo. Vuoi che ti riporti a casa?" cercai di tagliar corto e far finire quanto prima quella conversazione.

Quando la bruna mi rispose di no mi sentii veramente sollevata: il pensiero di lei e Lucy nella stessa auto mi aveva terrorizzata un secondo dopo che io le avessi proposto di riaccompagnarla.

O: "Bene, allora vado, prima che si faccia più tardi. Ci vediamo domani!"

"Va bene, sta attenta" questa volta la spagnola fu più veloce di me e appena smisi di parlare mi stampò un bacio sulle labbra, allontanandosi poco dopo.

Non riuscii a guardare l'inglese in faccia e mentre facevo il giro dell'auto per raggiungere il sedile del passeggero tirai una grande sospiro, sperando che quella sensazione così strana abbandonasse il mio corpo.
Il viaggio verso la casa di Lucy fu molto silenzioso, osservai attentamente tutte le strade che imboccò dato che non c'ero mai stata. Viveva in un piccolo quartiere tranquillo a ridosso del centro sportivo.

L: "Ti va di salire? Ti offro un caffè, così mi sdebito." chiese mentre accostava con l'auto.

"Ho detto a mia cugina che non avrei fatto tardi." cercai di evitare il suo sguardo.

L: "Andiamo, non sono nemmeno le 11. Un caffè e poi ti lascio andare."

"Accettare un caffè da un'inglese?" risi e finalmente incontrai il verde dei suoi occhi.

L: "Beh, se vuoi posso farti un the!" rise anche lei. "Prometto che non ti ruberò alla tua fidanzata!"

"Ona non è la mia fidanzata!" mi feci seria.

L: "Allora accetti l'invito?" ignorò la mia affermazione, come se non le importasse affatto.

Annuii e salimmo a casa sua. L'appartamento era molto moderno e ben arredato, soprattutto era tutto in un ordine quasi maniacale e la cosa mi stupì perché nello spogliatoio il posto della mora sembrava quasi una bancarella di un mercato.
Lucy aprì il frigo e indicò alcune bevande che c'erano, scelsi di prendere un bicchiere di the freddo al limone; poi aprí una portafinestra che dava su un terrazzino e mi fece segno di uscire dicendo che lei mi avrebbe raggiunta a breve.
Quando uscii rimasi quasi incantata dalla vista, da lì si vedevano le luci di mezza città e, nonostante l'aria fresca che c'era, mi affacciai a guardarle dopo aver poggiato il bicchiere mezzo pieno sul tavolino poco distante dalla ringhiera. Non resistetti alla tentazione di scattare una foto e proprio mentre stavo per postarla sentii la presenza dell'inglese dietro di me e prima che potessi accorgermene le sue mani stringevano la ringhiera ai miei lati impedendomi ogni possibilità di spostarmi.

Il cuore nel palloneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora