Leah's pov
Erano giorni che avevo notato la nuova ragazza del gruppo social ronzare intorno a Lucia. Aveva iniziato guardandola da lontano e anche se lei non aveva notato la cosa, io l'avevo fatto. Durante le sessioni di allenamento la vedevi completamente concentrata a scattare la maggior parte delle foto solo all'italiana, in mensa più volte l'avevo sorpresa a fissarla e poi finalmente era arrivato il momento perfetto per avvicinarla: il vlog.
Quando Lucia mi aveva confessato i suoi timori sul dover fare quel lavoro l'avevo inizialmente presa in giro, ma in cuor mio la cosa mi infastidiva molto, per non parlare di quando quella mattina mi ero vista arrivare Kate in tenuta sportiva pronta a correre con noi. La sua presenza costante aveva messo a dura prova i miei nervi e alla fine era successo ciò che non volevo: discutere con l'italiana.
Ai suoi occhi le mie reazioni sicuramente potevano sembrare quelle di una squilibrata, ma la realtà era una sola: a me piaceva ed ero terribilmente gelosa. Ne avevo preso consapevolezza la sera dopo la prima volta che andammo a correre quando Beth mi aveva fatto notare tutte le carinerie che avevo fatto per lei per la colazione.
Beth mi conosceva bene, sapeva che non ero solita avere tutte quelle attenzioni per qualcuno, a meno che non fosse qualcuno di speciale.
Anche Alex se ne era resa conto, mi aveva confessato di aver capito qualcosa fin da quella sera in cui uscimmo tutte insieme prima del ritiro.
Riflettendoci, però, capii di essermi interessata a Lucia dal primo momento in cui Laia ne aveva parlato come possibile nuovo acquisto del Barcellona.
Ricordo ancora la prima conferenza che fece, insieme a Lucy. Sapevo che quella ragazza poteva essere esattamente il suo tipo, avevo imparato a conoscerla durante tutto il tempo che aveva trascorso con Keira. Quando le mie ipotesi furono confermate e uscirono le prima indiscrezioni su di loro, cercai di togliermela dalla testa, fino a quando non arrivò la soffiata che il suo club voleva mandarla in prestito. Era un'occasione troppo grande per perderla, mi dissi che dovevo fare di tutto per farla venire a giocare per l'Arsenal. E lo feci.
Era stressante sapere di provare delle emozioni per qualcuno che era chiaramente ancora presa da un'altra persona. Quando uscirono quelle foto di Keira e Lucy credevo che il trasferimento di Lucia sarebbe saltato, invece lei sembrò ancora più motivata a voler firmare con noi. Da lì erano iniziati i primi sguardi, i primi imbarazzi. Mi veniva naturale abbracciarla, cercare sempre un contatto fisico con lei. Quando ho scoperto che avremmo condiviso casa non sapevo se esserne spaventata o felice. Avere il suo profumo tutto il tempo sotto al naso e non poterla sfiorare era diventato qualcosa di veramente sofferente per me.
Quando mi aveva mostrato quei commenti, però, avevo capito che non potevo essere egoista. Non volevo che la gente la giudicasse per cose che non dipendevano da lei e che, soprattutto, non riguardavano ciò che era pagata per fare. Lucia Grimaldi era una calciatrice fenomenale, apparteneva alla razza delle Alexia Putellas, delle Aitana Bonmatì, delle Alex Morgan e certe calciatrici non capita tutti i giorni che possano firmare un contratto di prestito con l'Arsenal con l'opzione per l'acquisto. Dovevo smetterla di fare l'egoista e pensare al bene della squadra e anche a quello di Lucia, ma vedere quella Kate fare così tanto la carina mi aveva dato fastidio non poco.
Una volta arrivate a Lisbona ci fu un incontro formale con la squadra avversaria. Io e Kim ci avvicinammo alle capitane del Benfica per trascorrere tutto il pranzo al tavolo con loro. Cercai di evitare Lucia, anche se spesso la guardavo e ancora più spesso lei se ne era anche accorta. Sapevo perfettamente che avremmo dovuto parlare della mia reazione, ma stavolta proprio non sapevo come spiegarle il motivo senza confessarle la verità.
Dopo la prima portata Beth si avvicinò a me insieme ad Alex.
"Ci sono guai in paradiso?" mi chiese la bionda.
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Il cuore nel pallone
FanfictionLucia Grimaldi è una ragazza napoletana di 24 anni con il sogno di giocare in una grande squadra e vincere quanti più trofei possibili. La sua carriera è iniziata tardi, colpa di suo padre che non voleva farla giocare ad uno sport che lui riteneva f...
