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Appena atterrate a Faro, dopo un viaggio di circa tre ore, la prima cosa che notammo era l'inutilità delle felpe che indossavamo, data l'aria calda che ci avvolgeva.
Erano circa le 12 e, naturalmente, anche qui era inverno, ma, a differenza delle temperature che c'erano nella capitale britannica, il termometro portoghese non andava sotto i 17 gradi.
Il viaggio in pullman verso il lussuoso resort in cui avremmo svolto il ritiro di due settimane fortunatamente fu breve, dato che io e molte altre non vedevamo l'ora di cambiarci in vestiti più freschi.
Arrivati a destinazione iniziammo a prendere le nostre valige e a distribuirci casualmente nella hall in attesa di ricevere istruzioni sulle camere e sul programma dei giorni a venire.
Ormai avevo conosciuto tutta la squadra, anche se ero un po' più intima solo con le poche persone con cui avevo trascorso più di tempo, quindi speravo di dover condividere la stanza con una di loro.
Mentre una persona dello staff venne a ritirare i nostri documenti per consegnarli alla reception e farci registrare, Jonas urló a gran voce di raggrupparci e fare silenzio.

"Allora ragazze, il pranzo verrà servito tra circa un'ora nella mensa che si trova nell'edificio di fronte a questo. Il primo allenamento è fissato per domani alle 9, così avrete il tempo di disfare i bagagli e ambientarvi un po'. Per quanto riguarda le camere seguiremo l'accoppiamento che abbiamo a Londra per le case, quindi non avrete nuovi coinquilini. Mettetevi in fila e alla reception vi daranno la vostra chiave." lo ascoltammo attentamente per poi dirigerci verso il banco della reception.

La nostra camera si trovava al quarto piano, proprio accanto a quella di Kim e Jen.
Una volta entrate mi resi subito conto che quella non era una camera normale, ma una suite enorme con tanto di cucina e jacuzzi.

"Il lato positivo di condividere la camera con il vice capitano" disse la bionda notando la mia espressione.

Avanzando verso quella che doveva essere la camera da letto mi resi conto che avremmo dovuto condividere il letto ed un verso di stupore mi uscì dalla bocca senza che io potessi controllarlo.

"Cosa?" mi guardó.

"Nulla, insomma, condividere la camera è diverso dal condividere il letto" dissi sincera.

"Cos'è? Hai paura che ti salti addosso? O di non riuscire a contenerti?"

Alzai gli occhi al cielo sentendo quelle parole.
Magari lei non aveva problemi a dormire con una sconosciuta, ma io avevo le mie remore a riguardo, soprattutto per come erano altalenanti le cose tra di noi.

"Credo che non ci sia questo rischio" dissi aprendo la mia valigia sul pavimento e iniziando a disfarla.
"Ti dispiace se vado per prima a farmi la doccia?" chiesi una volta finito di sistemare le mie cose.

"Certo, ne approfitto per disfare anch'io la valigia" rispose sorridendomi.

Misi in carica il cellulare e mi diressi verso il bagno constatando quanto fosse grande. C'erano sia una vasca che la doccia, ma preferii quest'ultima perché adoravo sentire il getto d'acqua scendere dal soffione e cadere sulla pelle.
Persi almeno quindici minuti pensando a quello che era successo la sera precedente, alle emozioni che avevo provato.
Forse avrei dovuto lasciare che Lucy mi parlasse e sentire cosa aveva da dirmi, ma sapevo che qualsiasi cosa fosse uscita dalla sua bocca io non le avrei creduto. Non c'erano spiegazioni che potessero reggere, le avevo viste con i miei occhi mentre le loro labbra si toccavano e non c'erano stati segni di rifiuto, se non dopo che si erano rese conto della mia presenza.

Quando finalmente uscii dalla doccia mi asciugai in fretta e indossai una delle tute da allenamento che ci aveva messo a disposizione la squadra, così da poter uscire e lasciare il bagno libero alla mia compagna.

Il cuore nel palloneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora