'Mmmmm'...Sbuffò facendo scorrere le dita tra i capelli scuri e lungo il collo morbido. Posò il palmo all'altezza del cuore premendo con forza contro la pelle calda e morbida. Cercava il battito, ma il suo cuore sembrava come paralizzato.
'Quanto manca' mormorò tra se e se mentre osservava il timer del telefono scorrere lentamente. Non aveva mai avuto pazienza e quell'attesa la stava logorando.
Stava capitando davvero a lei? Socchiuse gli occhi strizzando le palpebre con forza.
Scosse il capo, no! Non poteva essere, si stava sbagliando non era il momento giusto. Anzi non avrebbe mai potuto mettere al mondo qualcuno costringendolo a quella vita.
No. Non avrebbe potuto mai farlo. L'idea di avere un figlio non l'aveva mai sfiorata. Si era sempre immaginata come donna in carriera, forte e indipendente. Di fare la madre non le era mai importato e a dirla tutta non voleva nemmeno esserlo.
Amava Michele, le piaceva quel mondo ma non avrebbe mai potuto condannare qualcuno a quella vita. Lei era stata rapita, aveva pagato il prezzo di appartenere a quel mondo oscuro, malato, marcio e spaventoso.
No. Si guardò allo specchio scuotendo il capo come a volersi convincere di ciò che stava pensando. Non era tagliata per fare la madre, non aveva avuto nessun modello da seguire, sua madre se n'era andata troppo presto e li non aveva un modello a cui ispirarsi.
Suo padre l'aveva trattata come una nullità da quando era venuta al mondo e sua nonna paterna le aveva fatto pesare ogni singolo respiro.
No. Era sicura che non sarebbe mai potuta essere una brava madre, non era nel suo dna, ne era certa.
Sospirò profondamente. La tensione le aveva seccato la bocca e intorpidito le mani. Buttò l'occhio sul timer e un fremito la percorse quando una manciata di secondi la separava dal risultato di quel maledetto test.
Ripensava a cosa aveva dovuto inventarsi per entrare da sola in farmacia. Gli uomini di Michele la scortavano ovunque. Storse il naso al pensiero che in quello stesso momento due di loro erano appostati fuori alla porta della sua stanza.
Lei e Michele erano fidanzati da un paio di settimane ma nessuno dei due aveva abbandonato la propria stanza. Dormivano insieme ma non avevano rinunciato alla loro privacy.
Era felice di quella scelta, poteva rifuggiarsi in quella stanza ogni volta che quel mondo le sembrava pesante.
Il timer interruppe ogni suo pensiero, socchiuse gli occhi e camminò come un condannato al patibolo in direzione del test.
'E se fosse...' sussurrò in preda al panico. Lo stomaco le si contorse in una morsa dolorosa al solo pensiero che...Dio non voleva nemmeno pensarci.
Come avrebbe reagito Michele? L'avrebbe cacciata dalla villa a calci nel sedere buttandola in mezzo alla strada o l'avrebbe tenuta con se prendendosene cura come se fosse suo.
No. Le era venuto il ciclo dopo lo stupro? Cercò di sforzare la sua mente, ma aveva rimosso ogni pensiero legato a quella dolorosa esperienza.
Forse si, forse no. Si guardò allo specchio, aveva una luce diversa. Secondo alcune ricerche le donne incinte sono più luminose e lei lo era decisamente troppo.
Forse era per la complicitá ritrovata con Michele?
L'amore che provava per lui l'aveva di certo fatta rifiorire. Le ricordava ogni giorno quanto fosse bella, speciale e quanto lui fosse innamorato pazzo di lei.
Strinse le dita intorno a quel test e socchiuse gli occhi. In quell'involucro di plastica era custodito il suo futuro. Due liniette avrebbero cambiato la sua vita per sempre.
Un bambino? Lei?
No. No. No. No. Non poteva essere così, non poteva cambiare tutto di nuovo. Si era appena ripresa, si era perdonata e l'idea che potesse essere incinta e che il figlio che avrebbe portato in grembo poteva non essere di Michele le faceva mancare il respiro.
Non poteva essere, no non l'avrebbe accettato.
Si fece forza e girò quel maledetto test.
Sorrise soddisfatta, una linea. Negativo, non era incinta. Non aveva condannato nessuno a quella vita e dentro di lei non cresceva il frutto di un atto barbaro e spietato.
Si appoggiò al lavabo per sorreggersi, tutta la tensione si era sciolta e le sembrava di non riuscire a reggersi in piedi.
Prese un bel respiro e osservò il test.
Negativo, sorrise sentendo libera dal quel peso soffocante.
Non era incinta.
Sorrise.
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Amore Venduto
RomansaVi siete mai chiesti cosa si prova a vivere una vita che non è come la volete? Ad accettare l'inaccettabile perchè qualcuno ha deciso, che per voi debba andare così? Immaginate a come possa sentirsi Elena, una ragazza napoletana, con tanti sogni nel...
