Eric.
Mi sento così afflitto da non sapere più come reagire. Le sue aspre parole, oggi mi hanno fatto capire la mia imperfezione e oltre la vergogna ho conosciuto l'umiliazione. Emily aveva un'anima bella ed io l'ho sporcata con le mie azioni riprovevoli e a questo non c'è rimedio. Maledizione! Ho rovinato e schiacciato l'unica persona che abbia mai amato così profondamente. <<Non è andata bene vero mon amour?>> mi domanda Rose facendomi una lieve carezza sul braccio. Scuoto la testa pervaso dall'avvilimento. <<Lei è fatta d'amore vedrai che ti perdonerà>> mi conforta. Mi accorgo di far fatica persino a parlare dal tormento <<Rose, io l'ho spezzata e le cose rotte non tornano mai più come prima. Lei non ritornerà più da me>> <<non dire così! Dalle tempo>> <<infatti, è quello che mi ha chiesto, ma sono abbastanza intelligente da capire che è finita>>. Emily non ha voluto fondersi con me, non ha creduto che se l'avesse fatto io non avrei potuto in alcun modo contrastare la sua magia per nascondere o manipolare i miei ricordi. Mi avrebbe trovato spoglio di ogni difesa e così avrebbe compreso le mie scelte e i miei errori. Alla fine è stata lei a implorarmi di starle lontano. Mi rimbombano ancora nel cervello quelle parole: Non riesco a perdonarti perché non ti credo. Non credo che tu mi abbia mai amato, è più forte di me. Ho bisogno di starti lontano. Ho bisogno di una pausa da te, da tutto questo! E poi è arrivata la stangata dritta nelle ginocchia, quella che ti piega dal dolore: se veramente mi ami, lasciami andare perché la tua vicinanza mi provoca dolore ed io sento per te solo rancore e disprezzo!
Mi è mancato il respiro e il cuore mi si è fermato! Sono morto mille volte mentre le dicevo: rinuncio a te, perché l'amore è anche questo, Emily! Poi mi è subentrato il panico ed egoisticamente per averla ancora vicino, le ho chiesto di finire questa vacanza insieme, di fare questo sacrificio per la bambina, e lei ha accettato. Rose mi passa un dito sulla guancia dicendomi <<l'amore è sangue. Vuoi che ti tolga il dolore?>>. Ha raccolto una mia lacrima, ma altre escono bruciando e pungendomi gli occhi. Scuoto lievemente la testa dicendole <<No! Voglio sentirlo tutto il dolore>>.
Emily non mi rivolge la parla se non in presenza della bambina o quando lei pretende di giocare insieme. Apprezzo quei minuti di normalità e spensieratezza e ne faccio tesoro ma quando finisce, cado nello sconforto pensando che sarebbe potuto essere per sempre così.
Emily.
Le giornate sono passate veloci. Oggi è l'ultimo giorno dell'anno e fin ora Eric ha mantenuto la parola. Per il bene della bambina in sua presenza fingiamo tutti di essere una famiglia perfetta, poi in sua assenza io e lui non ci parliamo. Ci siamo già detti tutto e onestamente da quando ha accettato la nostra separazione, mi sento meglio. Traendo un respiro mi addentro nel salone delle feste facendo frusciare il mio abito lungo di velluto nero, pensando: il palco è pronto che abbia inizio la farsa. Rose, ieri mi ha informato che stasera ci sarebbe stato un ballo per festeggiare il capodanno. Mi ha detto che è una festa che fa ogni anno con gli amici più stretti. In verità non è che abbia molta voglia di festeggiare quest'anno che è stato un susseguirsi di dolori e tanto meno di iniziare in allegria l'imminente entrata del prossimo. Nel salone, a occhio ci sono più di cinquecento persone e ne conosco più della metà. Rose, ha riunito in una sera tutti i capi clan alleati. Gli uomini in smoking accompagnati da donne in abiti favolosi. Se a Ludovic venisse in mente di lanciare una bomba in casa in questo preciso momento avrebbe vinto la guerra contro i Bilmar! Un brivido di paura mi attraversa la spina dorsale. Afferro una coppa di champagne da un vassoio sul tavolo imbandito e la butto giù tutto d'un fiato. Che pensiero assurdo! Non è nello stile di Ludovic, a lui piacciono i combattimenti, gli squartamenti e i demoni. <<Ciao! Sono contenta che tu ci sia. Ti auguro un felice anno nuovo Emy>> mi volto di scatto. Oh! Guarda un po' chi c'è la troia di mia sorella accompagnata da John lo psicopatico. Bella coppia! <<Davvero dici>> e butto giù un'altra coppa di champagne. Poi le volto le spalle andandomene nella direzione opposta. <<Cerca per stasera di non comportarti come una stupida, perché non ho alcuna voglia di spezzare nuovamente il collo di Mary>> mi dice Irma con un tono tra l'avviso e l'ironico. Mi sta avvisando di non fare scenate per non rovinare la festa. Le sorrido con sfida e provocandola <<invece tu per stasera cerca di non rompermi le palle stronzetta>>. Si avvicina al mio orecchio e mi sussurra <<non trovi anche tu che i lupi in smoking siano a disagio? Io ho davanti agli occhi l'immagine di tanti cani con il papillon>>. Scoppiamo entrambe a ridere poi propone un brindisi <<alla stronzetta rompipalle che può essere anche divertente>>. Resta al mio fianco scambiando convenevoli con degli ospiti. Il resto della famiglia si rendono cordiali ma tenendosi a debita distanza. Solo Carl tenta una conversazione dicendomi <<hai visto Mary? Ha di nuovo due mani. L'ho ricucita io e adesso è come nuova>> <<ma vaffanculo Carl!>> gli dico scolandomi un'altra coppa di questo squisito liquido dorato. Come gli è passato per la mente che io avessi voglia di parare della salute dell'amante del mio ex marito. I Vampiri sono davvero senza tatto! Dieci. Nove. Otto. Irma mi mette una coppa nella mano. Hanno iniziato il conto alla rovescia. Ci siamo. Finalmente sta per finire quest'anno di merda. Due. Uno. Buon anno nuovo! Gridano tutti in coro. Mi gira la testa per quanti baci ho dato e ricevuto, ma l'allegria degli ospiti è travolgente e per qualche minuto riesco a dimenticare la tristezza. Poi lo vedo. È in un angolo della stanza tutto solo. Bello e letale come sempre ma con una tale tristezza negli occhi che mi si stringe il cuore. Nessuno dovrebbe essere in quello stato in mezzo a tanta allegria e lentamente vado da lui. <<Buon anno>> gli dico, <<anche a te>> e resta a fissarmi.
Eric.
È bella da togliere il fiato e non riesco a distogliere lo sguardo daquelle profonde pozze blu dei suoi occhi ma con uno sforzo doloroso micostringo a distogliere lo sguardo dicendole <<buona notte Emily>>.Mi tolgo il papillon mentre salgo la scala sperando che si sciolga anche il nodoche ho in gola e lo infilo nella tasca della giacca. Entro in camera mia, mi spoglioe m'infilo sotto la doccia. Regolo il soffione a massimo e lascio che l'acqua simescoli alle lacrime. Sono giorni che non faccio altro che dedicare del tempo apiangere, sono talmente disperato che ho supplicato gli Dei, Budda, Maometto e persinoGesù per avere il perdono di Emily. Sento un lieve bussare alla porta, domandandomichi fosse a disturbare la mia disperazione, mi avvolgo un telo sui fianchi e mireco ad aprirla. La spalanco pronto ad aggredire il disturbatore ma resto di stuccovedendo lei <<ho dimenticato una cosa. Buon compleanno>> mi dice. Poiimprovvisamente mi cinge il collo con le braccia e mi bacia sulle labbra.
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L'amore ha il tuo nome.
VampireDopo il loro incontro, la vita non è più quella di prima, ma cosa accade quando la passione si tramuta in amore. Eric il Vampiro spietato, prepotente e lussurioso per amore cambia ma ha ancora un segreto che lo tormenta e decide di confessare non as...