L'amore ha il tuo nome. Capitolo 36

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Eric.

C'è solo dolore, silenzio e fame.

Un dolore nel corpo incessante che mi strazia e non si può ne spiegare ne quantificare. Il desiderio di sangue sconfina nella depravazione. Un volto di donna mi tormenta, bramo vendetta. Qualcuno è nella stanza! Sento il suo odore: forza, umano avvicinati. Non aver paura. Avanza fino al sarcofago e mi tocca. Mi sfiora il volto scossa dai singhiozzi e la mia brama implora di essere colmata. La belva dentro di me ruggisce! Sento le sue mani poggiarsi sul pugnale e con un urlo disperato lo sfila dal mio petto. Le palpebre mi si aprono di scatto, è una donna. Con un balzo gli sono addosso mentre lei si gira per proteggersi il volto e affondo i denti nella sua gola. Bevo avido, ma la belva esige di placare altri appetiti e le strappo l'abito di cotone graffiando a sangue la sua schiena e con violenza la penetro sottomettendola ai miei bisogni. Improvvisamente avverto altre presenze. Un uomo con tono autoritario dice <<fermi, la sta rivendicando>>. <<Sacrament>> esclama una voce di donna tra lo stupito e il terrore. Chi sono! La stanza è un tumulto generale, le voci stanno prendendo il sopravvento, non riesco a pensare se non al piacere che sto traendo da questa umana. La belva in me ruggisce ed esulta ancora mentre gli conficco le unghie nella coscia e mi svuoto in lei. Poi la belva, rendendosi conto delle condizioni della donna, batte in ritirata travolta da un'emozione ed io mi sento soffocare.

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