Capitolo 7

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Il locale, immerso nell'oscurità, era ben poca cosa rispetto all'immensa biblioteca della Cittadella Nera, ma si riteneva fortunato. Come ogni Demone, poteva leggere un testo cartaceo senza problemi anche in totale assenza di illuminazione, servendosi del Secondo e del Terzo Livello. Ed era ciò che stava facendo in quel momento. Teneva fra le mani un libro antichissimo, appartenente alla collezione personale di Bashur, che meritava una particolare attenzione. Era un testo sugli Antichi Riti scritto nientemeno che da Pazuzu, il leggendario Sommo Arcidemone Guerriero che era stato Maestro di Nergal e che poi si era dedicato alla meditazione e allo studio entrando nella Tenebra Profonda. Da moltissimo tempo non si manifestava più in forma corporea e tutti pensavano che si fosse letteralmente fuso con la Tenebra, compiendo l'ultimo ed estremo atto evolutivo necessario per aspirare a diventare un Titano.

Il testo era un insieme di lettere, simboli di vari colori e disegni squisitamente realizzati a mano. L'inchiostro era un misto di sangue e sostanze naturali mescolate seguendo formule tramandate con parsimonia, parti di una conoscenza elitaria. Il tratto era preciso e la cura con cui i particolari di ogni disegno erano stati riprodotti tradiva abilità frutto di un'evoluzione vastissima. Essendo stata utilizzata la lingua esoterica, il contenuto del libro era decifrabile solo dai Demoni Superiori, e non da tutti. Per fortuna, il Signore possedeva una conoscenza non circoscritta alla Via della Guerra, ma aperta anche a quella del Sapere. Ciò lo rendeva uno dei Demoni Guerrieri in grado di leggere quel libro e interpretare il significato della complessa teoria elaborata da Pazuzu riguardante i Predestinati e la loro particolare affinità con la Tenebra o la Luce. L'idea di base era che esistevano esseri umani aventi un ruolo nel Disegno del Fato; essi sviluppavano una capacità intrinseca di attirare inconsapevolmente una Potenza e generalmente finivano per essere firmatari di un Patto. Erano pochissimi, ma si trattava di soggetti per i quali Tenebra e Luce ritenevano di dover intervenire in maniera diretta attraverso Contatti o favorendo manipolazioni del Reale che a volte finivano per assumere la conformazione di vere e proprie Interferenze. Erano quelli i momenti in cui si potevano scatenare autentici scontri, come quello avvenuto fra il 2029 ed il 2030 a New York, quando il Signore aveva distrutto l'Interferenza costruita dalla Luce eliminando i Cercatori che la gestivano e i Paladini che li assistevano.

L'ostinazione con cui la Luce si era mossa per uccidere Sylvia aveva provocato nel Signore un turbamento, cresciuto ancor più dopo che lei era sopravvissuta alla contaminazione. Le parole del Titano Gorgos durante l'Ascensione di Sheeva avevano poi fatto sorgere inquietanti sospetti circa l'avvicinarsi di un momento decisivo nelle vicende dell'Oltremondo. Per questo aveva deciso di agire con risolutezza, ponendo fine all'Interferenza, e aveva sottoposto Sheeva ad una addestramento feroce, che si era intensificato ulteriormente in seguito alla scelta di seguire la Via della Guerra e alla richiesta a lui di da farle da Maestro.

Ma nonostante i timori, nel corso dell'ultimo anno la Luce non si era mossa. Forse era merito dell'abile azione elusiva compiuta da quel genio degli inganni e delle manipolazioni sottili che era Bashur. Tuttavia non si poteva non considerare anche l'incertezza sul da farsi che i servitori della Luce stavano probabilmente provando; la distruzione dell'Interferenza da parte del Signore era stato un brutto colpo da assorbire, soprattutto perché aveva comportato la perdita del Campione della Luce, il Paladino Leonio.

Il ricordo del duello micidiale sul tetto dell'hotel Pavilion a New York provocava ogni volta nel Signore un fremito di orgoglio. Era soddisfatto di essere finalmente riuscito a trovare un avversario degno con cui confrontarsi e di aver vissuto un'esperienza di combattimento dal forte valore propedeutico. Come gli aveva insegnato il Maestro Nergal a suo tempo, ogni duello è una prova in cui l'addestramento ricevuto viene davvero testato.

"Affrontare un combattimento vero e contro un degno avversario costituisce il modo più efficace per migliorarsi".

Dietro quella apparentemente ovvia affermazione si nascondeva una verità profonda: un combattimento come quello con Leonio era qualcosa di più di un semplice duello, rappresentava un momento in cui la capacità di sopravvivere veniva sublimata. E il Signore era sopravvissuto perché aveva avuto un Maestro capace di esaltarne le doti naturali, in primo luogo quell'istinto nel prendere la giusta decisione nel giusto momento e farlo con una rapidità nettamente superiore a quella di qualsiasi altro Guerriero. Si trattava di una dote che il Signore possedeva sin da quando era uno Spirito, che gli aveva permesso di guadagnarsi fama e rispetto nelle Arene e che Nergal si era preoccupato di affinare, affiancandola ad un addestramento tecnico eccelso.

Il Sentiero della TenebraLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora