Capitolo 1

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Un Rifugio era l'ambiente in cui il Signore normalmente si sentiva del tutto a proprio agio, eppure durante gli ultimi giorni aveva la sensazione che qualcosa non andasse per il verso giusto, che non avesse la propria vita sotto il completo controllo. Era una sensazione che odiava e che in altre circostanze e in altri tempi lo aveva reso pericolosamente incline a scatenare la furia primordiale. Ora come allora, l'unico modo che conosceva per affrontare questa insidia era affidarsi alla tecnica dell'Eterno Presente. L'aveva appresa grazie al Maestro Nergal sin dagli inizi dell'addestramento verso la Via della Guerra e gli sembrava ancora di sentire le sue parole riecheggiare nell'oscurità:

"Concentrati sullo svolgersi di ogni singolo istante, senza guardare avanti, verso ciò che deve venire, o indietro, verso ciò che sarebbe potuto essere".

Le ragioni del disagio attuale erano legate al modo in cui si stavano sviluppando gli eventi.

A Brema era stato tutto molto facile, forse troppo. Simeon e Gigusta erano due Cavalieri esperti e il fatto di averli eliminati giocando sporco lo metteva a disagio. Avrebbe preferito di gran lunga un duello epico quale quelli ingaggiati negli Stati Uniti tre anni prima con Gelione e, soprattutto, Leonio. Per ogni Guerriero i duelli erano i momenti in cui si sublimavano gli effetti di tutta la conoscenza acquisita e in cui se ne poteva apprendere di nuova. Quello con i due Cavalieri non era stato un duello, ma piuttosto un omicidio frutto di un'imboscata ben pianificata ed eseguita. Era consapevole che non c'era stata altra scelta, dato che l'operazione doveva mantenere il carattere elusivo ed escludere gli umani da possibili effetti collaterali. Eppure si sentiva come se avesse perso l'occasione per mettersi di nuovo alla prova ...

A complicare le cose contribuiva il fatto che a Magdeburgo stavano venendo fuori inquietanti rivelazioni sull'albero genealogico di Sylvia. Tutto lasciava indicare che alcuni antenati avessero avuto pesantemente a che fare con la Luce. E i risvolti di tutto ciò erano molto misteriosi.

Una domanda incombeva su tutte: perché la Luce voleva la morte di Sylvia? L'essere stata contaminata non era una spiegazione convincente in quanto la grande Interferenza messa in atto negli USA era iniziata ben prima del Patto firmato da Davon Bethaniut.

Era come se la Luce sapesse cosa sarebbe accaduto ...

Ecco perché aveva deciso di raccogliere informazioni personalmente, seguendo i suoi metodi. Nell'Oltremondo molti avrebbero definito una follia rapire un Angelo Cercatore e portarlo in un Rifugio; era opinione comune che non sarebbe sopravvissuto neppure il tempo necessario per rendersi conto di dove si trovava. Ma il Signore era abituato a ostentare indifferenza nei confronti di chi criticava i suoi modi di agire; lo avevano spesso sottovalutato e non dubitava che anche questa volta stessero facendo la stessa cosa. Il Consiglio lo aveva diffidato dal mettere in atto il rapimento, temendo che questo fosse inutile e che avrebbe provocato la tanto temuta reazione militare della Luce presso il Confine. Il messaggero Kadmon aveva recapitato al Guerriero un Ordine in cui si vietava qualsiasi iniziativa che non fosse strettamente necessaria a proteggere il Prescelto, ma era stato costretto a farsi latore di una risposta negativa perentoria: il Signore aveva preso la sua decisione e non intendeva cambiarla. Che provassero a fermarlo: uno scontro risolutivo con quei consiglieri che gli erano più ostili era ciò che desiderava da tantissimo tempo.

Quindi si era recato a Brema e aveva messo in atto il suo piano. Era stato soprattutto per non drammatizzare ulteriormente la situazione che aveva agito in maniera completamente elusiva, riuscendo a non coinvolgere gli umani. Restavano da completare alcune manipolazioni, Alocero e i suoi discepoli se ne stavano occupando e presto dei quattro membri della Squadra della Luce sarebbero scomparse tutte le tracce.

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