Capitolo 17

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Fu allora che Sylvia si mosse. Fu un gesto istintivo, quasi automatico, di cui lei era responsabile solo in parte. Si trasformò in Demone senza che quasi ne avesse la consapevolezza, e con un balzo sovrumano piombò in mezzo ai due contendenti allargando le ali e lanciando un ruggito che si propagò come un'onda tellurica nella Camera. Le braccia tese separarono i duellanti con un urto impetuoso, costringendoli entrambi ad arretrare per recuperare l'equilibrio, del tutto sconcertati.

L'azione era stata così fulminea e imprevista che nulla avevano potuto fare per evitarla. Lo stesso Nergal era stato colto di sorpresa e quando tentò di lanciare un Pugno di Pietra per immobilizzare Sylvia, si accorse con immenso stupore che era avvolta da uno Scudo di Noos Puro generato da un Contatto. Solo un Titano avrebbe forse potuto frantumare un muro difensivo del genere, che certamente non era stato innalzato dall'umana.

Il Signore si spostò lateralmente, mantenendo Nera in guardia alta e cercando convulsamente di comprendere le intenzioni di Sylvia, che fronteggiava Sheeva senza mostrare la benché minima paura.

"Recupera il Controllo, subito". Le ordinò con voce dolce e pacata.

"Non ti intromettere, Sylvia". Tuonò la Demone Guerriero.

Per tutta risposta Sylvia allungò una mano artigliata e accarezzò il volto sfigurato di quella che aveva imparato a considerare come una sorella.

"Calmati, Sheeva. Ti scongiuro". C'era una nota di calma e serenità nella voce di Sylvia, che emanò un Glifo di Amore capace di avvolgere la Demone come un velo invisibile.

"Non riesco a recuperare il Controllo". Mormorò la Guerriera, nel pieno di una lotta interiore feroce. Ma le emozioni riversate su di lei dal glifo contrastarono gli istinti primordiali innalzando una barriera potente contro il loro furente dilagare.

"Lascia che ti aiuti". Sussurrò Sylvia.

Sotto lo sguardo sbigottito del Signore e dell'Arcidemone, l'umana si avvicinò ancor più a Sheeva e la abbracciò, posando la testa contro la sua spalla insanguinata e accarezzandole i capelli con la dolcezza di una madre.

Sheeva ringhiò e per un breve istante sembrò voler sottrarsi a quella manifestazione emotiva così insolita. Gli occhi emanavano bagliori ferali e gli artigli della mano sinistra si protesero minacciosi, grondando veleno e sfiorando la schiena nuda di Sylvia. Ma qualcosa gli impediva di compiere un'aggressione; si trattava di un Potere non appartenente alla Tenebra o alla Luce e generato dallo Scudo che proteggeva l'umana e che all'improvviso si espanse fino a comprendere anche la Guerriera nell'alveo protettivo. Sheeva si accorse con incredulità che si trattava di un Contatto e lasciò che il Noos Puro la fagocitasse letteralmente.

Nergal e il Signore osservarono attoniti e in silenzio le due creature femminili teneramente abbracciate e circondate da una bolla di oscurità talmente densa da apparire solida. L'immersione nell'energia tenebrosa ebbe un effetto risanatore su Sheeva: il Controllo parzialmente acquisito durante il combattimento si impose rapidamente e incatenò gli istinti primordiali.

Nergal si spostò nel Livello Oscuro e ciò che vide lo inquietò e affascinò al tempo stesso: all'interno dello Scudo il Noos Puro si mescolava a potenti filamenti di Loos e dava vita ad un'energia primigenia nuova. L'Arcidemone sapeva cos'era, ma in cuor suo non avrebbe mai immaginato di assistere ad una sua manifestazione diretta sul piano terrestre.

Mentre iniziava a rilassarsi, Sheeva lasciò che Lama Vivente si arrampicasse lungo il braccio per accoccolarsi sulla spalla in quella forma animalesca da rettile che mostrava molto raramente. La giovane Demone esalò un lungo respiro, accompagnato da un brivido che le percorse tutto il corpo, quindi con uno sforzo sovrumano si inginocchiò dinnanzi a Sylvia. Era un segnale indicativo della fine del duello ed anche un segnale di pace.

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