Quando Sheeva l'aveva informata dell'incontro imminente, Apolline si era sforzata di allontanare le ataviche paure e concentrarsi su come si sarebbe dovuta comportare. Negli ultimi anni aveva compiuto notevoli sforzi e perso molti compagni nel tentativo di uccidere il Prescelto, e adesso se lo sarebbe trovato di fronte nell'unico luogo dove lei non avrebbe davvero potuto compiere alcun gesto ostile. E comunque, la presenza di un Guerriero nelle immediate vicinanze rendeva assai improbabile la riuscita di un attentato. L'Assassina le incuteva paura; a differenza del Signore, non mostrava il benché minimo segno di rispetto nei suoi confronti, solo una barbarica sete di sangue.
L'unica cosa che poteva fare era tentare di manipolare il Prescelto, sfruttando ciò che sapeva.
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Quando Sylvia entrò nella stanza, accompagnata da Bashur, tutto ciò che aveva progettato di fare andò in frantumi.
L'idea di incontrare un Angelo, parlargli e percepirne il potere l'aveva eccitata. Per di più, a quanto pareva Apolline era una delle artefici dell'Interferenza che aveva portato agli eventi avvenuti negli Stati Uniti tre anni prima. Aveva deciso di mantenere la forma umana ma quando si era avvicinata al Perimetro la propria essenza tenebrosa si era svegliata immediatamente e aveva faticato a impedire che la forma demoniaca prendesse il sopravvento.
Bashur se ne stava fuori dal Perimetro, in un angolo della stanza denso di oscurità. Immobile e guardingo, aveva innalzato uno Scudo Protettivo che si estendeva a tutta l'area circostante e lo manteneva stabile con risolutezza. Sheeva sorvegliava la situazione all'esterno della stanza, pronta ad intervenire al minimo segno di ostilità da parte di Apolline.
Sylvia aveva mille domande da fare e voleva risposte.
Ricorse al Controllo nei modi in cui gli era stato insegnato e quando fu abbastanza sicura entrò nel Perimetro. Il suo sguardo venne subito attratto dall'unica debolissima fonte di luminosità presente nella stanza, un Lumino, in prossimità del quale, rannicchiata contro la parete, se ne stava una figura femminile seminuda. Questa si alzò con dignità e in silenzio ed entrò nel Perimetro con passo malfermo, sedendosi faticosamente a non più di un metro di distanza da Sylvia. Aveva il corpo consunto dall'inedia, il respiro affaticato, le bianche ali malridotte. Era evidente la sofferenza causata dal continuo contatto con l'oscurità, che provocava un decadimento psicofisico generale sottolineato dai movimenti lenti e impacciati. Eppure. malgrado tutto, l'Angelo conservava un atteggiamento dignitoso e sereno, alimentato dalla fiamma di un orgoglio indomito che scintillava nei suoi occhi e di un Controllo eccezionale.
Di fronte alle sue condizioni ogni traccia di ira si dissolse nell'umana, lasciando il posto ad un moto di pietà. Le venne spontaneo emanare un'Onda Emotiva Positiva, in risposta al quale però l'Angelo iniziò a tremare e lanciò un grido di dolore. Sylvia si accorse troppo tardi che l'Onda era infusa di oscurità e che anziché recare beneficio stava causando sofferenza. Interruppe immediatamente l'emanazione psichica e vide che dopo pochi istanti il volto di Apolline si distendeva in un pallido sorriso.
"Salve, Prescelto". Mormorò. Appariva emozionata e turbata. Si era resa subito conto che dietro l'Onda Emotiva non vi era un intento ostile e che si trattava probabilmente di un'espressione istintiva di rispetto nei suoi confronti. Una conferma le venne dal fatto che l'umana aveva dissolto l'Onda con velocità fulminea non appena si era resa conto dell'errore compiuto. Una tale disinvolta manifestazione di poteri oltremondani, ancorché confusa, implicava un processo evolutivo incredibile, che superava ogni immaginazione.
"E' la prima volta che vedi un Angelo". Constatò con voce appena udibile.
"Si. Ho agito senza pensare alle conseguenze".
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Il Sentiero della Tenebra
Fantasy(COMPLETO) E' IL SECONDO ROMANZO DELLE CRONACHE DELL'OLTREMONDO Sylvia Bethaniut è una donna in fuga, un'anima tormentata con alle spalle un passato terribile e davanti a sé un futuro pieno di pericoli. Vive nell'ombra, con un'identità falsa, nel di...
