Con il passare dei giorni, Bashur si rese conto di quanto Apolline costituisse davvero una fonte di informazioni preziose e ne compensò lo spirito collaborativo rivelando a sua volta dettagli sul proprio operato negli Stati Uniti. Lo scopo era mettere insieme i pezzi del puzzle e provare a comporre un quadro più chiaro della situazione. Forzando un po' la mano, accentuò l'oscurità attorno alla Cercatrice, rendendola ulteriormente inerme. Compensò questa precauzione concedendole la possibilità di nutrirsi adeguatamente e di muoversi liberamente all'interno della stanza dove era detenuta. Le promise inoltre che sarebbe rimasta in vita, almeno fino a quando il Consiglio non avesse inviato ordini specifici; era tutto quel che poteva fare e lei apprezzò, anche se pareva serenamente rassegnata. Ammetteva di non illudersi di poter uscire viva da quell'esperienza. La sola cosa che voleva era morire con dignità, onorando fino in fondo la via della Cerca e la fedeltà alla Luce.
"Chiedo solo che la mia forma eterica, privata del corpo, venga consegnata alla Luce".
Il Capocaccia aveva acconsentito, ed anche il Signore si dichiarò disponibile ad esaudire quel desiderio.
I due Demoni condivisero le informazioni apprese e convennero che per prima cosa occorreva concentrarsi su tutte le possibili minacce incombenti su Sylvia da parte dei Paladini. Il Signore era sicuro che il Gruppo annientato a Brema fosse solo parte di una più vasta struttura operativa, probabilmente dislocata in alcuni paesi europei, e intendeva conoscerne le dimensioni e i nomi degli appartenenti prima di autorizzare un possibile viaggio in Francia.
Bashur comprendeva la prudenza, pur non condividendo quello che giudicava un rallentamento eccessivo dei propri piani di ricerca.
"Credo che la ricostruzione dell'albero genealogico debba avere la massima priorità. Dobbiamo indagare su questi Patti Nodali Luminosi". Gli disse mentre si trovavano nella Sala di Addestramento dove Sheeva stavano finendo i suoi esercizi sotto lo sguardo attento del Maestro e di Sylvia.
"Ho preso la mia decisione". La voce calma a glaciale del Signore aveva una nota sinistra che Bashur conosceva bene e indicava il non esserci spazio per ripensamenti. Sarebbe stato imprudente e oltremodo sciocco insistere; coloro che in passato avevano messo in discussione le scelte del Signore avevano pagato un prezzo molto alto. Non temeva di venire aggredito, giacché il rapporto con il Guerriero era fondato sul rispetto reciproco, ed era ragionevolmente certo che questo impedisse il degenerare di qualsiasi tensione. Ma Sheeva era una variabile imprevedibile; se lui avesse contraddetto le decisioni del Maestro, arrivando a sfidarne il ruolo di Capo, lei avrebbe potuto reagire in modo ostile. E se c'era qualcuno che non avrebbe mai voluto affrontare, specie senza una guardia del corpo, questa era l'Assassina.
Così Bashur incontrò di nuovo Apolline e si andò sempre più convincendo che era una creatura molto colta e astuta. D'altronde, se era stata inviata sulla Terra per una missione così delicata doveva avere qualcosa di davvero particolare in cui eccellere. Lo individuò con ogni probabilità nell'interpretazione dei Livelli del Reale, la cui ricchezza di dettagli rivelava una perizia nettamente superiore al normale. In questo senso era più simile ad Alocero, che a fronte di poteri manipolatori standardizzati poteva contare su una raffinata abilità nell'indagine del Reale.
Decise di sfruttare la situazione per scoprire il più possibile sulla potenziale minaccia che incombeva sulla Squadra e iniziò col domandarle quale fosse la struttura operativa che aveva concepito e realizzato l'Interferenza messa in atto negli Stati Uniti. Lei gli rivelò di essere stata a capo dell'operazione e di aver condiviso solo in parte le responsabilità con Tolomeo.
"Il Capo ero io. Rispondevo all'Assemblea tramite gli Arcangeli Cercatori Sephor e Mana, che mi hanno sempre assistito. Riguardo ai compiti operativi, Tolomeo era il manipolatore, io la stratega e l'interprete del Reale, Leonio e gli altri due Stellati costituivano il nostro braccio armato. Leonio era il Capo della Squadra di Confratelli ed in battaglia aveva ampio potere decisionale, ma formalmente io ero un suo superiore. Era il Campione della Luce e non potevo pretendere un'obbedienza totale, ma avevamo raggiunto un buon compromesso e le cose funzionavano bene. Nel complesso eravamo un bel gruppo e se non fosse stato per il Signore ti avremmo battuto senza problemi, Capacaccia".
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Il Sentiero della Tenebra
Fantasía(COMPLETO) E' IL SECONDO ROMANZO DELLE CRONACHE DELL'OLTREMONDO Sylvia Bethaniut è una donna in fuga, un'anima tormentata con alle spalle un passato terribile e davanti a sé un futuro pieno di pericoli. Vive nell'ombra, con un'identità falsa, nel di...
