|22|》È solo un amico?

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↻𝐉𝐞𝐚𝐥𝐨𝐮𝐬 -𝐋𝐚𝐛𝐫𝐢𝐧𝐭𝐡

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↻𝐉𝐞𝐚𝐥𝐨𝐮𝐬 -𝐋𝐚𝐛𝐫𝐢𝐧𝐭𝐡

𝐼'𝑚 𝑗𝑒𝑎𝑙𝑜𝑢𝑠 𝑜𝑓 𝑡𝒉𝑒 𝑤𝑎𝑦
𝑦𝑜𝑢'𝑟𝑒 𝒉𝑎𝑝𝑝𝑦 𝑤𝑖𝑡𝒉𝑜𝑢𝑡 𝑚𝑒.

Dylan non mi rivolse molto la parola dopo quella constatazione su suo padre, nonostante i giorni passassero e il ballo si avvicinasse.

«Oh, Dylan...» lo chiamai, vedendolo intento a studiare sul tavolo della cucina.

«Tua madre mi ha chiesto di dirti di sistemare i tuoi vestiti. Te li ha lasciati stirati sul letto» lo informai aprendo il frigorifero e tirando fuori una bottiglia di succo.

Annuí, stranamente.

《Sveglia... Sto parlando con Dylan, quello stronzo》riprovai sventolandogli davanti una mano.

《Seriamente non mi parli più? Solo perché ho nominato tuo padre in una frase?》chiesi, ricevendo però lo stesso trattamento di poco prima.

Senza pensarci due volte mi feci prendere la mano dal fastidio e gli afferrai il ciuffo di capelli davanti, alzandolo leggermente per far puntare i suoi occhi su di me.

《Quindi? Tuo padre è morto? È vivo? È in coma?》chiesi, facendogli fare una smorfia.

《Sei sensibile quanto un sasso, devo dire》sussurrò liberandosi dalla presa e tornando a guardare il quaderno perfettamente scritto e perfettamente ordinato.

Quasi mi faceva tenerezza la sua devozione allo studio, il suo scrivere in modo perfettamente leggibile e ordinato, come se la sua vita lo fosse.

《Non è questione di sensibilità. È solo che devi dirmi che non posso parlare di tuo padre e non tenermi il broncio se lo faccio senza saperlo!》strilló leggermente alterata dal suo comportamento.

《Ma ti senti quando parli? Vedi mio padre ingiro? Hai mai sentito me o mia madre parlarne?》chiese retoricamente, anzandosi come una furia e guardandomi malamente.

《No. Quindi se fossi un minimo intelligente chiuderesti quella bocca e penseresti al tuo genitore assente, non al mio》rispose acido.

I suoi occhi erano fissi nei miei e potevo capire benissimo che quello non era il Dylan di cui Logan parlava.

Mi fece rimanere male, cosí quando una lacrima mi cadde lungo la guancia, me ne uscii di casa sbattendo la porta.

Camminai velocemente verso il centro di Forks, per distrarmi.

Era da due anni che non vedevo mia madre, se ne era andata, non rispondeva al telefono e non voleva più saperne di noi.

Era incinta, avevo scoperto. Si era dimenticata di avere un'altra figlia, però.
Mi ha cancellata con uno schiocco di dita e mi ha illusa del suo ritorno.

Feci un sospiro entrando in un negozio di vestiti. Gli occhi mi si riempirono di nuovo di lacrime quando vidi il cielo farsi buio, le luci natalizie e le persone tenersi per mano.

Ero capitata in una casa con la persona che odiavo di più al mondo e che probabilmente sarebbe diventato il mio fratellastro.

《Scarlett?》sentii una voce familiare.

《Oh, ciao Coralee》la salutai asciugandomi le lacrime con una manica.

《Tesoro, perché piangi?》domandó tirando fuori un fazzoletto dalla borsa e porgendomelo.

Piangevo perché la mia vita faceva schifo grazie a suo figlio.

《Mi mancano i miei amici a Savannah》spiegai facendo un finto sorriso che venne interrotto dalle lacrime.

《Scarlett, non preoccuparti. A Natale rivedrai tutti, vedrai che ci saranno altri viaggi, tuo padre sa cosa vuol dire avere le persone che si amano lontano》cercó di tranquillizzarmi e in qualche modo con il suo sorriso ci riuscì.

《Ti porto a casa io, va bene?》domandó avviandosi verso l'uscita.

Accettai perché ormai era buio e avevo paura di tornare a casa da sola.

《Sei felice di partire per le Hawaii?》mi chiese per conversare, distraendomi un po'.

《Non vedo l'ora, era il mio sogno!》le feci sapere.

《Non vorrei sembrarti una ficcanaso, ma ho visto che tu e Logan siete usciti insieme. È un bravo ragazzo, lui》notò guidando verso a casa con il suo solito sorriso sul volto.

《In poco tempo mi sono legata molto a lui, è davvero un buon amico》constatai guardando fuori dal finestrino.

Logan era davvero un ragazzo d'oro, uno di quelli che aiuterebbero anche uno sconosciuto, semplicemente vero e puro.

《Amico?》domandó imperterrita la donna, facendomi scoppiare a ridere.

《Solo amico! Lo giuro!》esclamai ridacchiando.

《E invece Dylan? Non mi dice mai niente... Esce con qualche ragazza?》domandó e io ci pensai un po'.

《Bella. Lui in realtà non mi sembra molto convinto》spettegolai per metterlo in imbarazzo.

《Ultimamente non è mai convinto di niente, sembra quasi che non trovi il senso di fare qualcosa. Mi sembra un po' triste》esternó lei parcheggiando davanti a casa.

《Magari è successo qualcosa di traumatico, qualche evento magari》allusi aprendo la portiera.

《Forse sarà suo padre》abbozzó prima di lasciarmi lì come un palo.

Entrai in casa e trovai Dylan intento a guardare la televisione, come se nulla fosse successo.

Quanto avrei voluto partire subito per Savannah.

《Dylan, invita Logan per cena!》strilló la donna dalla cucina e il ragazzo mi guardó perplesso.

《Perché? Che le hai detto?》domandó con tono arrogante, alzando un sopracciglio come se si credesse Dio.

《Le ho detto che è l'uomo della mia vita e che voglio assolutamente che mio padre lo incontri》recitai sospirando.

《Sei seria?》chiese spalancando gli occhi.

《Perché no? Tua madre ha detto che farà il possibile per aiutarmi con il tuo migliore amico》lo informai alzando le spalle e salendo le scale, lasciandolo lì a bocca aperta.

Presi alcuni vestiti dall'armadio e corsi in bagno a cambiarmi dato che non avevo intenzione di finire come la volta prima.

Vidi Dylan in corridoio appena aprii la porta.

《Togliti quei vestiti》mi ordinó incrociando le braccia al petto.

《Perché?》chiesi, assottigliando gli occhi per provocarlo.

❁𝘽𝙚𝙨𝙩 𝙛𝙧𝙞𝙚𝙣𝙙𝙠𝙞𝙨𝙨❁Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora