«Dylan?» domandai confusa, guardando il campo vuoto.
«Lascia stare, siediti. Non ascoltare quello che dicono, vogliono solo provocare, fanno apposta» disse confuso, indicandomi la panchina.
«Fanno sempre così?» domandai e lui annuí.
«Non fare altri casini, ci pensiamo noi» mi chiese prima di entrare di nuovo in campo con gli altri.
Ero parecchio delusa, aspettai la fine della partita per tornare a casa.
Vinsero, la folla urlava e applaudiva, Logan e Dylan erano felicissimi e si abbracciavano e gli altri saltavano dalla gioia.
Per la prima volta fui io quella in un'altra dimensione, l'unica che non aveva voglia di festeggiare nonostante fosse in mezzo alla festa.
«Scarlett, abbiamo vinto!» urlò Logan abbracciandomi, alzandomi da terra e facendomi girare.
«Congratulazioni» feci un finto sorriso che mi uscì piuttosto bene.
«Ce l'hai ancora per prima?» chiese Dylan abbassando la voce per non farsi sentire dal suo amico.
«Mi passerà, Alec mi accompagna a casa mentre voi andate a mangiare la pizza. Domani ho il test di Storia» lo informai dato che non ero dell'umore adatto.
«Oh, okay...» sussurrò per poi tornare a parlare con gli altri.
Come promesso Alec mi lasciò davanti a casa e se ne andò.
Salii in bagno per farmi una lunga doccia calda che durò poco meno di un'ora.
Aprii la porta della camera e lanciai un urlo vedendo Dylan sul letto.
«Che ci fai qui?» chiesi tirando un sospiro di sollievo.
«Ero stanco» mentí alzando le spalle.
«Va bene, buonanotte» risposi infilandomi sotto le coperte e spegnendo la luce.
Stranamente mi addormentai subito, svegliata il giorno dopo dalla solita voce irritante.
«Allora, ce l'hai già l'accompagnatore che ti riporterà a casa ubriaca marcia?» chiese Dylan dopo che con la faccia da arrabbiata scesi le scale e mi sedetti vicino a lui per fare colazione.
«Chiederò a Logan» tagliai corto versando il latte nella ciotola.
«Logan va con Bethany» mi informó, facendomi alzare gli occhi al cielo.
«Allora a Ryan» cambiai appoggiando il gomito sul tavolo.