☩ UNO ☩

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☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩I E se tu, solo per un attimo, un solo istante, morissi?

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☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩

E se tu, solo per un attimo, un solo istante, morissi?


☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩I E se tu, solo per un attimo, un solo istante, morissi?

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Strano pensare a come si sia sempre voluto cercare qualcosa nel buio. Questo vizio in fondo lo hanno passato i pianeti attorno alla terra, l'ha passato il sole stesso: le stelle, da quel cielo lontano, hanno sempre, in qualche modo, cercato di far scorgere negli abissi più profondi dell'oscurità qualcosa – e all'uomo non è mai più bastato, tanto da volerne sempre di più. Il che è strano, perché quando non si vogliono scoprire certe scomodità, si tende a tenere la luce spenta, proprio come Amore faceva con Psiche; proprio come il subconscio fa con l'inconscio. E invece non è mai più bastato nascondersi qualcosa: si scopre il fuoco, si cercano le stelle, si accendono le candele, le luci, i lampioni e il mondo prende a vivere anche di notte, anche quando in realtà ci si dovrebbe tenere stretti e nascosti a sé stessi la parte più oscura, la parte che in fondo accompagna l'uomo solo come una presenza flebile, bruciata dai raggi del sole.

Strano pensare e ancor di più pensare al fatto che in realtà Trevor non ci stia pensando, non mentre svolta leggermente a destra su quella distesa di asfalto che non finisce mai. Gli occhi concentrati e puntati sulla strada rischiarata dai fanali della sua auto in quella notte lo fanno andare avanti, mentre cerca una meta. Incredibile mettersi su una strada così lunga senza nemmeno sapere dove arrivare, e lo sa bene: ma dagli occhi neri non trapela nessuna di quelle sensazioni, stanno lì ad aspettare di notare qualcosa di diverso che possa fargli svoltare strada o vita. Che cambiare vita proprio adesso, a venticinque anni, potrebbe almeno spaventarlo minimamente, ma non sortisce alcun effetto: non sente la sua età un limite, e nemmeno il pedale dell'acceleratore che non può scendere ancora di più sotto la pressione del suo piede. Sa solo una cosa: sa solo di sapere tutto e sa che la vita che aveva fino a un giorno prima gli è stata troppo stretta attorno alle costole continuamente piegate dai troppi pugni presi. Sicuramente poco conveniente decidere da un giorno all'altro di raccogliere le poche cose che ha e partire, ma che altro fare? Non si è mai voluto troppo tenere legato a qualcosa, nemmeno a sé stesso. E ora che cambia la marcia e accelera, il motore della macchina si adatta al cambio e lo accompagna, per un attimo sembra perdersi nei suoi pensieri: la strada non c'è più, nemmeno la velocità, nulla che possa scalfirlo. Dai suoi occhi persi in un punto indistinto della strada, ogni altra visuale sfoca, lasciando solo il transito di pensieri che non ricorderà più:

𝐃𝐄𝐒𝐏𝐄𝐑𝐀𝐃𝐎La tua prossima ossessione. Scoprilo ora