☩ TRENTASETTE ☩

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☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩XXXVIICerte delusioni le accetti così come sono perché non vuoi renderle più amare

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☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩
XXXVII
Certe delusioni le accetti così come sono perché non vuoi renderle più amare

Se ne stanno distesi sul tettuccio della macchina di Trevor, dopo aver mangiato, poco lontano dai grattacieli più alti, le luci che si accendono, sempre fievoli, sempre il buio che dimora in quella città continuamente vuota di tutto: Michelle sta ...

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Se ne stanno distesi sul tettuccio della macchina di Trevor, dopo aver mangiato, poco lontano dai grattacieli più alti, le luci che si accendono, sempre fievoli, sempre il buio che dimora in quella città continuamente vuota di tutto: Michelle sta a fumare tranquilla una sigaretta, il fumo che s'alza lento, gli occhi socchiusi, lo sguardo rivolto al cielo che va piano piano diventando sempre più scuro. Si vuole scordare ancora di sé stessa, come si scorda nei bagni pieni di acqua gelida, come si scorda nel riflesso del suo specchio, così troppo simile a lei da non significare più nulla. Non ha più visto Judith, al momento nemmeno Judas, ringrazia di sentirsi libera dall'oppressione di quelle figure che ora la soffocano. Si allungano invece il conteggio dei giorni che passa in compagnia di Trevor, su cui ormai stanno scomparendo i segni di quell'incontro, su cui sta tornando il viso pulito, il labbro della sua forma originale, la bellezza che lo contraddistingue e lo fa distinguere da chiunque dentro Desperado. La sua compagnia ormai è il suo conforto segreto: lo trova sempre quando ne ha più bisogno, quando tutti i pensieri sembrano di nuovo tirarla giù, quando il suo riflesso nello specchietto rosa non le restituisce più alcuna concretezza. E Trevor, seppur non lo creda, ai suoi occhi si sta rivelando la migliore compagnia avuta: pur senza avere particolari contatti fisici con lei, sa farla sorridere e ricoprirla di affetto più di quanto Judith abbia fatto col sesso, più di quanto Terence faccia con dei baci, o Maggie con degli abbracci. Trevor è il calore del giorno, del sole che non vede da troppo: e più lo conosce, più la certezza le stringe lo stomaco; sente con Trevor un legame mai avvertito con nessuno, avverte davvero dentro di sé che qualcosa muta in lei, e che Trevor è la sua chiave – la chiave per aprire i suoi sigilli. Ma non gli dice nulla, non ancora – Desperado non le fa venire sulla bocca nemmeno una parola se ci prova, e forse è meglio del far cadere una tempesta improvvisa – e allora sta lì a fumare, Trevor steso per metà accanto a lei, le mani che reggono il torace appena inclinato in avanti sul tettuccio, silenzioso aspetta qualche parola da Michelle, che lui non ne ha mai troppe da dire. Però non sente arrivare nulla da lei, e allora si fa coraggio per non sembrare troppo noioso.

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