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☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩ XLV La sera dell'Incontro
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-Nessun aggiornamento? Nulla di nulla in, in quanto? Cinque mesi? Come è possibile? – il capo dell'ufficio anagrafica e informazioni aggrotta le sopracciglia folte e bianche, sconcertato. Ha sulla sua scrivania quel foglio: riporta ancora quel nome, quelle poche informazioni, quella foto: Trevor Ward lo guarda dai suoi occhi neri privo di qualunque aggiornamento. La donna dalla coda alta e bionda abbassa il capo, non sapendo come rispondere allo sbigottimento del suo superiore. -Gliel'ho detto, signore: abbiamo chiesto a chiunque potesse essere coinvolto più da vicino nella sua sfera personale, ma niente. -Converrai che è strano. A questo punto nessuno lo avrà messo al corrente di Desperado. Hai ricevuto le sue analisi mediche? – la donna gli porge subito la cartelletta viola leggera, che lui afferra, controllando subito i dati e sbiancando. -Perfetto. Non ha avuto nessun calo dall'ultimo incontro: hanno trovato a malapena del liquido di perdita nel sangue. -Almeno siamo certi non sia un puro. – e l'altro e rivolge un'occhiataccia. -Dovevamo dubitare anche di questo? Che Desperado ci mandi in rovina se ci manda un puro che poi caccerà via. -Mi scusi signore, a questo punto è doveroso appoggiarci sulle poche certezze che abbiamo. – pone la donna, spingendo con l'indice gli occhiali sul setto, sotto il sospiro di quello in piedi, che lascia scivolare la cartella sullo scrittoio. -Hai ragione anche tu. Ho ragione di pensare che Desperado non voglia che gli sia rivelato nulla al momento. – porta lo sguardo sulla finestra del suo ufficio, il cielo plumbeo fuori di esso, pesante come mercurio, difficile come un'amara conoscenza da portarsi sulle spalle.
-Mi hanno però informato che il suo calo del peso questo mese è stato più... complesso. -In che senso? -Sembra più instabile, da quanto ho capito. Ma nulla di riconducibile alla perdita, nulla di troppo vicino a un'irrecuperabilità. -Chi te l'ha comunicato? -Michael Law. -L'allenatore. – sospira. -Capisco. – passano dei momenti in silenzio, dove l'uomo cammina avanti e indietro per l'ufficio, sotto l'attesa della funzionaria, nei suoi abiti stirati di tutto punto, lunghi e blu scuri. Il ciuffo biondo portato dietro l'orecchio, il rossetto per nulla sbavato, la punta del naso dritta e lucente. -Eri sicura fosse l'individuo originale? -Perché l'altro dovrebbe venire a darci informazioni su Trevor? Non credo lo conosca nemmeno. -Guardia alta qui a Desperado, lo sai bene: può essere tutta una menzogna. -Era l'originale: è facile distinguerlo, l'altro è troppo rovinato. – e l'uomo sospira, andando nei cassettoni del suo ufficio, tra gli archivi, e iniziando a cercare tra le varie cartelle. La donna si sporge appena, interrogativa.