☩ TRENTACINQUE ☩

298 17 39
                                        

☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩XXXVChissà che senso ha tutto questo

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩
XXXV
Chissà che senso ha tutto questo.

☩ D E S P E R A D O - APOCALISSE ☩XXXVChissà che senso ha tutto questo

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

-Va bene, va bene: mi arrendo. - privato di tutto il fiato, Trevor si accascia per terra, portandosi la mano allo stomaco, il cuore che gli martella fino in gola, il sudore che cade in gocce sull'asfalto: sono passate appena due settimane da quell'incontro, e sa bene che dovrebbe ancora essere a riposo dopo i pugni presi da David; ma di stare a casa, ancora incapace di guardarsi allo specchio, circondato dai pochi libri che ha portato via con sé, fedele, a farsi ammattire dalle nuvole perenni su Desperado - non è una prospettiva che continua ad allettarlo. Ha provato a cercare Michael verso l'orario di chiusura, sperando di non incontrare Judas, ma l'allenatore è stato perentorio: nessun tipo di allenamento per almeno tre settimane, non vuole vedergli mettere piede nemmeno per sbaglio in palestra. Allora l'unica cosa che ha potuto fare è stato dare ascolto a Michelle: dopo quel discorso, una settimana prima, gli incontri con lei hanno iniziato a presentarsi più di frequente, e tra i mille non-discorsi e le risate, gli ha raccomandato di darsi una possibilità con qualcun altro, oltre lei. Ed eccolo lì, ricurvo sull'asfalto, con Terence che lo guarda dall'alto, affannato e sudato come lui. Si inginocchia vicino al pugile, che ha retto a malapena mezz'ora di corsa, e con meno chilometri nella media.

-Te l'avevo detto, testone. - lo ammonisce, affannato quanto lui, tirandosi la canottiera già grondante di sudore, le ciocche bionde attaccate sulla nuca.
-Cazzo, non pensavo mi avesse colpito così forte. - si lamenta, tenendosi ora la tempia, che ancora pulsa un po' dopo il colpo ricevuto. L'altro gli porge l'acqua, che lui accetta con un silenzioso cenno di ringraziamento. Terence si porta le mani sulla nuca, camminando tranquillo accanto al pugile, guardando attorno a loro la città: sono le cinque del mattino, è tutto chiaro nell'alba, tutto vuoto in quegli edifici che sanno di sonno e di segreti. Si voltano a guardare, distratti, i due grattacieli che svettano su tutti gli edifici, nel centro, i vetri di quelle finestre metallici sotto i primi bagliori di quel mattino.
-È ancora troppo presto, Trevor, datti tempo. Sembra tu non ne abbia mai abbastanza.
-È così infatti. - commenta, prendendo un altro sorso d'acqua. Il ragazzo lo guarda di sottecchi, per poi sorridere e scuotere la testa.
-Sei tutto strano tu.
-No, sono solo una personalità molto piatta e priva di spessore. Senza pugilato non sono nulla. - Terence si volta a guardarlo, ridacchiando.
-Ecco perché sei così poco loquace.
-Indovinato. - Trevor partecipa alle prese in giro, facendo ridacchiare il più giovane, per poi proseguire a camminare

𝐃𝐄𝐒𝐏𝐄𝐑𝐀𝐃𝐎La tua prossima ossessione. Scoprilo ora