In un qualche modo Kim aveva un senso di deja vu o flashback. Era come quando partiva Joey. Billie Joe e Jakob che aiutavano con i bagagli, Adrienne sotto la porta ad osservare triste ma con un sorriso dolce e Kim immobile, non riusciva a dire o fare niente. Era seduta sul prato a fissare la scena anche se fosse quasi febbraio e facesse ancora freddo.
Luke portava giusto le chitarre sue e di Michael sotto braccio, era stanco e senza forze, non avevano dormito tutta la notte.
Quando furono pronti per l'aeroporto decisero tutti di lasciare Kim e Luke soli, entrano per un paio di minuti dentro.
Luke si mise seduto a gambe incrociate difronte a lei. Cercava il suo sguardo ma Kim prestava attenzione ai fili d'erba che strappava con rabbia.
"Non vieni all'aeroporto vero?" Lei scosse la testa, la frangetta tremò.
"Kim è difficile per entrambi" a Luke tremava la voce.
"So che per te è difficile partire ma sono io che vengo abbandonata di nuovo, che rimango in questa stupida e grigia città. Devo andare a scuola, non vivo di musica e non viaggio per il mondo con i miei amici come te. Credimi è più difficile" quando alzò lo sguardo aveva gli occhi lucidi. A Luke si strinse un nodo al cuore.
"Volevo darti questo" le porse una busta bianca che lei afferrò e apri.
"Un biglietto aereo" sorrise.
"Ho parlato con i tuoi, quest'estate, se vuoi, puoi venire a Londra"
"Stanne certo." Tornò la Kim spavalda di sempre.
"Allora non mi saluti Kimberly?" Le tirò una piccola ciocca di capelli e lei come una bimba si buttò fra le sue braccia. Caddero all'indietro. Non pianse, il mal di testa procurato dalla stanchezza non lo permetteva.
"Ci vediamo presto, e voglio Skype e facetime,e un tweet ogni giorno per sapere dove e con chi sei. Ci siamo intesi Hemmings?" Puntò il dito contro il naso all'in su di Luke.
"Intesi Armstrong. Ti amo"
"Ti amo anche io."
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Erano già due ore che Luke e Michael erano andai via. La casa era silenziosissima, Kim se ne stava sul letto della camera di Joey, ormai era diventata la camera dei ragazzi. Il cuscino profumava ancora come Luke. Alzò di ppiù il volume della musica quando i pensieri si facevano troppo tristi ma non aiutava molto. La playlist aveva scelto Wherever you are. una canzone dei 5sos che parlava di un amore a distanza. Fantastico! Proprio quello che le serviva per distrarsi...
"Kim!" sua madre la chiamava dal piano inferiore. "C'è Emily"
Kim si trascinò giù dal letto, pensava sarebbe stato impossibile eppure eccola lì, di fronte a Emily, di certo non aveva un bell'aspetto ma era comprensibile, Emily le sorrise comunque e l'abbracciò anche senza il suo consenso. Sapeva che ne aveva bisogno anche se non l'avrebbe mai ammesso. Era la sua migliore amica da sempre, certe cose le sapeva e basta.
"Ho portato il tuo gelato preferito" le sorrise.
Kim guardò la busta riconoscendo la gelateria dove andavano spesso l'estate e sorrise. In fondo era una comune ragazza sotto certi punti di vista. Il gelato era la migliore cura per i cuori infranti insieme alla musica.
"Stracciatella e follino al cioccolato?" chiese tirando su col naso. Emily sorrise soddisfatta.
"Si, i tuoi preferiti"
Le due si misero a mangiare tutto il loro gelato in cucina dove misero su un po' di vecchia musica rock, quella che piaceva a Billie Joe. Kim amava i suoi vecchi vinili.
"Allora fra te e Jimmy tutto ok vero?" Kim mandò giù un altro cucchiaio di stracciatella.
"Si, mi sembra quasi strano che si comporti così bene, insomma sembra cambiato ma in senso buono intendiamoci." Emily sorrideva alla coppa del gelato "voglio dire, non pensavo sarebbe stato così, in fin dei conti è molto più semplice di quando stavo con Eddie"
"Eddie non ti apprezzava Emily, Jimmy ha sempre saputo di amarti credo ma era solo troppo spaventato, eravate abituati a passare del tempo insieme poi" Kim aveva ancora gli occhi tristi ma sembrava stare meglio.
"Già hai ragione" Emily si zittì per qualche secondo, non sapeva come affrontare il discorso "Luke".
"Quindi come siete rimasti adesso tu e lui? Cioè vi rivedrete vero?" provò con non nominarlo.
"Certo che ci rivedremo, anzi mi ha dato questo..." le mostrò il biglietto per Londra.
"Che bello! Vai a Londra!" Emily era così euforica.
"Si è bello ma non so quanto si possa fare"
"Dai Kim, non siete mica il primo amore a distanza, ce la potete fare, e poi finiamo la scuola quest'anno" Emily era sempre positiva, le brillavano gli occhi ed era speranzosa.
"Emily lo so che non siamo i primi ma io non posso andare a vivere lì senza fare niente, dovrei trovarmi un lavoro e papà non lo accetterà, vuole che vada al college e poi sai come la penso... Sono troppo legata a questo posto, non ce la farei mai a lasciare definitivamente la mia famiglia e te e Jimmy per andare dall'altra parte del mondo"
"Ti capisco" Emily abbassò lo sguardo, poi le arrivò un messaggio.
"E' Jimmy, sta venendo qui" avvisò Kim.
"Per adesso non gli dire del fatto di Londra, sai che si agiterebbe..."
"Va bene" Emily sorrise.
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"Hey avete mangiato tutto quanto il gelato?" Jimmy aveva il labbruccio, sembrava uno dei suoi fratelli.
"Sorry not sorry" rispose Emily. Lui rise, almeno Emily mangiava ultimamente e non aveva più i suoi problemi di salute.
"Non sei andata all'aeroporto?" chiese poi a Kim e Emily gli diede una gomitata per incitarlo a stare zitto, era tutto il pomeriggio che provava a tirarla su.
"No" lei scosse la testa e tornò il silenzio.
"Ragazzi io ho bisogno di fare due passi, ci vediamo dopo.." disse poi alzandosi.
"Aspetta, veniamo con te" stavano dicendo quando Kim li fermò.
"Scusate ma ho bisogno di stare sola, voi potete anche rimanere qui se preferite, ci si vede" Kim li liquidò facilmente e loro capirono che fosse normale quel suo atteggiamento.
Non sapeva bene dove stesse andando e non aveva nemmeno preso lo zaino con le sue cose, aveva solo il cellulare. Si trovò in qualche modo di fronte a scuola. Erano un paio di giorni che non ci andava e si chiedeva se mai qualcuno se ne fosse accorto. Forse i professori perché le aule dovevano essere più calme. Scavalcò il cancello basso, era abituata a ben altro. Si mise su il cappuccio della felpa scura che aveva sotto il cappotto. Camminò per il giardino della scuola ed esausta si buttò ai piedi della vecchia ed enorme quercia.
Era stesa pancia in su e contemplava il cielo. Grigio. Come il suo umore.
Partì una canzone dal suo cellulare, una di Ed Sheeran, lenta e dolce, le ricordavano Luke le canzoni così.
Quando i suoi occhi cominciavano a chiudersi sentì la presenza di qualcuno.
Si alzò di scatto per lo spavento. C'era qualcuno seduto con la schiena appoggiata al tronco. Lo riconobbe dopo qualche secondo.
"Dan..." uscì leggero dalle sue labbra.
PIANO CON I BRUTTI COMMENTIII
Spero che questo capitolo non sia stato troppo deprimente, mi dispiace ma dovevo farlo ♥
Se la storia vi sta piacendo lasciate un voto e magari un commento.
Grazie per seguirmi sempre,
Mar.
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Rage and Love
FanfictionKimberly Mary Armstrong, 17 anni e un carattere decisamente forte. Carattere ereditato dal padre, il famoso cantante/chitarrista dei Green Day, Billie Joe Armstrong. Ne va fiera, ma odia chi lo loda davanti a lei. E se a lodarlo fossero quattro rag...
