Capitolo Sessantuno

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L'ampia sala è stata preparata per la festa. Ci sono varie composizioni floreali in cima a delicate colonne bianche e sono stati imbanditi banchetti zeppi di cibo di ogni tipo. Non so come abbiano fatto ad organizzare un tale ricevimento senza farsi notare dall'esercito o dagli abitanti di Solis ma non posso fare a meno di fargli i miei complimenti. Non sembra di essere alla base ma in una vera e propria sala per eventi mondani.

Winnie è aggrappata al mio avanbraccio e lo stringe come se avesse paura di perdermi. Anche lei indossa un abito lungo molto elegante, il rosa cipria si intona perfettamente alla sua figura. 

Mi guardo intorno in cerca di qualcuno di mia conoscenza ma vedo solamente persone con cui non ho alcun rapporto.

«Sei pronta a conoscere l'investitore?» mi domanda la donna al mio fianco con un sorriso incoraggiante.

Prendo un profondo respiro, mi sento abbastanza agitata. «Sì»

«Bene» esclama trascinandomi in una direzione ben precisa. Ci avviciniamo ad un angolo della sala dove noto Murphy intento a parlare con qualcuno che ci dà le spalle. E non appena ci avviciniamo ho un déjà-vu. Esattamente come alla festa alla tenuta di Reeves, l'uomo anziano di spalle si volta nella nostra direzione e ci sorride. «Signorina Locke, buonasera!» e poi rivolge un sorriso anche a me «Signorina Scott, che piacere rivederla!»

Rimango a bocca aperta. «Signor Ford...» esclamo non sapendo cosa dire. Si tratta di Marlon Ford, il ministro degli affari esteri di Gea, l'uomo che mi aveva fatto i complimenti per la mia sincerità al ricevimento a casa di Reeves.

«Spero che questa festa sia di suo gradimento...» sorride con furbizia alludendo alla battuta fatta durante la serata di qualche mese fa.

«Questa sera mi sento più a mio agio...» confesso guardandomi intorno e notando che nessuno stia cercando di fare a gara su chi indossa l'abito migliore e che le conversazioni che le persone intrattengono siano adornate da sorrisi genuini e non di circostanza.

«Ne sono lieto» annuisce soddisfatto «Più tardi mi piacerebbe poter scambiare due parole con lei» mi informa.

«Assolutamente» rispondo in soggezione nel ripensare al suo ruolo qui e a quanto sia importante che io faccia una bella figura.

Salutiamo i due uomini e proseguiamo a chiacchierare con varie persone. Continuiamo così per una buona mezz'ora, fra una conversazione e l'altra alterno qualche calice di sidro e qualche  tartina. 

Winnie sta parlando dell'importanza della salvaguardia del ghiacciaio di Caelum con alcuni membri della base quando il mio sguardo viene catturato da una figura che fa il suo ingresso all'interno della sala. 

Blake.

La sua bellezza mi toglie il fiato e il mio cuore inizia a battere sempre più forte, tanto che faccio fatica a sembrare interessata alla conversazione. Ma non me ne importa nulla.

Indossa una camicia nera, lo stesso colore dei pantaloni sartoriali che avvolgono le sue gambe. Non l'ho mai visto così elegante e non riesco a distogliere lo sguardo dalla sua figura così ipnotizzante, noto persino gli anelli che adornano le sue dita impreziosendole. 

E la mia insistente attenzione nei suoi confronti fa sì che il suo sguardo riesca finalmente a trovare il mio. I nostri occhi si incatenano come se non aspettassero altro e mi perdo nell'intensità delle sue iridi. Siamo come due magneti che si attirano inconsapevolmente.

Una gomitata fra le costole mi fa distrarre immediatamente rompendo l'elettricità fra noi. «Daphne, ricordi di cosa avevamo parlato?» sussurra Winnie.

Oromasis | Il fuoco interioreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora