Sussulto nel momento in cui una mano viene posata sulla mia spalla scuotendomi. Non appena i miei occhi si aprono, mi accorgo di non essere nella mia stanza. È un ambiente asettico, dove spicca il colore bianco. Sono in infermeria.
Lo scontro.
Il mio potere.
La stanchezza.
Sono svenuta per la fatica nel gestire il mio potere, è stato uno sforzo troppo grande per me. Riesco a ricordare ancora la sensazione di vertigine che mi ha travolto dopo aver lasciato andare l'energia.
«Scott, finalmente.» esclama Murphy in piedi vicino al lettino dove sono distesa sorprendendomi.
«Cosa...» provo a dire cercando di combattere la confusione.
«Hai dormito per un giorno intero, il tuo corpo doveva recuperare le energie perse...» si siede sullo sgabello malmesso. «Ricordi cosa è successo?»
Annuisco strizzandomi gli occhi, mi sembra di essere stata accartocciata e poi schiacciata per giorni.
«Ilias ci ha raccontato il motivo per cui hai dovuto usare il tuo potere, sei stata brava...» parla con un tono sommesso «Quei due sono almeno il doppio di te...» ridacchia per smorzare la tensione.
«Li ho feriti?» domando preoccupata quando la consapevolezza delle mie azioni prende il sopravvento.
Murphy scuote la testa. «Non più di quanto si fossero già fatti fra di loro, non ti preoccupare...»
«Che intendi?»
«Sto dicendo che hai manipolato il tuo potere affinché si sprigionasse solo nell'aria attorno ai loro corpi, non li hai bruciati o qualcosa del genere... ma hanno fatto un bel volo, che tra l'altro si meritavano.»
«Quindi stanno bene?» domando ancora, non riesco a fare a meno di sentirmi responsabile per ciò che è accaduto. Blake voleva infastidirmi ma non era a conoscenza dell' imprevedibile temperamento di Victor o del fatto che l'origami fosse fatto da lui ed io dovevo fermare la situazione prima che potesse degenerare.
«Stanno bene, solo qualche botta...» sospira accomodandosi meglio. «Senti Scott, stai ancora imparando, non fartene una colpa...»
Sembra che dire queste parole gli costi molto e per un motivo a me sconosciuto, gli credo e do un po' di tregua alla mia mente riguardo a questa situazione.
«Okay.» Afferro il bicchiere sul comodino e prendo un gran sorso di acqua. «Vorrei approfittare della tua presenza per chiarire qualche dubbio...» propongo titubante mentre mi siedo appoggiandomi alla testiera del piccolo letto.
Murphy non dice nulla e attende le mie domande.
«Mi hai fatto vedere tutti quei documenti, tutte quelle informazioni durante la mia permanenza al Palazzo del Consiglio... quali intenzioni avevi?» chiedo tutto d'un fiato.
L'uomo di fronte a me non esplode in una sfuriata né in un atteggiamento giudicante, semplicemente mi osserva con clemenza. «Volevo farti capire la gravità della situazione, spaventarti in modo da farti desistere dal proseguire le tue strambe ricerche... chiaramente ho sottovalutato la tua testardaggine e la tua curiosità.» quasi ride nel confessarmelo.
«Cos'ha fatto Altman per essere bandito e per aver fatto cancellare Solis dalle mappe e dalla coscienza generale?» domando impaziente di saperne di più ora che ho la possibilità di fare domande liberamente.
«Si tratta di una questione davvero complicata, di una storia molto lunga.» sospira pesantemente. «Devo mettermi comodo?» domanda ironicamente.
«Sì, per favore.»
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Oromasis | Il fuoco interiore
FantasiLa realtà si presenta come un organo schematico e meccanico. Ma se ci fosse un'eccezione? Se fosse giunto il tempo del cambiamento? Un divampare, un fuoco. Il fuoco interiore. Oromasis. ________ Daphne è una ragazza di venticinque anni che vive una...
