Capitolo Cinquantaquattro

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Approfitto della presenza di Thea per chiarire la situazione fra di noi. Mi manca passare del tempo con lei e creare qualche strano rimedio naturale dal nulla. Mi ha spiegato che all'interno della base hanno un piccolo laboratorio e così ora ci ritroviamo a mischiare varie tipologie di petali di fiori, semi e foglie che non ho mai visto. Tutto proveniente da Solis. È elettrizzante sperimentare con nuovi ingredienti e imparare nuove combinazioni. Mi rendo conto solo ora di quanto la mia visione ed il mio sapere fossero limitati ad un territorio davvero ristretto e a quanto in realtà ci sia da scoprire al di fuori della propria zona di comfort.

«Da quanto fai parte del Gruppo?» le chiedo pestando con forza delle foglie di menta di una varietà particolare in un piccolo mortaio.

«Dalla sua fondazione» Nel suo sguardo colgo un velo di furbizia, l'espressione che mi ha sempre affascinato di lei. È il segno di una donna che forte che ha combattuto per la sua libertà e il suo status. Amerei diventare sicura e determinata come lei, sembra sempre sapere quale sia la cosa giusta da fare e so che probabilmente questa caratteristica si sviluppa crescendo ma credo sia una dote innata che possiede fin da piccola, lo so perchè è la stessa che vedo negli occhi di Deva.

«Ho così tante domande che mi girano per la testa ma non riesco a porle al momento giusto, mi vengono in mente solo quando mi ritrovo da sola...» butto fuori i miei pensieri con frustrazione. «Sento come se non mi stessi impegnando abbastanza per arrivare ad un quadro completo della situazione!»

Thea interrompe il lavorio delle sue mani e le posa sui fianchi fissandomi con premura. «Non devi sapere tutto subito, Daphne. Devi darti tempo, nemmeno il tuo cervello avrebbe la capacità di immagazzinare tutte le informazioni in una sola volta... le apprenderai con il tempo, con il tuo tempo.»

Ha ragione. Sento il peso della responsabilità del mio ruolo che inizia a cingermi il petto, ho questa fretta di scoprire più cose possibili perchè ho paura di fallire se non ricordo tutti i dettagli, se non li conosco alla perfezione.

«Invece di pormi delle domande, puoi semplicemente iniziare chiedendomi delle spiegazioni generali...»

Sospiro cercando di mandare via il pizzicore che sento alla base della gola. L'ansia di non avere più il controllo su nulla nella mia vita. «Per favore...» dico in un sussurro faticando a parlare.

«Ti sei mai chiesta perché tu abbia iniziato a manifestare il tuo potere proprio qualche mese fa?»

Mi irrigidisco all'istante. No, non l'ho mai fatto.

«Non ti sembra strano che d'un tratto, dopo tutti questi anni, si sia attivato e basta?»

È una domanda così fondamentale, come ho fatto a non pensarci? 

«Non è un evento casuale, Daphne. C'è un motivo se improvvisamente hai iniziato a sentire il potere scorrere in te. Pensaci...»

Faccio mente locale per cercare di ricordarmi quando è stata la prima volta che ho avuto dei sintomi riconducibili al mio potere ma è così tanto tempo fa che non riesco davvero a trovarla.

«Io non me lo ricordo...» ammetto con amarezza, riuscire a collegare la prima manifestazione ad un determinato evento potrebbe davvero permettermi di ricollegare i punti.

Thea sorride. «Non ti preoccupare, te lo dico io...» suggerisce tranquilla. «Ricordi la prima volta che tu e tua sorella avete fatto visita a Gunnar dopo l'incidente?»

Annuisco dubbiosa, me lo ricordo. Edra era così felice di poterlo rivedere dopo tutto quel tempo che mi ha buttato giù dal letto in fretta e furia, non riusciva più ad aspettare... chissà se sono riusciti a confessarsi il loro amore prima che lei partisse per Ars.

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