Capitolo Cinquantanove

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Quando irrompo nella sala riunioni in cui si trova Marcus, sei paia di occhi sgranati si posano su di me. Ma non ho tempo per interessarmene perché sono troppo agitata in questo momento. Se Jewel fa parte di una spedizione del governo ed è così interessata a me, potrebbe aver capito chi io sia e di conseguenza fare del male a mia sorella per avere qualcosa in cambio da me.

«Marcus, devo parlarti.» esclamo con il cuore che martella nelle mie orecchie.

Lui mi lancia uno sguardo accigliato ma mi invita ad accomodarmi sulla terza sedia vuota presente nella stanza. «Ti presento il signor Waldo e il signor Kass, due miei collaboratori provenienti da Veridis.» fa un cenno con la mano verso i due uomini che ho involontariamente ignorato. Che gran maleducata che devo essere sembrata... «Signori, lei è Daphne Scott, la figlia di Oromasis.»

«Salve, vi chiedo scusa per aver interrotto la vostra riunione ma ho una questione davvero urgente di cui discutere con Marcus.» parlo quasi senza fiato per l'agitazione.

Menomale Marcus riesce a scorgere l'urgenza nel mio sguardo e congeda velocemente i due. «Rimandiamo a più tardi.» 

Una volta soli, sposto la sedia proprio di fronte a lui e mi ci siedo per impedire alle mie gambe di continuare a tremare. «Credo che mia sorella Deva sia in pericolo.» 

Alle mie parole sgrana gli occhi e mi guarda interrogativo. 

«Sto parlando della spedizione SG107.»

Apre la bocca scioccato. «Cosa?» 

«Conosco una ragazza che ne fa parte. Si è presentata proprio qualche tempo prima della mia partenza.» mi mordo le unghie cercando di placare il nervosismo.

«Perché non l'hai mai detto?» 

«Perché non credevo che fosse così importante ma soprattutto non ho avuto modo di rifletterci con tutte le cose che sono successe ultimamente...» cerco di giustificarmi. Lo so che avrei dovuto riferirlo a qualcuno, è un dettaglio davvero importante ma a mia discolpa posso dire che non avevo idea che fosse qualcosa collegato a me.

Racconto tutto quello che so come lui mi chiede di fare, questa volta senza tralasciare nemmeno un particolare.

«Ho paura che possa farle del male, ti prego avverti mia madre!» lo supplico.

Annuisce mentre inizia a scrivere qualcosa su un foglio di carta di fronte a lui. «Manderò qualcuno immediatamente» lo ripiega e lo inserisce all'interno di una busta. «Potrebbe essersi insospettita per la tua partenza improvvisa, soprattutto se era lei il tuo alibi. Cosa le hai detto?»

«Che sarei stata con Curtis...»

«Va bene, mi inventerò qualcosa...» si gratta la fronte «Risolveremo la situazione, non preoccuparti, magari potrei farle recapitare una lettera da parte tua in cui le spieghi una versione dei fatti alternativa.»

«È una buona idea...» convengo cercando di tranquillizzarmi. 

«Oh quasi dimenticavo, fra qualche giorno avremo l'onore di ospitare qui alla base il nostro più grande investitore.» mi osserva con uno sguardo che sembra volermi suggerire di non fare cavolate. «È davvero importante che tutto vada bene, tutto ciò che vedi qui dentro è stato finanziato da lui e non possiamo permetterci di perderlo.»

Faccio un sospiro. «Non farò nulla di azzardato, promesso.»

«A questo proposito, sarebbe opportuno che non ti facessi vedere vicino a Blake...»

«Cosa? Perché?» chiedo di getto.

Marcus appoggia i gomiti al tavolo avvicinandosi di qualche centimetro. Vedo nel suo modo di fare che non vorrebbe farmi questo discorso ma deve farlo. «Perché per quanto ci stia aiutando, ci sono persone che non sono ancora convinte della sua buona fede e che credono che prima o poi ci possa tradire spifferando tutti i nostri piani a suo padre.»

Oromasis | Il fuoco interioreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora