Il sorriso si allarga sul mio viso quando mi trovo i due ragazzi davanti.
I capelli color caramello di Curtis sono più lunghi e un accenno di barba gli adorna il volto, sembra stanco. Si avvicina a me e mi attira in un abbraccio cingendomi la vita. Io appoggio il mento sulla sua spalla mentre ricambio la stretta ma il mio sguardo non riesce a fare a meno di posarsi sulla figura che si trova in un angolo della grande sala.
Blake.
È appoggiato al muro con le braccia conserte e la sua solita espressione di serietà. Indossa la divisa nera ma questa volta è slacciata e lascia intravedere la stretta canottiera del medesimo colore che fascia perfettamente i muscoli del suo busto. Mi piace vederlo più rilassato e non impostato come spesso si presenta.
Credo che sia qui per Melvin, non sembra nutrire una grande simpatia per il ragazzo che mi sta abbracciando.
I suoi occhi si incatenano ai miei e la loro intensità mi fa mancare il respiro. Mi sento esposta quando mi scruta in questo modo, è qualcosa di intimo che cancella tutte le presenze intorno a me. Vedo solo lui. Sembra che possa accarezzare la mia pelle solo attraverso uno sguardo.
Non riesco a voltarmi, sono bloccata in questo limbo di pura tensione. Ma ci pensa Curtis a interrompere il collegamento fra me e Blake sottraendosi all'abbraccio e afferrandomi per le spalle con delicatezza. «Che bello vederti, Daphne!»
Ricambio il sorriso un po' intontita. «Anche io sono contenta di vederti, Curtis.»
«Mi piacerebbe parlare un po' in queste ore, ci terrei a spiegarti alcune cose...» parla timidamente, credo che si senta in colpa per avermi mentito. Ma d'altronde chi non l'ha fatto?
Blake.
Beh, eravamo nemici...
Mando via i pensieri intrusivi prima di rovinarmi l'umore già precario. «Assolutamente, dopo gli allenamenti?» chiedo.
Annuisce sollevato e prima che possa aggiungere altro, Melvin gli dà uno spintone e si posiziona di fronte a me. «Ehilà, impicciona!» esclama con un ghigno.
Io rimango interdetta per l'inaspettata confidenza ma sorrido di rimando ripensando all'intera situazione. «Ehilà, spia!»
Mi afferra un braccio e mi attira contro di sé per riuscire a darmi un veloce abbraccio. «Spero che ora non ci sia più risentimento fra di noi, sai... siamo dalla stessa parte!» parla con nonchalance «Ma soprattutto spero che tu mi dia il tuo benestare per frequentare Agatha senza quello sguardo da uccellaccio del malaugurio!» scherza dandomi una pacca sulla spalla.
Rido alle sue parole perchè effettivamente non sono stata il massimo della simpatia nei suoi confronti negli scorsi mesi. Ma non riesco a impedire a una morsa dolorosa di impadronirsi del mio stomaco nel ripensare ad Agatha. «Come sta?» chiedo tornando seria.
«Sta bene, è molto arrabbiata con te per non averla salutata prima di partire»
«Voleva salutarmi?» domando stupita, credevo che non mi volesse intorno.
Melvin ride. «Oh, non è mai stata arrabbiata come voleva farti credere! Continuava a frignare e a domandarsi se tu la pensassi, se sareste di nuovo tornate amiche, se le volessi ancora bene...» spiega con tranquillità.
Rimango di stucco. Convinta che non volesse riallacciare i rapporti, mi sono buttata a capofitto nelle ricerche per non pensare a quanto mi facesse stare male la situazione fra di noi, quando avrei potuto semplicemente insistere di più. «Io non ne avevo idea...»
«Lo so, vedrai che quando farai ritorno a Gea tutto sarà come prima!» mi rassicura. Ma io so che niente sarà come prima, mai più. Non potrò più condurre una vita normale come facevo prima di scoprire di Solis, del mio potere, del Gruppo... e va bene così, me ne sono fatta una ragione ormai.
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Oromasis | Il fuoco interiore
FantasyLa realtà si presenta come un organo schematico e meccanico. Ma se ci fosse un'eccezione? Se fosse giunto il tempo del cambiamento? Un divampare, un fuoco. Il fuoco interiore. Oromasis. ________ Daphne è una ragazza di venticinque anni che vive una...
