Capitolo Cinquantasei

174 92 60
                                        

I giorni continuano a scorrere e il tempo sembra scivolare fra le mie mani senza permettermi di afferrarlo per godermi un momento di pausa, ho davvero bisogno di un assaggio della mia vecchia vita ordinaria. I miei allenamenti sono cambiati, oltre alle lezioni singole abbiamo integrato delle lezioni supervisionate sia da Ilias che da Marcus per unire tutte le tecniche imparate nel tempo che ho trascorso qui.

Sono sfinita. L'allenamento sulla resistenza sta dando i suoi frutti, riesco a correre per circa un'ora ad un'andatura costante e senza affaticarmi e sto migliorando anche sugli scatti di corsa. Per quanto riguarda l'allenamento generale con pesi e vari attrezzi, ci sto lavorando ma riesco già a vedere la differenza dei miei muscoli quando mi guardo nel piccolo specchio della mia stanza. Sebbene non sia ancora una persona che potrebbe essere definita muscolosa, noto con piacere che le mie braccia iniziano ad acquisire una rotondità nella zona dove si trovano i bicipiti e non vedermi più come una ragazza gracile e indifesa mi aiuta anche a cambiare i miei schemi mentali con più facilità. Attraverso un corpo più forte anche la mia mente lo diventa.

Sto imparando anche le basi dell'autodifesa e quindi lo studio del comportamento dell'avversario e la conseguente identificazione di esso per evitare di essere colpita in varie zone del corpo o per contrattaccare. 

In aggiunta a tutto questo, ci sono lo studio e lo sviluppo del mio potere, collegato alla mia sfera interiore. Imparare a manipolare l'energia che mi scorre dentro non è semplice, anzi è la cosa più difficile, soprattutto perchè richiede anche la consapevolezza del mio respiro e del controllo delle mie emozioni. Devo riuscire ad incanalare una determinata emozione nel flusso che si dirige verso le mie dita e, una volta che esso si diffonde nelle particelle dell'aria, devo dargli una direzione e domarlo fino al punto che desidero. Ma non posso rilasciarlo di colpo come ho fatto l'altro giorno a meno che io non voglia creare un'esplosione, devo liberarlo piano piano e permettergli di esaurirsi.

È tutto un gioco di equilibri, più io mantengo uno stato di bilanciamento dentro di me, più sono padrona di me stessa e del mio dono. Non so ancora completamente di cosa io sia capace, non ho avuto la possibilità di testarlo - dentro alla base sarebbe alquanto pericoloso - perciò devo limitarmi a contenere quell'impetuoso ribollire che mi scalda la pelle ogni volta che rilascio l'energia.

Ma tutta la fatica mentale e fisica delle ultime settimane presto verrà ripagata perchè Marcus mi ha rivelato che presto potrò tornare a Gea. La mia vita non sarà più quella di un tempo ma sono sicura di potercela fare. Vedrò finalmente le mie sorelle - perché sono sicura che Edra si precipiterà da Ars - e tutti i miei amici, non vedo l'ora.

«Ultimo piegamento e ci siamo» esclama Marcus soddisfatto. Il sudore scende dalle mie tempie e prendo un ultimo respiro tremante mentre mi accingo a eseguire l'esercizio per l'ultima volta prima di crollare rovinosamente a terra.

Appoggio la guancia al pavimento e aspetto che il battito del mio cuore si stabilizzi. 

«Ti lascio dieci minuti di pausa e poi riprenderemo con un allenamento differente...» calca la voce sull'ultima parola mentre esce dalla palestra. Rotolo sulla schiena e allungo una mano per afferrare la borraccia alla mia sinistra, necessito dell'acqua immediatamente.

Mi prendo fino all'ultimo secondo concessomi per riacquistare un po' di energia e quando Marcus e Ilias entrano nella palestra mi alzo in piedi e asciugo la mia fronte con un piccolo asciugamano. 

«Oggi sperimenteremo un nuovo tipo di pratica, simuleremo un attacco da parte di un membro dell'esercito di Solis...» mi spiega Ilias con calma «...e quale individuo migliore se non il vicecomandante?» allarga il suo sorriso rivolgendosi verso l'entrata.

Il mio respiro si blocca in gola. Non può essere. Non può avermi fatto questo...

Fulmino l'anziano con lo sguardo e mi volto verso il giovane uomo che ha appena fatto il suo ingresso nella stanza. Blake indossa un abbigliamento sportivo composto da una canotta nera e dei pantaloni morbidi del medesimo colore. È bello da togliere il fiato. Provo talmente tanta frustrazione nel non poterlo toccare come vorrei che mi sembra di percepirla sotto forma di dolore fisico. Quel suo atteggiamento noncurante che indossa come maschera con chiunque, nonostante sia fastidioso il più delle volte, devo ammettere che ha un fascino seduttivo ed io sono completamente ed irrimediabilmente caduta nella trappola.

Oromasis | Il fuoco interioreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora