Capitolo Sessantadue

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La vita prima di scoprire di Solis, del Gruppo e di tutti i segreti annessi, mi è sempre sembrata una mera successione di eventi che consolidavano la mia zona di sicurezza nella quale mi sentivo protetta. Da quando invece ho iniziato a far luce sulla verità, provo costantemente una punta di ansia mista all'adrenalina, legata al fatto che tutto potrebbe cambiare da un momento all'altro, che per un piccolo errore di un qualsiasi membro, gli equilibri potrebbero essere sovvertiti. Ma queste preoccupazioni svaniscono ogni qualvolta Blake è nei paraggi. Lui riesce a mitigare le mie inquietudini ma allo stesso tempo mi dà quella spinta di cui ho bisogno per essere coraggiosa, per osare. 

Ed in questo momento in cui il suo corpo è premuto contro il mio e le sue mani stringono saldamente i miei fianchi, non so più cosa sia giusto fare o meno. La mia mente è completamente annebbiata e confusa ma il mio cuore è in pace, sa quello che vuole.

«Cercavi qualcuno?» domanda ironicamente.

Scuoto la testa non volendo dargliela vinta. E lui fa scorrere la sua mano lungo il mio collo accarezzandolo delicatamente e provocandomi brividi che risalgono la mia schiena. Non so quanto riuscirò a resistere prima di commettere qualcosa di cui mi pentirò.

«Dovresti essere al ricevimento...» sussurra mentre gioca con alcune ciocche dei miei capelli.

«Sì, stavo per tornare...» farfuglio in difficoltà.

Lui sorride. «Stavi sbagliando direzione però...» 

Non dovrei essere qui. Non dovrei trasgredire l'unica regola che mi è stata imposta. Non dovrei essere così irrimediabilmente attratta da lui. «Probabilmente mi sono persa...» 

«Può essere...» si avvicina al mio orecchio «io invece me ne stavo andando.»

Mi scosto per guardarlo negli occhi. «Perché?»

Si allontana da me, impercettibilmente ma io lo sento come se fosse amplificato. «Perché non mi sto godendo la  serata.»

Sono confusa. «È per via delle persone che non si fidano di te?» domando cauta, non vorrei farlo sentire fuori posto o metterlo in imbarazzo ma ho bisogno di capire.

«No, Daphne. Non me ne frega niente di quello che la gente pensa di me.»

Giusto, lo ha sempre dimostrato. E' una caratteristica che gli invidio, il suo essere sempre al di sopra del giudizio degli altri. Non è influenzato da nulla, solo da sé stesso e questo è qualcosa che vorrei possedere anche io. Se mi preoccupassi di meno di quello che c'è intorno a me magari riuscirei ad essere più felice o più libera.

«E allora di cosa si tratta?»

Lui sospira pesantemente passandosi una mano fra i capelli. «Si tratta della frustrazione.»

Corrugo la fronte interdetta. «La frustrazione?»

«Sì»

«Non capisco...»

Fa un passo indietro e riesco a percepire l'agitazione che ribolle dentro di lui. «Lascia stare...» 

Vuole andarsene, lo leggo nei suoi occhi, così senza pensarci gli afferro il polso e lo guardo dritto negli occhi. «Per una volta nella vita dì le cose come stanno!» Ho voglia di sapere quello che gli passa per la testa, cosa lo spinge a comportarsi così e non ho intenzione di fare finta di nulla.

«Vuoi sapere le cose come stanno?» si libera dalla mia presa innervosendosi. «Tu credi che sia tutto così semplice? Che a me piaccia essere così?» 

«Io non-»

«Beh, indovina un po'? No. Sono stanco e frustrato.» Mi guarda con gli occhi illuminati da una scintilla che  non riesco a decodificare. «Stanco di non poter avere quello che desidero e frustrato perchè l'unica cosa che posso fare è guardare ciò che desidero da lontano. Ti basta questo?»

Oromasis | Il fuoco interioreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora