Quel sabato sera non stava affatto andando come Lara s'era immaginata. Quando, il giorno prima, Agathe aveva proposto a lei e Thomas di andare a Londra per una cena e una passeggiata a Piccadilly Circus insieme a qualche altro loro compagno di scuola, i due non avevano esitato ad accettare; in fondo era un bel cambiamento rispetto a quel che facevano di solito e, almeno Lara questo lo sapeva bene, la sua migliore amica non poteva certo andare a rinchiudersi a Villa Prescott quando tutti si sarebbero aspettati di vederla in giro con gli amici, quindi non c'era nulla di strano in quel programma.
Fu solo quando i tre si trovarono nella macchina di Agathe, ormai a metà strada verso Londra, che a Lara sorsero i primi dubbi: la sua migliore amica era taciturna come non mai e teneva lo sguardo fisso sulla strada, le sopracciglia corrugate in un'espressione tesa. Lara la studiò in silenzio per qualche minuto, incerta su cosa dire per convincere l'altra a rivelarle cosa le passasse per la mente, prima di scoccare un'occhiata a Thomas attraverso lo specchietto retrovisore. Il ragazzo scosse appena la testa e si portò cauto un dito alle labbra: come lei aveva notato la tensione di Agathe e si chiedeva da cosa fosse causata, ma non riteneva che pungolare la loro amica mentre era al volante fosse una scelta saggia.
Il viaggio proseguì in silenzio e alla fine arrivarono a poche decine di metri dalla loro meta; Agathe s'infilò in una via meno trafficata subito dietro a Piccadilly e fermò la macchina in seconda fila.
«Eccoci» annunciò.
I due fidanzati si scambiarono un'occhiata.
«Will, non dovresti parcheggiare?» tentò cauto Thomas.
«No».
La risposta secca e recisa di Agathe fece dipingere un cipiglio identico sui volti dei suoi migliori amici.
«Agathe...» esordì Lara.
Agathe sbuffò. «Io non mi fermo» spiegò, anticipando la domanda dell'altra. «Ho da fare, ma vi raggiungo dopo...»
Lara sgranò gli occhi. «Non mi dire che esci con Prescott e ci hai usati solo come copertura!»
«Certo che no!» ribatté Agathe.
«E io dovrei crederci». L'altra incrociò le braccia al petto e scoccò ad Agathe uno sguardo di fuoco. «Come no!»
La diciassettenne mora alzò gli occhi al cielo e si girò a guardare Thomas. «Te la porti via, per favore?»
«No». Anche Thomas incrociò le braccia. «Non se prima non ci dici dove vai».
Agathe gettò la testa indietro e gemette, esasperata. «Vado da Marco, va bene?» ammise controvoglia.
«No, non va bene per niente!» esplose Lara prima che Thomas potesse aprire bocca. «Ci vai dopo come si è comportato? Ancora ci vuoi uscire? Tu... tu...». Lara annaspò, alla ricerca delle parole. «Tu sei di coccio, ecco! Hai la testa dura come il legno! E non cambierai mai, mai...»
«Quello che non capisco» la interruppe Thomas con voce calma, lo sguardo fisso in quello dell'amica, «è perché tu ci voglia uscire. Avevo l'impressione che non t'importasse di lui». Esitò per un istante. «Che Prescott per te fosse più importante».
Agathe spense il motore e si mise in ginocchio sul sedile per guardare bene Thomas. «Infatti Prescott è più importante» confermò. «Vado da Marco solo per parlarci».
«Ma perché?» insisté Lara. «L'ultima volta ti è saltato addosso...»
«...e io gliel'ho lasciato fare» concluse Agathe al suo posto. «La colpa di quello che è successo è anche mia». Sospirò e si rimise seduta per bene. «Sentite, io e Marco siamo rimasti... in sospeso, se capite che intendo. Io mi sono pentita di quello che c'è stato, lui si è risentito del mio averci ripensato e abbiamo deciso di non sentirci per un po', perché io potessi fare chiarezza in quello che provo e che voglio, ma... insomma, penso che abbiamo entrambi bisogno di una chiusura che sia netta e pulita. Non è cattivo, anzi, e non mi ha fatto niente di male o che io non volessi, quindi... non so, se la merita un po' di onestà e che io gli dica cosa ho deciso mentre lo guardo negli occhi, no?»
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99 Shades of...
Romance[STORIA REVISIONATA] In un mondo come quello moderno, in cui l'unicità di ogni persona rappresenta un Universo a sé, le cose non sono mai o bianche o nere. Eppure, è così che appaiono Richard e Agathe: lui, ormai un uomo fatto, algido, composto, più...
