Nonostante la sicurezza che aveva ostentato, Colin aveva preso con la giusta dose di timore le parole di Agathe: il ricordo di quella sera di due anni prima era ancora orribilmente vivido nella sua mente e non ci teneva a ripetere l'esperienza.
Nei successivi tre giorni, il ragazzo si guardò intorno circospetto ogni volta che si avventurò in giro per la cittadina, quasi si aspettasse che Agathe gli balzasse alla gola come una bestia feroce decisa a sbranarlo: per questo quando, camminando per strada, sentì qualcuno chiamare il suo nome, sobbalzò spaventato prima di realizzare che si trattava di un uomo.
«Colin Scott?» chiese lo sconosciuto. Il ragazzo lo squadrò: era talmente elegante da sembrare imbalsamato, teneva il mento sollevato in un gesto arrogante e tra le dita della mano sinistra stringeva un bastone da passeggio.
«Sì» rispose diffidente Colin.
Lo sconosciuto gli tese la mano. «Richard Prescott» si presentò. «Forse ha sentito parlare di me...»
Colin si strinse nelle spalle con una smorfia di diniego. «Veramente no» rispose brusco. «Cosa vuole?»
Richard sospirò. «Mr. Scott, a quanto ho sentito lei è un ingegnere energetico: alcuni anni fa ho acquistato un maniero del diciottesimo secolo e ritengo sia arrivato il momento di riqualificarlo. Avevo pensato d'iniziare facendomi un'idea sugli interventi necessari per migliorare la classe energetica dell'edificio, ovviamente senza tradirne il valore storico, e visto che lei opera in questo campo, ho pensato che fosse la persona giusta a cui rivolgermi».
«Oh...» disse Colin, sorpreso, prima di tornare sospettoso. «E lei avrebbe comprato un maniero del Settecento?»
L'altro uomo gli rivolse un ghigno supponente. «Mr. Scott, io sono uno storico di successo, uno scrittore, un accademico; possiedo case editrici, agenzie d'assicurazione, quote di noti giornali e tante altre attività. Mi creda, ho abbastanza soldi da comprare mezza Londra, se voglio». Raddrizzò le spalle e guardò il ventiduenne dall'alto in basso. «Allora, è disponibile per una valutazione della mia proprietà, o devo cercare qualcun altro?»
Colin ingoiò l'orgoglio: voleva davvero trovare lavoro lì per tornare a vivere a Hersham e quell'occasione era troppo buona per rifiutarla.
«Va bene» acconsentì. «Quando?»
Richard gettò uno sguardo al costoso orologio che portava al polso. «Che ne dice di... adesso?»
«Adesso?» ripeté l'altro.
«Sì, adesso» confermò Richard. «Se ha altri impegni, posso rivolgermi a qualcun altro...»
Il ragazzo prese un respiro profondo. «Va bene, va bene, andiamo adesso» cedette.
Lo storico sorrise in un modo che a Colin fece accapponare la pelle. «Bene, allora. Possiamo andare con la mia auto».
******
Colin non riusciva a credere alla situazione in cui si era cacciato.
«Il Derbyshire! Siamo nel maledettissimo Derbyshire!» imprecò.
Quando Richard Prescott l'aveva invitato a dare un'occhiata al suo maniero così, su due piedi, Colin aveva creduto che si trovasse nelle campagne circostanti, certo non a oltre tre ore di macchina!
«Non le piace il Derbyshire?» chiese placido Richard, imboccando con sicurezza l'ennesima strada di campagna. «Io trovo che sia una delle contee più pittoresche d'Inghilterra».
«Ma siamo a tre dannate ore da Londra!»
«Pensi a quanto più tempo avrebbe richiesto il medesimo viaggio nel millesettecento» commentò lo storico. «Strade sterrate, carrozze trainate da cavalli, niente autogrill...»
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99 Shades of...
Romantik[STORIA REVISIONATA] In un mondo come quello moderno, in cui l'unicità di ogni persona rappresenta un Universo a sé, le cose non sono mai o bianche o nere. Eppure, è così che appaiono Richard e Agathe: lui, ormai un uomo fatto, algido, composto, più...
