Il bar era semplice e carino, come tanti altri a Londra, e più affollato di quanto Agathe si fosse aspettata: nonostante fosse domenica d'inverno – e per di più subito dopo l'ora di pranzo – c'erano una ventina di avventori che vagolavano per il locale, bevevano qualcosa e scambiavano qualche parola con conoscenti o con i baristi, superando di quando in quando il sottofondo musicale della radio con le loro voci.
Sgomitando tra la ressa davanti al bancone e pensando che ben presto ne avrebbe avuto abbastanza di bar e pub per il resto della vita, la ragazza si fece largo tra la folla e avanzò a zigzag attraverso sedie e tavoli fino a raggiungerne uno in fondo al locale, già occupato da un giovane alto e longilineo. L'uomo seduto appariva nervoso a un miglio di distanza: apparentemente immerso nella lettura di un quotidiano, ne sfogliava le pagine con gesti bruschi e i suoi occhi scorrevano i fogli con troppa rapidità, senza mai soffermarsi su nulla, perché si potesse pensare che stesse davvero leggendo gli articoli. Ogni tanto si risistemava la pesante sciarpa di lana intorno al collo e tirava su con il naso, segnali inequivocabili di un imminente raffreddore.
Quando Agathe riuscì a raggiungere il tavolo, l'uomo fece per alzarsi, ma un gesto della ragazza lo bloccò.
«Grazie per essere venuta con così poco preavviso, e proprio il giorno dopo la tua festa» disse Moses.
«Figurati. Ero già sveglia, e poi quella di ieri sera non era esattamente una festa per me» replicò Agathe. Guardò l'uomo di fronte a sé con espressione penetrante. «Allora, Moses. Dopo mesi in cui sei stato all'estero, perché all'improvviso tanta fretta di vedermi?»
Moses si torse le mani, a disagio. «Non è facile per me parlarne» esordì. «Vedi, in una notte la mia vita si è... stravolta».
«Hai incontrato l'amore della tua vita?» ridacchiò Agathe. Quando l'altro non rispose, assunse un'espressione incredula. «Non ci credo! Alla mia festa?»
Il ragazzo annuì. «Io... è difficile da spiegare. Ti è mai capitato di vedere una persona, parlarle e pensare che... be', che è una persona come tutte le altre, che non ha niente di speciale... chiederti come potrebbe mai piacere a qualcuno, e poi... un giorno, senza alcun preavviso, rincontrare quella persona e chissà perché vederla con occhi nuovi?»
Agathe avrebbe voluto sorridere a quelle parole: le sembrava che Moses avesse descritto l'inizio della sua conoscenza con Richard. «So cosa intendi». Tornata seria, guardò con gentilezza il giovane uomo. «Non è la fine del mondo, Moses».
Lui sorrise mesto. «Potrebbe essere più difficile di quanto pensi. Non credo che questa persona sappia che esisto, non in quel senso, e non penso che mi vorrà mai...» aggiunse amaro.
«Forse, se mi dicessi chi è, potrei aiutarti» disse esitante la ragazza. Moses alzò a malincuore lo sguardo su di lei, uno sguardo tanto disperato e supplichevole da scioglierle il cuore. Protese la mano e afferrò una delle sue, stringendola forte.
«Ho bisogno di te, Agathe» sussurrò Moses.
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Richard percorreva il salone a passi rapidi come un leone in gabbia.
«Rick, hai intenzione di dirmi qual è il problema o mi hai chiamato soltanto per guardarti scavare un solco nel pavimento a furia di camminare su e giù per la stanza?» chiese annoiato Alan.
Il padrone di casa strinse i pugni e masticò qualche imprecazione tra i denti, ma non rispose.
«Rick, sul serio. Non ho tutto il giorno» insisté Alan un quarto d'ora più tardi.
«Voglio delle informazioni» disse brusco Richard.
Alan batté le mani, deliziato. «Informazioni! Come ai vecchi tempi! Allora...» il giornalista si sfregò i palmi, entusiasta, «...di chi vogliamo parlare?».
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99 Shades of...
Romance[STORIA REVISIONATA] In un mondo come quello moderno, in cui l'unicità di ogni persona rappresenta un Universo a sé, le cose non sono mai o bianche o nere. Eppure, è così che appaiono Richard e Agathe: lui, ormai un uomo fatto, algido, composto, più...
