Thirty Fourth Shade [R]

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Il pomeriggio di quel primo gennaio, Hersham era deserta e sonnacchiosa.

«Allora Tom, quella di ieri è stata proprio una bella festa, non trovi?» sbadigliò Agathe.

I due ragazzi si erano dati appuntamento nel tardo pomeriggio per una passeggiata, in modo da non sentirsi in colpa per aver trascorso l'intera giornata a letto; Lara, che non aveva di questi problemi – se solo avesse potuto, sarebbe andata in letargo all'inizio dell'autunno e non ne sarebbe uscita che in giugno inoltrato – aveva ignorato il loro invito ed era rimasta sotto le coperte, al caldo.

«Niente male davvero» biascicò lui in risposta, il volto nascosto nella sua tazza di caffè forte. Ne mandò giù un gran sorso, facendo schioccare le labbra in segno di apprezzamento. «Quando i miei genitori mi hanno detto che saremmo andati alla festa di un loro amico, non avrei mai immaginato che l'amico in questione sarebbe finito a ballare su un tavolo, completamente ubriaco, con la cravatta annodata intorno alla testa e sventolando un boa di piume – boa che se non sbaglio, era il tuo...»

«Certo che era il mio: me l'hai visto addosso per almeno un'ora e mi hai anche presa in giro... dovevi essere sbronzo di brutto, per dimenticarlo!» chiese Agathe. «Comunque avrei dovuto immaginarlo, visto che non riuscivi a camminare senza sbandare. Che poi finivi per cadere sempre sul lato destro... come mai?»

«Che ne so?».Thomas si strinse nelle spalle. «Almeno non ero solo. Mio padre e Damon erano più sbronzi di me!»

«A proposito, poi com'è andato l'incontro tra Lara e i tuoi genitori?» indagò la ragazza: la sera prima, quando era tornata nel salone dopo essersi appartata con Richard, aveva trovato i due fidanzati impegnati a chiacchierare con i figli di altri invitati, ben lontani dai genitori di Thomas.

«Più o meno come avevi previsto» rispose lui. «I miei hanno chiesto a Lara della scuola, se ha già deciso cosa fare dopo il diploma e hanno finto di non sapere che ci frequentiamo; mio padre ha fatto un paio di battute e credo che mia madre gli abbia quasi staccato l'alluce a pestoni per farlo tacere...»

Agathe rise. «E Lara?»

«Pallida come un cencio e ha risposto a balbettii per tutto il tempo» disse Thomas, alzando gli occhi al cielo. «Piuttosto... tu, con Prescott?» mormorò.

Stavolta fu la ragazza a stringersi nelle spalle. «Bene».

Thomas le rivolse uno sguardo indagatore. «"Bene" significa che avete ricominciato a parlare civilmente?»

Sul volto di Agathe si dipinse un sorriso malandrino. «Non è che abbiamo proprio parlato... o almeno, non solo...»

Il suo amico si tappò le orecchie. «Ti ho già detto che queste cose non voglio saperle!»

Agathe sghignazzò senza ritegno. «Via, via, non ho detto nulla! Quante scene per una semplice allusione...»

«Quando sei tu a farle, non sono mai semplici allusioni» si lamentò Thomas. «Le fai in un modo che... che ti fanno pensare al peggio possibile!»

La ragazza sembrò deliziata da quelle parole. «Sul serio? Allora ho un talento naturale! Chissà, magari dovrei fare l'attrice...» mormorò meditabonda.

«Quindi tu e Prescott avete fatto pace» disse Thomas dopo un po', stiracchiandosi e guardando dispiaciuto la tazza di caffè ormai vuota. «Povero Marco, mi sa che gli piacevi sul serio...»

«Chi ha detto che non ho più intenzione di uscire con Marco?» replicò Agathe mentre allungava le gambe indolenzite.

«Ma credevo... insomma, Prescott ti piaceva parecchio, e hai detto...». Thomas s'interruppe, confuso.

99 Shades of...La tua prossima ossessione. Scoprilo ora