Ad Agathe erano serviti altri due giorni per decidersi.
Il pensiero di rivedere Richard non la lasciava indifferente come credeva. Thomas aveva ragione: aveva accettato la decisione dell'uomo, ma sicuramente non l'aveva ancora dimenticato. Per un po' la ragazza aveva cercato una strada alternativa, per riavere quelle carte: aveva pensato di mandare Thomas, o Lara, o Moses, a prenderle; oppure di chiedere a Damon o ad Alan, che vedevano Richard regolarmente; ma alla fine aveva scartato tutte quelle opzioni. Si era resa conto che evitare Richard la faceva sembrare – e peggio, sentire – debole: ed essere debole non era un bene, per lei. Aveva capito che doveva affrontarlo e dimostrare a tutti, ma soprattutto a se stessa, di essere in grado di dominarsi, di vedere Richard, incontrarlo, parlargli in modo civile, senza che questo la influenzasse in nessun modo.
Per questo quel mattino uscì di buon'ora e attraversò il prato che divideva casa sua da quella di Prescott.
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Richard bofonchiò tra sé mentre ricontrollava il contenuto della propria ventiquattrore: quel giorno aveva in programma una riunione dopo l'altra e, sebbene la sola idea gli facesse venire il voltastomaco, sapeva di non potersi sottrarre a quella che per lui era un'agonia.
Senza smettere di borbottare, l'uomo scese le scale e s'infilò il soprabito: era quasi pronto per uscire quando il campanello suonò una sola volta.
Data un'occhiata veloce all'orologio, Richard si accigliò: erano le otto meno dieci. Chi mai poteva andare a casa sua così presto? Forse Alan? Ma in quel caso, rifletté mentre pigiava impaziente il pulsante d'apertura del cancello e andava alla porta, se lo sarebbe ritrovato direttamente in corridoio come succedeva quasi sempre.
Quando schiuse l'uscio, la persona che Richard si ritrovò di fronte era l'unica a cui non aveva pensato.
«Mr. Prescott» salutò Agathe con voce monocorde. Lui non rispose: si limitò a fissarla con la bocca semiaperta, troppo sorpreso d'averla davanti per riuscire a trovare le parole. «Mi spiace disturbarla, ma ho pensato che questo potesse essere un buon momento per avere indietro tutti gli incartamenti relativi alle domande per il college che ho spedito».
Richard scosse la testa, stordito. La voce piatta della ragazza non lo aiutava a recuperare la concentrazione: era troppo impersonale, troppo sbagliata, dal suo punto di vista.
«Io... io...» farfugliò confuso Richard.
Le sopracciglia di Agathe si contrassero per un brevissimo istante mentre lo squadrava da capo a piedi.
«Lei stava uscendo» affermò con lo stesso tono privo di qualunque inflessione. «Ne deduco che non è poi un così buon momento. Se volesse essere così gentile da consegnare i documenti al dottor Zimmermann alla prima occasione, sono certa che lo zio me li farà avere. Le auguro una buona giornata».
Dopo quel secco monologo, la ragazza girò sui tacchi e se ne andò, lasciando Richard impalato lì dov'era. All'uomo occorsero parecchi minuti per riaversi: quando riuscì a superare lo stupore, Agathe era sparita già da un pezzo.
Richard si diede mentalmente dell'idiota. Che diavolo gli era preso? Non sapeva spiegarselo. Avrebbe dovuto immaginare che Agathe a un certo punto sarebbe andata da lui; lui stesso l'aveva contattata per farle riavere quei dannati documenti; ma il silenzio della ragazza si era protratto ben più di quanto lui avesse previsto, convincendolo che non aveva nessuna intenzione di andare a casa sua per riprendersi qualcosa che, lo sapeva bene, per lei non aveva la minima importanza.
Eppure, se fosse stato onesto con se stesso, Richard avrebbe ammesso che più di tutto a destabilizzarlo era stata l'indifferenza che Agathe aveva mostrato nei suoi confronti sin dal momento in cui lui aveva aperto la porta. Si era comportata come se avesse avuto a che fare con un perfetto sconosciuto, con qualcuno indegno della sua considerazione: si era aspettato che lei fosse arrabbiata, che l'aggredisse per averla cercata, per essersi trovata nella condizione di doverlo incontrare di nuovo, ma la freddezza di cui si era ammantata aveva sbriciolato ogni sua certezza. Si era aspettato emozioni e aveva trovato il vuoto. E lui non era preparato a quel vuoto: era questa la verità, pura e semplice.
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99 Shades of...
Romance[STORIA REVISIONATA] In un mondo come quello moderno, in cui l'unicità di ogni persona rappresenta un Universo a sé, le cose non sono mai o bianche o nere. Eppure, è così che appaiono Richard e Agathe: lui, ormai un uomo fatto, algido, composto, più...
