La neonata relazione tra lui e Leah aveva convinto Damon a coinvolgerla – in barba a tutte le possibili, catastrofiche conseguenze – nell'ultimo progetto di Alan: riunire le due persone più ostinate di tutta Hersham, Richard Prescott e Agathe Williams.
Certo, forse avrebbe dovuto parlarne con gli altri prima di portare con sé Leah alla prima di una serie di riunioni strategiche, spiegare che adesso aveva un modo di tenerla a bada e impedirle di prendere fuoco – che fosse per l'indignazione dello scoprire di una relazione tra una ragazza a malapena maggiorenne e un uomo che poteva esserle padre o per la rabbia di essere stata tenuta all'oscuro di tutto non importava – e convincerli che poteva aiutarli in molti modi. Sì, forse avrebbe fatto bene ad accennare alla cosa, invece di presentarsi a casa di Alan con Leah e un sorriso a trentadue denti stampato sulla faccia. Anche perché era l'unico a sorridere: gli sguardi degli altri andavano dalla confusione di Thomas e Moses, all'inquieto sbigottimento di Lara e infine al chiaro terrore che riempiva gli occhi di Alan.
«'giorno» salutò noncurante Damon, lasciandosi cadere su una sedia libera subito imitato da Leah, che si accomodò al suo fianco. «Vogliamo cominciare?»
Lo sguardo che gli scoccò Alan era di panico e furia in eguale misura. «Leah, tesoro, che bello averti qui con noi!» disse con un sorriso talmente tirato da essere palesemente falso. «Peccato non avessimo idea che saresti venuta anche tu...» aggiunse a denti stretti.
«Be', a cosa si deve questa... questa...» Leah lasciò vagare lo sguardo sul gruppetto disomogeneo seduto intorno al tavolo, «riunione?».
Alan strattonò con un dito il colletto della propria camicia, in evidente difficoltà, e Damon sorrise placido.
«Ecco, vedi...» esordì titubante il giornalista.
«Diciamo che adesso ti raccontiamo una storia e ti spieghiamo qual è la situazione» intervenne l'altro con tranquillità. «A patto, però, che giuri di non andare fuori di testa e di non uccidere nessuno».
Leah assottigliò lo sguardo e strinse le labbra. «Avete combinato qualcos'altro alle mie spalle?» sibilò minacciosa, rivolta ad Alan.
«Ma no» rispose Damon, appoggiandole una mano su quella di lei con fare rassicurante. «Questo ormai è tuo appannaggio, o sbaglio?». Rivolse un'occhiata divertita al padrone di casa. «Il suo portatile ne sa qualcosa...»
Il pallore sul volto del giornalista fu rapidamente sostituito da una calda sfumatura cremisi.
«Non mi dire che... che... sei stata tu!» ruggì con rabbia e incredulità.
«Certo che sono stata io. Chi, sennò?» rispose Leah senza fare una piega. «Così imparate a manipolarmi, tu e quell'altro bel soggetto del tuo compare!»
«Io... io... ah, lasciamo stare!» grugnì rassegnato Alan, nascondendosi il volto tra le mani.
«Che ne dite di proseguire?» propose la biologa. «Voglio sentire questa storia di cui parlava Damon».
«Molto bene» rispose l'interpellato. «C'era una volta, in una bella cittadina non lontano da Londra...»
«Non avrai intenzione di raccontarla davvero così!» gemette Leah.
«È una storia, no?» replicò sogghignando Damon: sperava davvero che mettendo un pizzico d'ironia nella forma, Leah si distraesse abbastanza da non infuriarsi per il contenuto delle sue parole. «Dov'ero rimasto? Ah sì, la graziosa città vicino Londra. In questa città viveva un uomo molto noto per la sua sapienza: alla sua grande conoscenza, tuttavia, non si accompagnava l'umiltà ma un grande orgoglio e questo, insieme a un pessimo gusto in fatto di donne, fece sì che l'uomo in questione arrivasse alla veneranda età di quarantadue anni single e ben determinato a restare tale».
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99 Shades of...
Romansa[STORIA REVISIONATA] In un mondo come quello moderno, in cui l'unicità di ogni persona rappresenta un Universo a sé, le cose non sono mai o bianche o nere. Eppure, è così che appaiono Richard e Agathe: lui, ormai un uomo fatto, algido, composto, più...
