Eighty Eighth Shade [R]

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Damon era stanco.

Negli ultimi tempi, la sua vita aveva iniziato a somigliare a una nuotata controcorrente: lui si sforzava, si sforzava davvero di venire a capo del caos che lo circondava, ma gli sembrava che nessuno volesse collaborare.

La prima cosa da sistemare, aveva deciso, era la brusca rottura tra Richard e Agathe: non poteva credere che quei due avessero chiuso proprio quando le cose tra di loro si erano decise ad andare per il verso giusto, e visto che con Agathe non era riuscito a spuntarla – la ragazza sembrava diventare un muro di gomma straordinariamente duro d'orecchi, quando lui toccava quell'argomento – era venuto il momento di torchiare Richard e sperare di ottenere qualcosa almeno da quella parte.

Era appena uscito di casa quando l'altro problema che infestava le sue giornate si palesò davanti ai suoi occhi come spuntato dal nulla.

Leah. Una Leah arrabbiata, per di più, comprese Damon con un brivido di paura quando vide le sopracciglia aggrottate e gli occhi lampeggianti della sua amica d'infanzia.

«A quanto pare, per parlarti bisogna tenderti un'imboscata» disse gelida la donna. Damon non replicò: era da giorni che la evitava come la peste e, pur sapendo che era sbagliato e che lei non aveva colpe per la situazione in cui lui si trovava, non aveva potuto fare a meno di eclissarsi ogni volta che l'aveva intravista all'orizzonte.

«Ma no, che dici?» si decise a rispondere mentre si grattava la nuca, a disagio.

Leah gli diede una manata in pieno petto, facendolo barcollare.

«Dico che mi eviti» sibilò con voce di fuoco; l'uomo ritenne più saggio tacere. «Prima mi chiedevo perché avessi limitato al minimo i contatti con me; poi, per fortuna, ho avuto una conversazione a dir poco illuminante che ha chiarito ogni mio dubbio» aggiunse Leah.

Damon si sentì vacillare. «Che ti hanno detto quei due pazzi?» annaspò in preda al panico.

«Loro, niente». Lui si rilassò, ma solo per un momento. «Agathe, invece, mi ha rivelato le loro macchinazioni per farci finire insieme».

Il dottor Zimmermann si strozzò con la sua stessa saliva. «Agathe sa?». Si coprì il volto con le mani, sentendosi esausto, prima che la rabbia lo invadesse. «Non posso credere che Richard gliel'abbia detto!» esplose.

Lo sguardo di Leah divenne affilato come una lama. «Perché mai Richard avrebbe dovuto parlare di questo con Agathe? Non credevo fossero così in confidenza».

Osservò senza pietà le pupille di Damon dilatarsi e il suo respiro farsi affannoso: a quanto pareva, da quanto era tornata a Hersham, nessuno si era premurato di raccontarle tutta la verità.

«Io... io...» farfugliò Damon, terrorizzato: non era certo di come Leah avrebbe preso la notizia della relazione tra lo storico e la diciottenne. «Chiedilo a Rick!» concluse: in genere non gli piaceva giocare allo scaricabarile, ma se qualcuno doveva essere ucciso per quello che c'era stato tra il suo migliore amico e quella che era praticamente la sorella di Lara, allora che fosse Richard!

«Puoi scommetterci che glielo chiederò» sibilò Leah in risposta. «Ma non oggi» aggiunse, calmandosi di botto: era un altro l'argomento che voleva affrontare con Damon. «Quindi è per l'idea bislacca che si sono messi in testa Alan e Rick di farci finire insieme, che mi eviti? Oppure l'idea di frequentarmi non solo come un'amica ma come una possibile compagna ti disgusta tanto?» domandò a bruciapelo.

«Come puoi pensarlo?» replicò Damon, oltraggiato. «Tu non hai niente che non vada, Leah, e lo sai benissimo. È solo... siamo amici da tutta la vita e ho paura delle incomprensioni che potrebbero crearsi tra di noi a causa delle azioni sconsiderate di quei due aspiranti Cupido» spiegò.

99 Shades of...La tua prossima ossessione. Scoprilo ora