La biblioteca della St. Margaret straripava di studenti.
Erano passati quattro giorni dalla conversazione incomprensibile che aveva avuto con Agathe e Richard sperava che andare alla St. Margaret gli desse l'opportunità di vedere la ragazza, soprattutto se si considerava che l'aveva avvertita che quel giorno sarebbe stato lì. Niente di più sbagliato: complici il freddo intenso e la pioggia fitta che cadeva incessante da oltre quarantotto ore, quel giorno la biblioteca era molto più piena di quanto Richard l'avesse mai vista: neanche ai tempi in cui lui stesso frequentava quella scuola, quel luogo era mai stato così affollato.
Stringendosi nelle spalle, Richard gettò uno sguardo intorno nella speranza di scorgere la chioma ondulata di Agathe da qualche parte, ma non la vide da nessuna parte; ormai disinteressato si mosse verso la porta, ma proprio in quell'istante un movimento attirò la sua attenzione.
«Mr. Prescott!» salutò Miss King con voce più acuta del solito, alzandosi dalla propria sedia con tanta veemenza da rischiare di rovesciarla. Richard, esasperato e anche un po' terrorizzato come ogni volta che la vedeva, prese un respiro profondo e si impose la calma.
«Miss King, è sempre un piacere vederla» mentì spudoratamente. La donna, che intanto gli si era avvicinata, gli afferrò una mano e la stritolò tra le proprie.
«Sono così felice che sia qui, Mr. Prescott» esclamò con gli occhi lucidi. «Non posso credere che questo giorno sia finalmente arrivato!»
Per la seconda volta in meno di una settimana, Richard si ritrovò a partecipare a una conversazione di cui non stava capendo un accidente. «Sì, è davvero un bel giorno» disse vago, senza sbilanciarsi: si sarebbe tagliato la lingua piuttosto che ammettere che non aveva idea di cosa quella donna stesse dicendo.
Le sue parole sembrarono accendere una miccia: il volto di Miss King si illuminò e, incurante della presenza di decine di studenti, la donna lo afferrò per il bavero della giacca, avvicinandosi pericolosamente al volto dello storico.
«Credevo che non te l'avrei mai sentito dire...» gorgogliò, la voce soffocata dall'emozione. Richard, allarmato, tentò di scrollarsela di dosso con garbo.
«Miss King...» esordì incerto, mentre le dita ossute della donna restavano artigliate alla sua giacca. Ma lei lo interruppe.
«Basta con tutte queste formalità» disse sbrigativa. «Non ce n'è mai stato bisogno, e ora meno che mai...» esalò sognante.
«Ehm...». Richard esitò, alla ricerca delle parole giuste: la Elizabeth King di quel giorno gli ricordava terribilmente quella in cui si era imbattuto vent'anni prima, e la cosa non gli piaceva per niente. «Vorrebbe... vorrebbe spiegarmi il motivo di tanto entusiasmo?»
Con suo grande orrore, Miss King gli strinse ancora di più addosso. Ormai gli occhi di tutti gli studenti erano fissi su di loro e Richard si accorse con sgomento di avere la fronte sudata. Tentò di nuovo di allontanare la donna. «Suvvia, gli studenti ci stanno guardando!» bisbigliò disperato.
«Non ha alcuna importanza, Richard caro» ribatté la King; affondò la guancia contro il suo petto e chiuse gli occhi, come se avesse raggiunto la somma felicità. Richard annaspò: si sentiva come se il suo più grande incubo si stesse materializzando e lui non potesse fare nulla per impedirlo. Il suo respiro si fece affannoso, irregolare.
«Miss King, esigo una spiegazione... ora!» sussurrò, furioso e mortificato dallo sghignazzare degli studenti.
La donna proruppe in una risatina isterica.
«Come se non lo sapessi!» rispose divertita. Fissò il volto di Richard, su cui campeggiava un'espressione imbarazzata e ignara, e mise il broncio. «Non c'è bisogno che tu finga di non sapere!». Ma quando il cipiglio sul volto dell'uomo aumentò, Miss King lasciò andare un piccolo sospiro con fare teatrale e si accoccolò di nuovo contro Richard. «So della conversazione che hai avuto con Evan Williams» mormorò con un gran sorriso.
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99 Shades of...
Romance[STORIA REVISIONATA] In un mondo come quello moderno, in cui l'unicità di ogni persona rappresenta un Universo a sé, le cose non sono mai o bianche o nere. Eppure, è così che appaiono Richard e Agathe: lui, ormai un uomo fatto, algido, composto, più...
