Avete mai pensato a come sarebbe entrare nella mente di una ragazza vittima di bullismo psicologico?
Io lo so bene, perché quella mente era la mia.
Ho mischiato la storia inventata di una ragazza con i miei pensieri reali. Ricalca la mia esperienza...
Ho la mia stanza, i miei compiti da fare per domani e le cuffiette per addormentarmi con la musica. Questa è la mia felicità...tranne i compiti.
Mi proteggo dal mondo a volte...ci provo, ma non riesco mai ad andarmene del tutto, c'è sempre una parte ancorata qui, attratta dalla forza di gravità.
Non riesco a scrivere il tema d'italiano, penso al viso della mia professoressa e a tutta la fatica che avrò sprecato per un misero quattro e una smorfia.
Un giorno le ho chiesto una spiegazione, ma mi ha liquidato con un "Fa schifo Manzoni, va a posto".
Tutto qui.
Rabbia! Questa mi ha portato a lanciare la biro adesso.
Così, senza motivo.
Ha colpito la finestra. Mi sento in colpa, spero di non avere rotto niente, ma proprio non mi va di andare a controllare.
Non so se mi conviene stare ferma o esplodere, ma non posso chiederlo a nessuno.
E' solo rabbia. Allora perché piango? Le mie mani si stanno avvicinando alle guance.
"Sarah so che sei arrabbiata, ma non farlo". Ha parlato la vocina dentro di me.
I polpastrelli delle mie dita mi stanno accarezzando il viso. Sento la pelle sulla mia pelle, la morbidezza che si fonde con la morbidezza.
E' andata bene, per ora. Le mie guance sono intatte.
Controllo e...la finestra anche.
Ma sono ancora agitata.
Mi sento così: calma e agitata.
Due cose opposte che dovrebbero apparire in momenti diversi, ora sono insieme. Come è possibile?!
Non so, ma quello che provo è questo. Se lo dicessi a qualcuno riderebbe.
Vorrei ricevere una risata, una che sembra dirmi "Sei simpatica".
Purtroppo quelle che sento ogni giorno hanno un altro significato: "Sei ridicola" e questo non mi piace.
Ripensandoci sento un peso nel petto, faccio fatica a respirare, metto le mani al collo e le faccio scivolare sulle punte dei miei capelli ancora bagnati di lacrime.
Mi sento sempre così lontana dal mondo che penso non mi appartenga e che io non sia fatta per lui.
E' così buio l'alone di fumo che ho nel petto che vorrei strapparmelo con forza da dentro, ma di forza nei miei muscoli non ne ho.
Tutto scorre più lentamente, come il sangue visto che ogni parte del mio corpo trema di freddo.
Non sono sicura che sia freddo.
Forse è il dolore che ha deciso di scuotere il mio corpo.
Sembra così fragile e le mie ossa così rigide, impenetrabili.
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Note d'autore:
Hey ragazzi, come state? 😊
In questo pensiero niente domande sulla vostra vita, ma voglio farvi vedere un'aesthetic (spero di averlo scritto nel modo giusto altrimenti correggetemi, please 🙏) fatto da me per questa storia. Non é un granché, ma almeno ci ho provato.
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