Avete mai pensato a come sarebbe entrare nella mente di una ragazza vittima di bullismo psicologico?
Io lo so bene, perché quella mente era la mia.
Ho mischiato la storia inventata di una ragazza con i miei pensieri reali. Ricalca la mia esperienza...
La professoressa Lombardo è in ritardo oggi, la stiamo aspettando per iniziare la lezione di italiano. Spero che non arrivi. Magari è assente o si sono dimenticati di avvisarci. Pensa che bello, un'ora senza la sua estrema serietà e la sua brusca arroganza.
-Manzoni-. La voce alle mie spalle mi fa sussultare. Ero talmente persa nei miei pensieri che mi sono spaventata. Mi giro.
-Ciao Carlo-. Non lo avevo ancora salutato oggi, in effetti non ci salutiamo tutti i giorni personalmente.
-Mi presti una biro?-.
-Certo-. Rispondo con un sorriso. Apro l'astuccio, estraggo una biro e gliela porgo.
-Grazie-. Sorride. Un sorriso un po' diverso dall'ultima volta che gli avevo prestato una biro.
Rimango sbalordita quando Carlo la lancia ad Oscar che è seduto in prima fila accanto a Giorgio. Magari l'ha chiesta per Oscar, anche se qualcosa non mi convince.
Oscar l'afferra al volo con facilità ridendo sguaiatamente.
-Grazie Carlo, ma ti sei sbagliato. Non mi serve-. Gliela rilancia indietro.
Anche Carlo comincia a ridere in modo scomposto.
-No, prendila tu!-.
Iniziano a giocare lanciandosi la mia biro da una parte all'altra della classe. Che vergogna. Mi guardo intorno sperando che gli altri non stiano partecipando a questa buffonata. La maggior parte della classe chiacchiera noncurante della situazione, soltanto qualche sguardo tra cui quelli di Deb e Pri sono diretti su di noi. Giorgio, ovviamente, si gode il momento e soffoca qualche risata. Davvero crede che io non me ne accorga? Sta ridendo come un matto, ma cerca di nascondersi.
Ridicolo.
Tutto questo è ridicolo.
-Dai Manzoni, prova a prenderla!-. La voce di Carlo non è più quella gentile di questi giorni, è diventata di nuovo arrogante.
Cosa faccio?
-Non giocate, usatela se vi serve-.
-Okay, hai ragione, te la restituisco-. Fa finta di volermela ridare, ma non faccio neanche in tempo a realizzare di non averla afferrata che la biro è già nelle mani di Oscar.
Decido, allora, di ignorarli, tra le risatine e i loro tentativi di convincermi a partecipare a questo stupido gioco.
Un caos di sensazioni si muovono dentro di me, la tristezza sale e gli occhi mi segnalano che vogliono piangere. Non permetterò alle lacrime di uscire davanti ai miei compagni di classe. Le trattengo sapendo che, a casa, da sola, esploderò.
Un'altra volta.
Devo solo resistere adesso.
Carlo e Oscar si fermano solo quando la professoressa Lombardo entra in classe.
Inizia la lezione. Spero solo che, almeno questa, non sia tempestosa.
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Note d'autore:
Ciao, Anime Sensibili!
Provate a descrivere Giorgio e Carlo con due parole.
Quale dei due vi sta più antipatico? Sono proprio curiosa di sapere la risposta.
Vi mando un abbraccio virtuale. Continuate a leggere, mi raccomando :)