Pensiero 85: Il gioco della biro

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La professoressa Lombardo è in ritardo oggi, la stiamo aspettando per iniziare la lezione di italiano. Spero che non arrivi. Magari è assente o si sono dimenticati di avvisarci. Pensa che bello, un'ora senza la sua estrema serietà e la sua brusca arroganza. 

-Manzoni-. La voce alle mie spalle mi fa sussultare. Ero talmente persa nei miei pensieri che mi sono spaventata. Mi giro. 

-Ciao Carlo-. Non lo avevo ancora salutato oggi, in effetti non ci salutiamo tutti i giorni personalmente. 

-Mi presti una biro?-. 

-Certo-. Rispondo con un sorriso. Apro l'astuccio, estraggo una biro e gliela porgo.

-Grazie-. Sorride. Un sorriso un po' diverso dall'ultima volta che gli avevo prestato una biro.

Rimango sbalordita quando Carlo la lancia ad Oscar che è seduto in prima fila accanto a Giorgio. Magari l'ha chiesta per Oscar, anche se qualcosa non mi convince. 

Oscar l'afferra al volo con facilità ridendo sguaiatamente.

-Grazie Carlo, ma ti sei sbagliato. Non mi serve-. Gliela rilancia indietro.

Anche Carlo comincia a ridere in modo scomposto. 

-No, prendila tu!-. 

Iniziano a giocare lanciandosi la mia biro da una parte all'altra della classe. Che vergogna. Mi guardo intorno sperando che gli altri non stiano partecipando a questa buffonata. La maggior parte della classe chiacchiera noncurante della situazione, soltanto qualche sguardo tra cui quelli di Deb e Pri sono diretti su di noi. Giorgio, ovviamente, si gode il momento e soffoca qualche risata. Davvero crede che io non me ne accorga? Sta ridendo come un matto, ma cerca di nascondersi. 

Ridicolo. 

Tutto questo è ridicolo. 

-Dai Manzoni, prova a prenderla!-. La voce di Carlo non è più quella gentile di questi giorni, è diventata di nuovo arrogante.

Cosa faccio?

-Non giocate, usatela se vi serve-.

-Okay, hai ragione, te la restituisco-. Fa finta di volermela ridare, ma non faccio neanche in tempo a realizzare di non averla afferrata che la biro è già nelle mani di Oscar.

Decido, allora, di ignorarli, tra le risatine e i loro tentativi di convincermi a partecipare a questo stupido gioco. 

Un caos di sensazioni si muovono dentro di me, la tristezza sale e gli occhi mi segnalano che vogliono piangere. Non permetterò alle lacrime di uscire davanti ai miei compagni di classe. Le trattengo sapendo che, a casa, da sola, esploderò. 

Un'altra volta. 

Devo solo resistere adesso. 

Carlo e Oscar si fermano solo quando la professoressa Lombardo entra in classe. 

Inizia la lezione. Spero solo che, almeno questa, non sia tempestosa. 

Note d'autore:

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Note d'autore:

Ciao, Anime Sensibili!

Provate a descrivere Giorgio e Carlo con due parole. 

Quale dei due vi sta più antipatico? Sono proprio curiosa di sapere la risposta.

Vi mando un abbraccio virtuale. Continuate a leggere, mi raccomando :)

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