Avete mai pensato a come sarebbe entrare nella mente di una ragazza vittima di bullismo psicologico?
Io lo so bene, perché quella mente era la mia.
Ho mischiato la storia inventata di una ragazza con i miei pensieri reali. Ricalca la mia esperienza...
Il mio interesse nell'aiutare gli altri attraverso i social network crebbe sempre di più.
Iniziai ad individuare e contattare le vittime di bullismo per chiacchierare con loro, consigliarle e non farle sentire sole.
Riuscivo con parole semplici a farle sentire meglio ed immaginavo i loro sorrisi dietro agli schermi dopo aver passato giorni di tristezza.
Quello che facevo non mi sembrava molto, anche se loro sostenevano il contrario. Non volevo che altre persone provassero ciò che avevo sentito in passato e, quindi, desideravo esserci, una spalla di cui fidarsi.
Presi questa "missione" molto sul serio e divenne una parte fondamentale della mia vita.
Successivamente divenni un'amministratrice di una pagina contro il bullismo insieme ad altre ragazze.
Aiutare gli altri mi rendeva felice perché tutto il dolore che avevo provato non era più vano, ma aveva un grande significato.
Lessi innumerevoli storie di gente che si sentiva fragile, insicura, spezzata dalla cattiveria di altri.
Ciò che mi stupì di più furono le conseguenze.
Non tutti lo sanno, ma il bullismo può avere parecchie conseguenze ed, alcune di queste, non te le aspetteresti mai.
Le storie e le emozioni si assomigliano, certo, ma ogni persona è diversa dagli altri e reagisce in modo differente.
Bisogna canalizzare il proprio dolore in qualcosa di positivo come un hobby e/o in una modalità di sfogo sana.
Spesso, però, non ci si riesce perché il dolore è talmente grande e pesante da farti cadere sempre di più.
Le mie conseguenze, seppur presenti, in confronto a quelle degli altri erano minime. Quante ore passate a piangere senza sapere che, in realtà, sarebbe stata la mia salvezza. Erano i graffi sulle guance ad essere gravi, una valvola di sfogo sbagliata che avrebbe potuto facilmente peggiorare.
Invece non è successo, non so come io abbia fatto a smettere da sola.
Non è importante se da sola o in compagnia, la cosa fondamentale è esserci riuscita quando credevo che non ce l'avrei mai fatta.
In ogni caso, è necessario chiedere aiuto per riuscire a vincere, questo non ci mostra deboli agli occhi degli altri, al contrario, per chiedere aiuto ci vuole tanta forza. Bisogna trovarla dentro se stessi e non arrendersi.
Leggevo i messaggi delle vittime e, qualunque fosse la loro storia, capivo perfettamente come si sentivano.
Farli sorridere nonostante tutto era il mio obiettivo.
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Note d'autore:
Ciao, come va?
Cosa pensate della scelta di Sarah di usare la propria esperienza personale per aiutare gli altri?
Penso che le esperienze di una persona siano un bene prezioso simile all'oro, sia quelle positive che quelle negative e, soprattutto, possono essere molto utili.