Avete mai pensato a come sarebbe entrare nella mente di una ragazza vittima di bullismo psicologico?
Io lo so bene, perché quella mente era la mia.
Ho mischiato la storia inventata di una ragazza con i miei pensieri reali. Ricalca la mia esperienza...
C'è una tempesta improvvisa fuori, la pioggia scende perpendicolarmente, sembrano tantissimi fili sottili di cotone. Il vento, invece, si abbatte su ogni cosa come se fosse arrabbiato e dovesse scaricare la tensione accumulata.
Una parte di me è come quel vento, forte e stanco di essere sottovalutato. Ecco, il vento non si vede eppure c'è, si sente. Più o meno è così quando penso di essere indietro rispetto agli altri.
Diecimila passi.
Sanno che ci sono, ma allo stesso tempo non si preoccupano di me. Sono invisibile, ma anche il centro di ciò che loro definiscono "scherzi".
Gli altri sanno cose di cui io vengo a conoscenza dopo, come se non fossi una persona importante a cui riferirle. Le vengo a sapere quasi per sbaglio, di sfuggita e ci rimango male.
Ci sono sempre rimasta male.
I miei coetanei sono avanti, io rimango indietro, su tutto. Impossibile correre per raggiungerli, sono troppo lontani.
Mi sento triste all'ultimo posto del treno perché non vengo considerata dalle persone a cui tengo. Quando hanno bisogno di qualcuno, devono parlare dei loro problemi, delle loro incertezze, in quei momenti mi cercano. Per il resto del tempo sono una sagoma vuota. Ci sono, ma non valgo. E più non valgo più mi faccio piccola piccola cercando di scomparire.
Mi sento a disagio tra le persone che parlano perché tutto ciò che avrei da dire potrebbe risultare inutile, forse anche sbagliato.
Mi sento diversa, staccata dal mondo con il desiderio di esprimere quello che sono senza essere giudicata.
La gente, però, mi fissa e nei loro sguardi vedo tanta ingiustizia.
Preferisco tacere, limitarmi e parlare solo quando sono completamente sicura di non fare errori.
Il problema è che per loro qualunque cosa io dica è un errore, anche quando penso che non lo sia.
Rimango indietro, un po' in disparte perché le informazioni che hanno tutti io non le ho. Hanno fatto circolare notizie, dalle più insignificanti alle più importanti, che a me non sono arrivate. E mi sento così sola quando raggiungono le mie orecchie per caso, dopo giorni.
Stanca di essere costantemente l'ultima in tutto, quando, dentro di me, percepisco sensazioni così intense e profonde.
Sono nessuno fuori, ma sono tutto dentro. Non voglio stare al centro dell'attenzione, ma voglio essere notata.
Mi piacerebbe esistere come una persona normale.
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Note d'autore:
Ciao, voi vi siete mai sentiti indietro come Sarah?
È veramente un brutta sensazione ed è anche difficile da descrivere, spero che io sia riuscita ad esprimerla.