Capitolo 40

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Canzone :Nuvole Bianche (Ludovico Einaudi ⬆️)

Victor

Siamo tutti sbagliati e finiamo per essere l'errore di qualcuno.
Sono sbagliato e sto diventando il più grande errore che Luce possa commettere.
Sono ore che è dentro la biblioteca. Passa da uno scaffale all'altro senza un ordine preciso.
L'unica cosa che fisso, è l'orlo della sua gonna quando si solleva.
Ogni volta che la guardo.
La bacio,
la tocco e
la sfioro.
Non serbo questo genere di attenzioni per nessuna.
Non osservo troppo ma piuttosto mi concentro su di me e sul mio piacere.
Certo conosco i desideri delle mie partner ma non conosco altro.
Invece con lei è diverso, nonostante sia una donna, mi piace parlare con lei.
Mi piace baciarla e a me non piace baciare.
Ho baciato Kaya per capire se fosse cambiato qualcosa dentro di me. Se magari, avessi avuto un nuovo desiderio da soddisfare.
Una nuova regola da inserire nella mia routine.
Ma baciare Kaya, è stato fastidioso.
Mi ha sortito la stessa sensazione che mi provocherebbe una delle mie burlesque.
Eppure con Kaya c'è una grande intesa. Lei è brava ad accontentare i miei desideri. Non ha funzionato.
Io e Diana siamo una reinterpretazione della Bella e la Bestia.
Lei è la mia Bella,
supera le apparenze,
non conosce pregiudizi,
ama ciò va oltre l'aspetto.
Ed io sono la bestia,
egocentrico, burbero e legato al sé.
Insieme siamo qualcosa che tocca la fantasia e supera la realtà.
Siamo favola e realismo,
romanticismo e passione,
normalità e follia,
siamo le parole che narrano una nuova storia, a metà fra rumore e silenzio,
sole e pioggia .
Lei continua a fare rumore, a urlarmi contro, a chiedere, parlare, cerca in tutti modi di far comunicare i miei silenzi.
Resto in silenzio e la osservo mentre le note di Einaudi del brano Nuvole bianche si espandono nella biblioteca . Mi poggio contro la scrivania e faccio attenzione ad ogni dettaglio. Sono completamente nudo davanti a lei, ma non mi giudica. Avevo bisogno di rispettare una delle mie regole.
La domenica la passo nudo, in compagnia dei libri e della musica classica, a quanto pare, ora anche della mia eccezione.
I capelli si muovono oscillando ad ogni suo passo.
La gonna si solleva ogni volta che si sporge su qualche scaffale per prendere dei libri. Ha preso prevalentemente vecchie edizioni di Classici, come Jane Eyre e poi ha curiosato su qualche manuale di psicologia su cui ho studiato e a volte ci ritorno per studiare con più attenzione per qualche caso. Il bianco candido si adatta alla sua carnagione.
Con i suoi capelli biondi e l'aria casta, ha tutto l'aspetto di un temibile angelo, pronto a castigarmi. Persino il colore dei suoi capelli non risulta volgare ma elegante. Le sue labbra carnose sono incurvate verso l'alto in un sorriso. Gli occhi grandi dello stesso colore della terra si spostano passando velocemente da una parte all'altra della libreria.
"Nemmeno l'eternità basterebbe per leggerli tutti..."sussurra salterellando da una parte all'altra della libreria. Le tre finestre grandi rivestite da margini in legno permettono alla luce di penetrare nella stanza, illuminano la libreria e fanno risplendere Luce maggiormente di luce.
È bella come un raggio di luce che emerge tra le nuvole dopo una tempesta, ti trasmette quella strana sensazione che tutto andrà bene.
È delicata come il petalo di una rosa.
È pericolosa come tutte le donne.
Si può avere paura di tante cose e persone.
Io credo di aver scoperto una mia paura, ed è lei perché non riesco gestirla.
Non come ci riesco con le altre.
Non come vorrei.
Smuove qualcosa ma non capisco perché e presto lo capirò e estirperò il germoglio dalla sua radice.
Sono un uomo senza debolezze.
"Li hai letti tutti?"
"Quasi tutti..."rispondo. Si volta verso di me sbalordita.
Non ho avuto la possibilità di godere di un'infanzia fatta di giochi e divertimenti, la mia infanzia è sempre stata proiettata a creare un mostro che avesse più conoscenze di tutti gli altri e fosse sempre avanti a tutti e mai dietro nessuno.
Ambiava all'infinito e voleva che andassi anche oltre. Alla Toy story "verso l'infinto e oltre."
Ma dopo l'infinito non c'è nessun oltre, se non una fine e un mare di oscurità.
"Immagino che il tuo autore preferito sia Shakespeare..."asserisce sporgendo una delle opere dallo scaffale.
"Io considero il mondo per quello che è: un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte..." cito una parte il mercante di Venezia.
Lei resta qualche secondo riflettendo in silenzio. 
" È una bella prigione, il mondo" ribatte citando Amleto.
Passo lo sguardo da lei al divano in tessuto nella biblioteca, allo specchio alle spalle del divano.
Nella lista dei miei desideri c'è lei nuda che si piega per accontentarmi mentre sto comodamente seduto su quel divano, magari mentre leggo Shakespeare.
Sono certa che lei mi accontenterà.
Non ora, c'è troppo poco tempo ma dopo.
Le sfugge di mano un libro e si piega in maniera provocatoria per prenderlo. So che non si sarebbe mai piegata così in altre circostanze.
Senza troppi ma e se, senza troppe cerimonie, percuoto il suo bel culo latino con uno schiaffo. Che fa smuove la sua gonna e sono sicuro che avrà lasciato il segno dove deve. Lei avanza di qualche passo per poi voltarsi con sguardo torvo.
"Se ti schiaffeggiassi il sedere ti piacerebbe?"domanda inarcando un sopracciglio.
"In un mondo parallelo in cui io sono te e tu sei me, e tu conosci i miei desideri probabilmente si. Ma io sono me, so cosa ti piace e non fingere che questo non ti piaccia. L'ultima volta che l'ho fatto ti bagnavi spudoratamente!" ribatto piccato.
So cosa desidera ogni mia partner.
Capisco i loro punti deboli, capisco i punti più sensibili. Conosco tutto di loro.
Le studio come se fossero miei casi.
Lei però è diversa dagli altri casi che ho trovato e studiato.
È un cigno, nonostante abbia le ali, non le spiega mai per volare. Nuota nel fiume di dolori invece, di volare via e inseguire il sole.
"Mi piacerebbe toccarti e non schiaffeggiarti. Anche se fossi te. Accarezzerei il tuo corpo che sarebbe il mio..."ribatte seguendo il filo logico del mio discorso.
"Più tardi proprio qui dentro avrò modo di farti cambiare idea e farti capire e vedere ciò che realmente desideri..."sussurro. Le sposto i capelli dietro le spalle. Poi porto la mano sul suo profilo. Percorro una linea retta dalla sua fronte. La pelle è liscia. Scendo sul suo naso dritto, proseguo fin giù fino ad arrivare alla mia destinazione, le sue labbra scarlatte. Piaggio il dito al centro e Diana posa un bacio. Sposto il dito dalla zona e le afferro il mento. Mi abbasso alla sua altezza e annuso il profumo della sua fragranza. Il mio respiro le accarezza la pelle facendole formare la pelle d'oca. Risalgo lentamente e poso un bacio sul suo mento. Lei resta con le labbra dischiuse in attesa che la baci ma non lo faccio. Evito le sue labbra e le bacio la punta del naso. Risalgo lentamente e bacio la sua fronte.
Non so perché lo faccio ma ho voglia di farlo.
Così non sono mai stato con nessuna.
Con lei sono Victor ma sono anche Knight.
Con lei sono un mostro ma sono anche un uomo.
Tutto questo può piacerle?
Tutto prosegue perfettamente finché, non entra in scena lui. Brandom si dispone alle spalle di Diana e fa finta di spararle contro. Indossa lo stesso completo che indossava il giorno del mio compleanno.
"Io e te non potremmo mai essere noi. Lui si vendicherà e lei non mi permette di andare avanti. Sono una marea di errori..."mormoro scuotendo la testa.
"Fanno parte di te e posso accettarlo..."ribatte prontamente.
"Fanno parte dei mostri..."asserisco allontanandomi e lasciandola libera di sbattere le ali e farla volare via da me verso il sole di giorno o verso le stelle notturne di notte.
Brandom sorride in maniera malefica e nega con il capo, mentre Knight con il suo completo elegante li posa una mano sulla spalla e lo induce a rientrare nella sua prigione.
"Sono sbagliato..."
"Lascia a me trarre le mie conclusioni. Date parole al vostro dolore, altrimenti il vostro cuore si spezza" ribatte citando una frase di Macbeth di Shakespeare. Si avvicina con cautela e mi abbraccia. Posa la sua guancia contro il mio petto nudo.
Il suo calore mi avvolge.
Il suo cuore mi sconvolge.
Ed io resto chiuso nello scrigno della mia realtà, abbastanza lontano e al sicuro dal suo cuore che scalpita e tenta di aprire lo scrigno per arrivare a me e prendere i miei ricordi,
toccare le mie ferite e
guardare negli occhi la mia anima e giudicarla.
"Mi riempi la testa di belle parole ma non di certezze Diana..."
Resto fermo, non mi muovo, come un'anima congelata.
"E se ti chiamassi nel bel mezzo della notte e ti chiedessi se senti la mia mancanza che cosa mi risponderesti?"
La colgo di sorpresa perché voglio una risposta sincera.
"Ti direi che mi manchi risulterebbe riduttivo..."
Sono allibito dalla sua risposta, quasi intontito dalla schiettezza.
Ma lei mente, lo fanno tutte.
Scuoto la testa e prendo le distanze per chiudermi nella stanza della mia mente con i miei mostri.
Sono un angelo dannato che soffre,  che sopravvive attraverso l'eterna dannazione.

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