Il Ballo d'Inverno (pt 1)

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Erano le due di notte e James non riusciva assolutamente a prendere sonno. Era mercoledì, anzi, ormai giovedì mattina presto. E le ultime tre giornate erano state caotiche e tristi, per certi versi. Sirius e Remus avevano litigato, come James aveva previsto, e non si erano rivolti la parola per tre giorni. Lunedì, Remus aveva saltato Trasfigurazione e non si era fatto vedere per tutto il giorno, avevano lezioni diverse al pomeriggio e lui era andato a dormire presto, la sera. Martedì li aveva evitati anche durante le ore buche, e James non era mai riuscito a parlargli. Avrebbe voluto esserci riuscito, perché conoscere entrambi i punti di vista lo avrebbe aiutato a fare in modo che i due trovassero un punto d'incontro. Sirius, invece, era sempre rimasto con lui. Si erano consultati spesso e solo dopo un giorno e mezzo, il ragazzo gli aveva spiegato bene la situazione. Erano in un bel casino, Remus era teso da settimane, lo poteva capire, ma Sirius...aveva proprio esagerato. In realtà li poteva capire entrambi, anche Sirius era nervoso, ma Remus, beh per lui era sempre stato più difficile.
Da ciò che sapeva- non si fidava del tutto, perché Sirius faceva fatica a restare imparziale- Sirius aveva seguito Remus per consolarlo, aveva fatto una battuta, Remus non l'aveva capita e poi, tra un giro di parole e l'altro, gli aveva dato del mangiamorte. Non era da Remus. James aveva passato quei due giorni a fare la spola tra i due, ma Remus aveva tagliato i ponti. Sarebbe tornato? Certamente, stava solo facendo spazio tra i suoi pensieri. James lo avrebbe costretto a raccontare? Assolutamente sì, quei due dovevano riprendere a parlarsi, se no Sirius, e i malandrini in generale, rischiavano di cadere. Ma ora James non ci doveva pensare, se no come avrebbe fatto a prendere sonno? Così lasciò libera la sua mente, che tornò, puntualmente, da...Lily. Aveva notato che lei e Remus non si evitavano più, quindi il suo amico non era del tutto solo. Quel pensiero gli riscaldò il cuore, mentre le sue palpebre pesanti iniziavano a chiudersi. Non era ancora riuscito a parlarle della notizia dell'attacco, non capiva ancora perché fosse stata così scioccata. E poi, il ballo si avvicinava. James sentiva che avrebbe fatto la figura del coglione, ma se poteva servire a farla ridere...qualsiasi cosa era bene accetta. E con l'immagine del volto ridente e tranquillo di Lily, James si riaddormentò.
La luce del sole illuminò il suo letto come tutte le mattine e lui, ancora intontito, scattò a richiudere le tende, non voleva neanche rischiare di svegliare Sirius, era dell'umore giusto per ammazzarlo. Rimase in piedi, barcollante dal sonno, nel suo mondo annebbiato. Si stiracchiò, maledisse la mancanza di sonno della notte prima e inforcò gli occhiali. Era il 23 dicembre. Due giorni dopo sarebbe stato pieno di cibo come un uovo, a casa, con Sirius, con i suoi genitori. Mancava un giorno alla Vigilia di Natale, al ritorno a casa. E quella sera ci sarebbe stato il ballo, e aveva una paura pazzesca. Aveva bisogno che la serata andasse bene. E aveva anche bisogno di una doccia. Quel giorno non ci sarebbero state lezioni, quindi, in teoria, aveva tutto il tempo. In pratica, svegliarsi presto aveva un sacco di vantaggi: il bagno era tutto suo, avrebbe evitato code lunghe e noiose, aveva il tempo di pensare, di fare colazione con calma e, soprattutto, di intercettare Remus. James si adoperò per mettere a posto tutta la sua roba e impilare quella sparsa degli altri davanti ai rispettivi letti. Poi recuperò i vestiti puliti, lo shampoo e il bagnoschiuma e se ne andò in bagno. I suoi compari non si erano svegliati, e neppure il resto della casata. La sala comune era silenziosa come mai prima, e James adorava quei momenti tranquilli, rubati, anche se i suoi preferiti, ovviamente, erano altri. Come le serate dopo le partite di Quidditch. Solitamente vincenti, i Grifondoro affollavano la stanza, Sirius e James arrivavano in ritardo, recuperavano il cibo per tutti, e poi era festa.
Ripensando alla bella serata dopo l'ultima vittoria (Grifondoro-Tassorosso il 14 novembre 1976) e rivivendo le gioie e i dolori della partita, James si diresse ai bagni maschili del quarto piano. Come aveva sperato era tutto vuoto, James aveva l'imbarazzante abitudine di cantare a squarciagola sotto la doccia.
Mezz'ora dopo, James aveva spedito i vestiti sporchi nel suo baule, era pulito e profumato e si stava dirigendo in Sala Grande. Aveva un piano (la doccia era anche il posto migliore per pensare), e per lui era normale. Era così che nascevano le mille peripezie dei malandrini: a qualcuno veniva un'idea, James ci creava su un piano, Remus lo bocciava, Sirius e Remus ci discutevano su per ore, Peter perfezionava ciò che mancava...e il gioco era fatto. Ma questa volta non avrebbe seguito le vie regolari. Fece colazione, premurandosi di nascondere in borsa quanti più muffin al cioccolato poteva, e se ne andò in Sala Studio, al quarto piano.
Bingo, Remus era là. Doveva ripassare per Trasfigurazione, nel pomeriggio lui e Lily sarebbero stati, parzialmente, interrogati, come punizione per l'assenza. E, conoscendolo, doveva aver fatto colazione con un caffè al massimo. James era bravo a corrompere le persone col cibo.
"Hey, Lunastorta" Gli disse, sedendoglisi accanto. Remus sollevò lo sguardo, aveva due occhiaie da fare paura.
"Che vuoi?" Chiese, abbastanza pacifico, guardandolo di sottecchi.
"Nulla, solo...Hai mangiato vero?" Gli rispose James, posando un muffin sul tavolo. Doveva trattenere con tutto sé stesso le risate. Remus non si fidava ancora, ma accettò il pegno in cibo.
"Grazie" Mugugnò a bocca piena. Tornando a concentrarsi sul libro.
"Ed dai, Remus, lo sai che non serve...vi parlerà degli Animagus, sarebbe stata una lezione bellissima, non fosse che...comunque, sai già da noi tre tutto ciò che ti serve e anche di più" Gli disse James, passandosi una mano fra i capelli, ancora bagnati. Remus ebbe un fremito. James sperava proprio di aver scatenato la sua curiosità.
"Se non fosse che?" Si incuriosì l'altro, con tono sorpreso e rassegnato. Il piano aveva funzionato. Fiero di sé, James rispose: "Se non fosse che Lily era scomparsa, io avevo altro da fare, Peter ti teneva un posto e Sirius era uno straccio" Disse James, girandosi a fissarlo negli occhi.
"Bene" Disse Remus, sottotono, facendo per voltarsi, ma James lo fermò.
"Lei come sta?" Gli chiese, sinceramente preoccupato.
"Bene, abbiamo parlato un po'...lo avevi già capito, no?" ridacchiò Remus, più finto che mai.
"Ok, mi basta questo. NON MI GUARDARE COSÌ, POTREI ESSERE GELOSO ANCHE DI UNA PIETRA, MA DI TE MI FIDERÒ SEMPRE" Urlò James, arcigno, in risposta allo sguardo divertito di Remus. "Perché avevate litigato? Tu e Lily?" Chiese con curata nonchalance.
"Non avevamo litigato...c'erano delle...incomprensioni" bisbigliò Remus, finalmente rilassato, continuando a dare fondo alla riserva di muffin. Benedetto cioccolato.
"Chiamate "piccolo problema peloso"" Si informò James. Remus fece un movimento brusco.
"In parte, ma non lo sa. Non lo deve sapere...almeno fino a quando non sarete sposati con otto fi..." Un libro lo colpì in testa prima che potesse finire la frase. Ridendo, chiese a James: "E poi, come lo avevi capito?"
"Semplicemente, ecco... fai sempre questa cosa di battere un piede a terra quando si parla di lupi mannari...e io ho colto i segnali. Si, non c'è bisogno di guardarmi così, so che sono bellissimo, geniale e adorabile" Disse James con un'alzata di spalle, ridacchiando e strappando un sorriso a Remus. Il suo intuito andava a scatti, ma quello, forse, era un giorno buono. I due ragazzi rimasero in silenzio a guardarsi.
"Ok senti, stai evitando l'argomento: so che ti dispiace per Sirius. Non ho ancora capito bene che è successo, ma lui è a pezzi. E lo conosci, troppo orgoglioso per ammettere gli errori." Disse James, rompendo il ghiaccio. Remus abbassò gli occhi.
"tanto..." Provò a dire, ma James fu più veloce. "Non mi interessa, tienigli il muso finché vuoi, ma dagli pian piano dei segnali. Perché ti manca, lo so che è così. Tanto ci vedremo nelle vacanze e credimi...vi obbligherò a parlare" Concluse James, alzandosi e lasciando gli ultimi muffin a Remus, che nemmeno tentò di fermarlo. Aveva ragione e non era tutto perduto. Remus si sentiva in colpa, James si stava lavorando Sirius in modo che cambiasse idea. Tutto andava a gonfie vele. Quei due...Ci avrebbe scommesso: per Natale si sarebbero chiariti. Ora il problema era un altro...IL BALLO.

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