James si svegliò si soprassalto al suono di un grido soffocato. Per un attimo fece fatica a capire dove si trovava di preciso, poi ricordò. Peter e Remus erano rimasti a dormire da loro, quindi i malandrini avevano unito quattro materassi per terra in camera di James. Quello era il motivo per il quale lui si trovava per terra. Ora, cosa lo aveva svegliato?
"Remus stai bene?" Chiese una voce preoccupata e impastata al suo fianco. Probabilmente apparteneva a Sirius. Sicuramente...il cervello di James faceva fatica a connettere, soprattutto di prima mattina.
"Certo che sto bene" Rispose Remus, con un tono affannato per nulla convincente.
"Allora, perché mi hai tirato un pugno?" Un'unica cosa passò nel cervello di James: se Sirius si offende, è la fine. Così si mise seduto di scatto e, pensando freneticamente a cosa dire, studiò i suoi due amici. E allora notò un particolare che non gli piacque per niente
Lumus
"James, ora ti uccido" proclamò Sirius, coprendosi gli occhi, ma James aveva ben altro a cui pensare. Remus si stava sfregando freneticamente gli occhi e sembrava, stranamente, a disagio.
"Perché la luce è accesa? È mattina?" bene, si era svegliato anche Peter, che dormiva dopo James.
"Remus, guardami" Disse, cercando di essere perentorio. Ma Remus non li guardava. E anche gli altri due cretini, mezzo dormienti, si voltarono verso Remus. Il loro piccolo licantropo, James non avrebbe mai dimenticato gli occhioni pieni di paura del loro primo anno, si ostinava a ignorarli. E piangeva. Sirius scattò di fianco a lui.
"Remus? Un incubo?" Chiese, preoccupato e sveglio.
"Oh, no. Devi avermi dato una manata in testa mentre dormivi e...e ora mi...mi lacrimano gli occhi." Sirius lanciò a Remus uno sguardo assassino, ma effettivamente, le lacrime si erano già fermate. James si sfregò i pugni sugli occhi. Era davvero troppo presto per un dramma, ma, poi, ricordò un'altra cosa importante: di notte si ha troppo sonno per mentire. Prese la bacchetta, ancora accesa, e la puntò pericolosamente vicina al volto di Remus, accecandolo. Ecco, ora i suoi occhi stavano davvero lacrimando.
"Remus Jhon Lupin, che incubo hai appena fatto?" Disse col suo miglior tono minaccioso. Sirius soffocò una risata. Ok, era davvero troppo presto per quelle cose.
"Sirius, Remus è sconvolto" mormorò James, rifilando un calcio al suo migliore amico.
"E tu sembri scemo, abbassa quella bacchetta o te la faccio mangiare" Disse Sirius, voltandosi di nuovo verso Remus. Ora non aveva più tracce di allegria sul volto.
"Perché sono tuo amico?" si chiese James, per poi rendersi conto che l'aveva detto ad alta voce.
"Perché sono incredibilmente bello, simpatico e accattivante. Ora, Remmie Rem, ti prego, parla con noi" E quando Sirius prega qualcuno di fare qualcosa, di solito, non c'è verso, l'altro si impietosisce. E poi, se quel qualcuno è Remus che si scioglie ogni volta che Sirius fa la faccia da "Ti prego ti prego" Allora la probabilità che stia zitto è davvero bassa. Ragionò James, fiero della sua capacità di ragionamento, alta anche di prima mattina.
"Torniamo a dormire ragazzi" Disse Remus, senza nemmeno guardarli in faccia.
"Oh, no. Anche io ho fatto un incubo" Sparò lì James. Tutti si voltarono a fissarlo. Bene, Potter, ora inventatelo in incubo, visto che hai sognato di correre nudo per la scuola inseguito da un gatto che assomigliava particolarmente alla McGranitt. James rabbrividì e cercò di non pensarci, e poi capì.
"Allora, ero a scuola e faceva un caldo terribile, quindi..."
"Potter, giurami che non hai sognato di nuovo di essere inseguito dalla McGranitt in forma gatto. Senza vestiti addosso. Sarebbe preoccupante. Devi dirci qualcosa? Hai delle pulsioni strane verso i gatti? Verso la McGranitt, o, Merlino non voglia, gli animagus?" Perfino Remus rise, poi tre paia di occhi si voltarono verso di lui. Il, ragazzo li guardò coi suoi vacui occhi chiari, e James lo incalzò con lo sguardo. Si rese subito conto del fatto che era inutile, Remus stava fissando Sirius. Erano esasperanti, pieni di problemi per lui, e poi lo escludevano sempre, ragionò James.
"Fenirir Grayback è il motivo per cui sono un mostro" Mormorò Remus, come se ciò fosse la spiegazione a tutto. James ci mise trenta secondi buoni a capire le sue parole. Sirius balzò in piedi.
"Felpato, dove vai?" Chiese Peter, sconvolto.
"Ad ucciderlo" rispose Sirius con nonchalance.
"NO" Disse Remus, afferrandolo per un braccio e riportandolo a terra. Sirius lo guardò per un secondo, poi l'abbracciò stretto. Poi, James decise di mandare la decenza in pasto ai cani e di unirsi a loro. Remus tremava sotto alle loro braccia, mentre anche Peter si univa alla stretta.
"Io..."
"Remus, solo se vuoi" Anticipò Sirius. James gli tirò uno scappellotto.
"Sei scemo, certo che deve parlare adesso. Come lo hai scoperto? Perché non possiamo ucciderlo? Cosa stavi sognando? Che posso fare per te?" Chiese poi a raffica. Sirius lo fece girare verso di sé e poi lo colpì con un cuscino. Scegliti degli amici migliori, urlò la coscienza di James nella sua testa. James annuì.
"Sei stupido? Lascialo in pace, scusa Luna, siamo tutti curiosi, ma non vogliamo...cioè...uffa, lo sapete che non sono io quello bravo con le parole" Rise piano Sirius. Risata finta a ore dodici, constatò James, per poi capire cosa avesse appena detto il suo amico. E che aveva ragione. Mai lasciare che Sirius abbia ragione, poi può rinfacciartelo per tutta la vita, ragionò James.
"Oddio, scusa" Mormorò James, per poi alzare lo sguardo su Remus, che li fissava riconoscente. Sentirono Peter frugare nella sua sacca, e poi anche il quarto riemerse, con un enorme lastra di cioccolato in mano.
"Scusa, era per l'ultima luna piena, quando non sono riuscito a venire. Ma credo ti serva di più ora"
"Grazie" Mormorò Remus, riconoscente. Ne strappò un quadratino, se lo mise in bocca, lo mangiò e deglutì. Poi sembrava aver riacquistato abbastanza forza per parlare.
"Siete subdoli e terribili, quindi ora mi sento in dovere di spiegarvi tutto. Scusate, soprattutto tu, Sirius, che hai passato cose orrende e non hai di certo bisogno di un cretino come me che parla di cose inutili e..."
"Remus, parla o ti prendo a schiaffi. Non sono infortunato, ok? Sto bene. E ora parla ti prego, perché sono curioso"
"E decisamente incoerente, due minuti fa gli hai detto di stare zitto" Gli rispose James, alzando gli occhi al cielo. Remus sorrise.
"L'ho scoperto a Grimmauld Place, me l'ha detto lui. E dopo l'ultima luna piena ho...ho ricordato la notte in cui mi ha morso" Non una mosca si mosse nell'aria, il silenzio più totale inglobava i ragazzi. Remus mangiò un altro quadrato di cioccolata e James gli tese la mano
"Che volete Gente, se devo ragionare ho bisogno di zuccheri e di cibo" Disse, in risposta allo sguardo accusatorio di Sirius.
Il cioccolato fece il giro della stanza passando di mano in mano.
"Senti, mia madre dovrebbe avere dei sonniferi, se vuoi te ne passo un po'..." Propose James, poco convinto. Sirius stava facendo una faccia assurda, come se avesse appena inghiottito una rana.
"Non voglio dover sottostare a quella roba. Voglio solo che passino" Spiegò Remus, stringendosi le ginocchia ossute al petto.
"Dalla mia esperienza personale, so che gli incubi sono legati a questioni irrisolte. Cosa non hai risolto? Se vuoi sono pronta a esser il tuo sicario e a uccidere Grayback con tutti i metodi di tortura che conosco, contemporaneamente" propose Sirius. Con uno sguardo, lui e James avevano deciso che non era il momento di chiedere a Remus particolari in più, piuttosto, di farlo sorridere ancora.
"Non ce l'avete con me?" Chiese quello. James sbuffò e Sirius lo guardò in cagnesco.
"Per cosa? perché sei un cretino e non ti reputi abbastanza importante da assillarci coi tuoi problemi? Credimi, James mi assilla da sei anni coi suoi capelli di merda, tu sei il male minore" James ignorò bellamente il commento, Remus stava sorridendo di nuovo e quello era l'importante.
"Sentite, facciamo un patto, io vi racconto il resto di questa storia, se voi mi giurate di raccontare cosa vi sta assillando di più in questo periodo. E i capelli di James non valgono" aggiunse poi, per fermare sul nascere lo sproloquio di Sirius.
"Sentite, inizio io, che so di avere i problemi meno importante. Mia madre non mi vuole mandare ad Hogwarts quest'anno, è convinta che sia pericoloso" Disse Peter. A James cadde la bacchetta di mano.
"Cosa?" Dissero in coro tre voci allibite.
"Peter, ti giuro sul mio onore che farò tutto ciò che è in mio potere, tra cui convincere mia madre a parlare con la tua, perché tu stia con noi quest'anno" disse James. E nessuno poteva resistere ad Euphemia Potter.
Peter gli sorrise. James sapeva che non era un problema così grave rispetto a quelli di Sirius o di Remus, ma Peter era un genio perché aveva smorzato la tensione. E si era liberato di un peso. Doveva smetterla di sottovalutarlo, decise all'improvviso.
"Bene, l'ultimo a parlare è stato James, quindi tocca a lui. E non provare a non parlare della cosa che sappiamo tutti che ti frulla in testa come l'idea di appiccare fuoco a Pivellus. E ha i capelli più o meno dello stesso colore..." esclamò Sirius.
"Tecnicamente, non conosco nessuno coi capelli del colore smunto della pelle di Severus. E sei stato tu l'ultimo a parlare" Lo sguardo di Sirius trapassò James. Da stupido qual era, si era lasciato raggirare e aveva parlato di nuovo per ultimo.
"Non è poi così imp..." Una scarpa lo colpì prima che potesse finire la frase "E va bene. Lily è la caposcuola di Grifondoro"
"Cosa?" Dissero altre tre voci stupite.
"E io...non so...forse...Vorrei non rivederla mai più" mormorò James.
"Sei troppo severo, no, aspetta prima i ribattere. Sai che si è presa un Cruciatus da Bellatrix pur di rimanere con noi?" Disse Remus, facendolo rabbrividire col suo sguardo deciso.
"Cosa?" Il coretto si rivolse di nuovo a Remus.
"Oddio sta bene? Non ha danni permanenti, vero? Come ho fatto a non accorgermene e..." Partì James in quinta, per poi ricordare anche a sé stesso che Lily era una presenza tossica e che non gli faceva bene preoccuparsi così per lei.
"Bene Potter, a dispetto di tutti i nostri tentativi di togliertela dal cervello, tu la ami ancora" Constatò Sirius.
"Io non...oh, io non voglio amarla, però" Si lamentò James.
"Sei scemo?" Questa volta era stato Peter a parlare.
"E se lo rifacesse un'altra volta? Darmi del mostro e andarsene? Non me la sono presa per cinque anni, ma lì mi aveva proprio illuso e...Vorrei non rivederla mai più, ma allo stesso tempo non vedo l'ora di essere con lei. Come è possibile?" Chiese ancora, passandosi una mano nei capelli.
"Datti del tempo" Disse Remus, tranquillo.
"Per cosa?" Chiese James, con gli occhi speranzosi sul suo amico.
"Per capirti e per capirla. Basta che la prima volta che vi vedete chiarite la situazione, decidendo in che rapporti siete e poi ripartire a conoscerla."
"Da capo?" Chiese disperato
"Non rifarà lo stesso errore, io l'ho visto il senso di colpa cocente nei suoi occhi" spiegò ancora Remus.
"Proverò" Non sapeva ancora che, proprio nel tentativo di riuscire in quell'impresa, avrebbe combinato un altro pasticcio madornale.
"Non capisco perché vi ostiniate, abbiamo appurato che è una stronza, no?" Tentò Sirius "No, non ditemi che sono l'ultimo" Tre teste annuirono.
"Al diavolo. Sono grato a zio Alphie per tutto ciò che ha fatto per me, ma è la dimostrazione che ho perso l'altra parte della mai famiglia. Boh, non mi capisco nemmeno io. Dovrei essere a terra a rotolarmi dal dolore, invece se penso a...loro, mi sento solo vuoto" Disse in fretta Sirius, credeva davvero che parlare velocemente sarebbe bastato a fargli distogliere l'attenzione?
"Penso che sia come elaborare un lutto" Chiarì James.
"Sirius, giurami che quando starai male, perché prima o poi lo realizzerai e ci starai male, sono pronto a scommetterci, ce ne parlerai" Disse Remus, prendendo le mani di Sirius fra le sue.
"Io..." Provò a cercare una via di scampo quello. James avrebbe baciato Remus se avesse potuto, Sirius non avrebbe mai rotto una promessa.
"Giura"
"Lo giuro"
"Tocca di nuovo a me?" Chiese poi, Remus, voltandosi verso James.
"Ovvio, Lupin"
"Fenrir è convinto che mio padre sia la causa di tutto e ha convinto anche me" Per poco James non cadde dal materasso. Remus ci teneva a farli morire di crepacuore con annunci simili, vero? Se no non si spiegava...
"Cosa?"
"Dice che mio padre l'ha insultato e lui l'ha punito mordendomi" Disse ancora Remus, come se quella vana spiegazione avesse potuto chiarire i dubbi dei suoi amici.
"Stronzo"
"Sirus, rimaniamo concentrati, per favore. Remus, sei una testa di minchia, tuo padre ti vuole un mondo di bene" Constatò James. Remus sfuggì al suo sguardo.
"Chiediglielo" Disse Peter. James annuì.
"Cosa?" Chiese Remus. James sbuffò, come faceva a essere il più intelligente e a mostrarsi sempre così stupido?
"Se è vero" Spiegò Peter.
"No, e se lo fosse?" Chiese ancora Remus, con una vera nota di panico nella voce.
"Avrebbe una spiegazione. E, in ogni caso gli incubi sparirebbero perché avresti chiuso la questione" disse Sirius, passando un braccio sulle spalle di Remus, che cercò il suo sguardo, grato. James lo distolse per un attimo. Ecco, quello era il tipo di amore che lui voleva trovare. Aveva bisogno di una stella polare, di una roccia. Come ciò che Sirius era per Remus e viceversa.
"Ragazzi credo di avere troppo sonno per parlare ancora" Mormorò peter in tono di scuse. James ringraziò il cielo che l'avesse detto lui, risparmiandogli la figura del cretino. Stavano morendo tutti dal sonno, lo vedeva anche negli occhi degli altri. E poi, nulla di buono poteva accadere dopo le due di notte, come diceva sempre sua madre.
"Domani, a Diagon Alley, davanti a tre affogati al caffè a testa, ne discuteremo ancora, ok?" Chiarì James, sbadigliando.
"Grazie" Mormorò Remus e James gli sorrise.
CRACK
"Sirius, ora ti uccido" Sirius poteva stare fermo? Ovviamente no. Gli occhiali di James erano appena andati a farsi benedire.
"Non li ho visti, scusa" Provò a dire l'altro, mentre James si affrettava a ripararli.
E tra le risatine sommesse, i ragazzi si riaddormentarono.
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I Malandrini & Co.
FanfictionL'anno scolastico 1976-1977 alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts è appena cominciato, e i suoi studenti non possono che giurare solennemente di non avere buone intenzioni. Gli equilibri instabili nelle relazioni dei ragazzi hanno iniziato...
