Lily si svegliò presto, benché fosse un sabato, col sorriso sulle labbra. Il tramonto della sera prima le aveva ridato speranza. Ogni tanto le serviva stare sola, e il posto magnifico le aveva schiarito le idee. Scese da sola in Sala Grande, convinta di potersene andare a fare colazione in pace, da sola.
E fu quasi così, una sola persona era già seduta al tavolo dei Grifondoro. Un ragazzo coi capelli chiari e il naso sepolto in un libro.
"Remus, non fa male alla salute leggere di prima mattina?" Gli chiese, sedendoglisi accanto. Lui chiuse il libro, le sorrise e le passò i biscotti.
"Assolutamente no, hai idea di quanto avessi bisogno di un po' di pace? E siamo solo al secondo giorno..." Scherzò quello, ma Lily non si lasciò ingannare, aveva ancora gli occhi stanchi del giorno prima e lei sentiva che le stava nascondendo qualcosa, ma ci sarebbe andata piano.
"e i tuoi amici?" Chiese, anche se entrambi sapevano che lei avrebbe voluto chiedere di James.
"Peter dorme, Sirius pure, James è da qualche parte, probabilmente al campo da Quidditch..." Disse Remus, senza infierire, mentre Lily si versava una tazza di te e iniziava a sorseggiarlo lentamente.
"Davvero?"
"È sempre il primo a svegliarsi. Così come Sirius è sempre l'ultimo" Disse Remus sorridendo leggermente. E questa volta era un sorriso vero, Lily ne fu felice.
"Ho sentito che ci saranno le Selezioni questo pomeriggio, andrai a goderti lo spettacolo?" Chiese Lily.
"Solo se mi accompagni tu." Mise come condizione Remus.
"Io non ho la minima intenzione di..." Disse, decisa, Lily
"...vedere James?" La sorprese Remus. La ragazza arrossì, ma non sarebbe stata al suo gioco così facilmente.
"Bene, vuoi farmi parlare? A una condizione, tu ora mi spieghi perché sembra che ti sia passato un carro armato addosso." Disse voltandosi a fissarlo negli occhi. Lui le sfuggì.
"Non è importante, la luna..." Balbettò, senza riuscire a convincere nemmeno sé stesso.
"Non me la dai a bere, so che stai mentendo."
"Lily, ti prego..." Continuò Remus, in quello che avrebbe dovuto essere un tono rilassato. Lily lo guardò preoccupata.
"Allora nessun discorso su James, tanto non saresti sincero" ecco, aveva scagliato la freccia.
"Oh, io lo sarei. Ma sono amico di entrambi. Non ti rivelerò i suoi segreti così come non gli rivelerò i tuoi. E penso che tu abbia bisogno di parlarne." Lily ammirava Remus per la sua fedeltà, ma, allo stesso tempo, aveva sperato nel suo aiuto.
"E perché proprio con te. Ho milioni di altri amici..." Disse sarcastica. Remus parve ferito, alzò lo sguardo su di lei e poi si mosse.
"Giusto. Scusa." Disse, facendo per alzarsi. Lily gli posò una mano su una spalla, inorridita. Continuava a sottovalutare la sua bassa stima di sé.
"Ero ironica" Spiegò con un sorriso, Remus parve sospirare di sollievo. "Remus, per favore..."
"Sono solo incubi." Disse, con lo sguardo perso nel nulla.
"Su cosa?" Chiese Lily, ma temeva di conoscere già la risposta.
"La notte in cui...sono diventato...ecco così, un mostr..." Lily gli rovesciò addosso una tazza di tè bollente.
"Non osare." Disse, poi, convinta, mentre lui balzava in piedi con un urlo sorpreso. Si sentiva un po' in colpa, ora, ma Remus se l'era andata a cercare. Doveva rendersi conto di quanto era speciale e in fretta.
"Sei scema?" Le chiese, allibito. Si guardarono negli occhi e scoppiarono a ridere compulsivamente.
"Si" Rantolò Lily, Remus scosse il capo e si sedette di nuovo, ignorando i vestiti fradici e sporchi.
"Remus, mi dispiace...una volta una persona mi ha detto che scrivere tutti i propri problemi in una lettera, sorseggiando una cioccolata calda, e poi bruciarne metà aiuta a superare i propri dolori. Non so cosa di causi gli incubi, ma...che c'è da ridere?" Lily era diventata seria all'improvviso, e Remus aveva iniziato a ridacchiare.
"I consigli di Euphemia Potter salveranno il mondo." Spiegò sorridendole. Lily arrossì, entrambi sapevano chi le aveva rivelato quella verità.
"Lily come hai osato svanire così?" Le urlò una voce dall'altra parte della Sala. Lily si voltò e incrociò gli occhi dardeggianti di Alice che si avvicinava correndo.
"Oh, Al, io..." Biascicò, sapendo che non sarebbe riuscita a fermare la furia dell'amica.
"Soprattutto, dato che dovevamo fare un discorso importante su un certo James-semplicemente bellissimo-Potter" Ridacchiò quella, dandole un colpetto in testa. Lily arrossì ancora di più e le indicò Remus col capo. Alice parve notarlo solo in quel momento. Fece un verso strozzato e poi si lasciò cadere nel posto vuoto a fianco a Lily.
"Alice" Disse Remus, salutandola cordialmente. L'amica parve rilassarsi, e Lily si rese conto troppo tardi del destino incombente.
"Oh, buongiorno Remus" Rispose Alice, trattenendo Lily sul posto per la manica della felpa.
"Sono pienamente d'accordo con te, Alice. Allora Lily? Avevamo un patto" Disse Remus, con un sorriso decisamente ghignante. Lily sbuffò.
"Al diavolo il patto." Disse, scortesemente, voltandosi verso Alice che sprizzava gioia da tutti i pori perché aveva incontrato un alleato.
"Scusami Alice, di solito non sono così irruento, ma il caso lo richiede, quindi..." Disse Remus, accondiscendente, per poi rovesciarle sui jeans un'altra tazza di tè. Alice li guardava sbigottita, Lily scoppiò a ridere, frustrata.
"Va bene va bene, mi hai restituito il favore...oh, per la barba di Merlino, va bene. Forse mi piace ancora." Declamò per calmarli. I due si scambiarono un'occhiata.
"Anche dopo il mega litigio?" Chiese Alice interessatissima. Remus divenne pallido come un cencio.
"Avevo torto. Scusa Al, ma..." Provò a spiegare per calmare i dubbi di Remus e le domande dell'amica, ma quella la precedette e la stupì.
"È un segreto tra te e lui? Meglio, parlagliene e chiarite, non mi pare difficile" Constatò la ragazza. Lily colse la palla al balzo.
"È già chiarito" Esclamò, ricacciando la tristezza di quel pomeriggio a Diagon Alley. Alice pareva sbalordita, Remus sbuffò.
"Se con chiarito intendi James che spara cazzate sul "la nostra relazione non è mai esistita", allora direi che non avete chiarito un bel niente" constatò, facendo arrossire Lily. Alice quasi saltò sulla sedia dalla sorpresa.
"Remus!"
"Sei serio Lupin?" Gli chiese Alice, i due la ignorarono bellamente.
"Si" Rispose, con semplicità, il ragazzo.
"Ma CHE STRONZO. Scusa, so che è il tuo migliore amico, ma..." Sbottò alice, per poi correre ai ripari. Remus la tranquillizzò con un gesto della mano.
"Esatto, la penso come te" Dichiarò, poi, tornando a concentrarsi su Lily.
"Lupin, dove ti sei nascosto per tutti questi anni? Sei il mio nuovo migliore amico, visto che Lily, qui presente, è così stupida da credere..." Disse Alice, prendendola in giro. Incredibili quei due, non si conoscevano nemmeno, e già complottavano contro di lei davanti a te e pasticcini.
"Non ho intenzione di parlare con James" Li richiamò Lily, per poi pentirsene amaramente.
"E che farete nelle ronde?" Chiese Remus. Lily fece finta di reagire con noncuranza.
"Chiedilo a lui."
"Lils..." Le disse Alice, con un tono triste e preoccupato che non le piacque per niente.
"Lily, sono...sai com'è fatto, lui non pensa e..." Balbettò Remus, cercando degli appigli.
"A ma a me va benissimo come soluzione" Aggiunse, poi, Lily, mentre il suo cuore le urlava contro, disperato.
"Non puoi essere seria" Reagì Alice.
"Invece lo sono" dichiarò Lily, cercando di riuscire anche a convincere la sua coscienza, che, in quel momento, pareva impazzita.
"Ma, Lily?" Fece eco Remus, allibito tanto da non riuscire a spiccicare più di due parole di fila.
"Davvero" Chiuse Lily, facendo poi per andarsene.
La discussione fu interrotta dall'arrivo di altre due Grifondoro e di un Sirius sbadigliante.
"Buongiorno Ragazze, Remus" Disse Dorcas, sedendosi di fronte a Lily. Sirius prese posto oltre Remus ed Emmeline occupò quello di fronte a Alice. Lily si lasciò distrarre e smise di pensare. Alice continuava a guardarla e pareva furente, mentre Remus, dopo un'occhiata preoccupata, era stato catalizzato dall'entrata di Sirius.
"Rem, hai idea di dove sia James?" chiese quello, agguantando il bacon e iniziando ad abbuffarsi. Lily colse distintamente lo sguardo e il sospiro di Emmeline. Doveva farsi passare quella cotta per Black, assolutamente, ragionò Lily.
"Campo da Quidditch" Spiegò Remus. Sirius annuì.
"Che palle, è capitano vero?" Chiese Dorcas, cambiando argomento e salvando Lily una volta per tutte. Dopo l'avrebbe ringraziata, decise.
"Si Dorcas, mi dispiace" Mormorò Remus. Sirius riemersa dalla montagna di salsiccia che stava accumulando nel suo piatto.
"Ti dispiace che il tuo migliore amico sia diventato Capitano?" Chiese, ghignante. Remus gli lanciò un'occhiata divertita.
"No, mi dispiace per Dorcas, James esploderà per le responsabilità prima di Natale...Ah, Sirius, i consigli di mamma Potter si stanno diffondendo nel mondo." Rise Remus. Sirius sorrise, sincero, e scosse la testa.
"Bene, diventerà un posto migliore." Asserì, guardando come incantato Remus. A un occhio poco attento i loro gesti non sarebbero risaltati, ma Lily, che sapeva cosa c'era sotto, non poté fare altro che sorridere. Non conosceva Sirius, ma aveva passato mali incredibili ed era ancora capace di scherzare a testa alta per Remus. Era capace di far sentire Remus speciale come in quel momento, e Lily non poteva che essergliene grata.
"Ma scusa, voi quattro siete tutti migliori amici di tutti." Chiese Marlene, comparsa all'improvviso. Lily la salutò, quella sorrise e si sedette di fronte a Sirius.
"Che intendi?" Chiese Remus, con una nota di panico. Solo Lily poté vedere la mano di Sirius che si spostava a stringere quella di Remus sotto al tavolo. Sorrise e si preparò a farsi in quattro per proteggere Remus dalle sue stesse paure.
"Ti sei riferito a James sempre come al tuo migliore amico..." Disse Alice, riflettendo.
"Anche Peter lo è" spiegò Remus, un ghigno si aprì sul volto di Sirius. Lily ne fu felice, Remus voleva tenere tutto nascosto, ma non ce la faceva a mentire. Decise che quello sarebbe stato il loro nuovo spunto di discussione, perché, sinceramente, era passato fin troppo tempo. Remus meritava di essere libero, e poteva esserlo solo buttandosi. La gente non poteva mica lapidarlo. E se gli fosse capitato qualcosa, Lily si sarebbe assicurata che i colpevoli non la passassero impuniti.
"E Sirius?" Chiese Emmeline.
"Io sono perfetto per ogni essere vivente che abbia mai messo piede sulla terra" declamò Black, facendo sbuffare Lily e Remus. le ragazze scoppiarono in una miriade di risatine.
"Ciò spiega la morte di Bolla" Disse Remus, ridendo.
"Bolla è stato un incidente" Chiarì Sirius. Le ragazze si guardarono stupite. Ma che diavolo è bolla? Si chiese Lily.
"Ha ucciso il pesciolino rosso di Peter al terzo anno." Spiegò Remus, per tutte loro. Una nuova ondata di ristate sommerse Sirius, che, nel frattempo, aveva finito la salsiccia e si stava abbuffando di muffin.
"Non dirlo come se fosse colpa mia" Bofonchiò a bocca piena.
"L'hai lanciato dalla finestra..." Disse Remus, cercando disperatamente di rimanere serio, e fallendo insieme al resto della tavolata.
"È vivo, nel lago" Declamò Sirius, ingurgitando anche l'ultimo muffin. Lily ammirò lo sforzo, come faceva Sirius a sfondarsi di cibo, non fare nulla tutto il giorno e non ingrassare? Il sangue nobile, dopotutto, serviva a qualcosa...
"Ne sei certo?" Chiese Remus, ridendogli in faccia.
"Ovvio, Remmie Rem, quando mai io non sono certo di qualcosa." Rise Sirius, smettendo, finalmente di mangiare.
"Come fate a sopportavi tutti e quattro da sei anni?" Chiese Marlene.
"Non lo so, ora se volete scusarmi..." Disse Remus, recuperando il suo amato volume.
"Lupin, non ci provare." Disse Sirius con tono autoritario.
"A far cosa?" Lo sfidò Remus. I due ormai erano fianco a fianco e stavano per uscire dalla Sala.
"Passerai sul mio cadavere prima di chiuderti in biblioteca il primo sabato dell'anno scolastico, vieni usciamo." Decretò Black, pulendo le macchie di te con un colpo di bacchetta e rubandogli il libro. Lily sorrise.
"Ma, Sirius..." Balbettò Remus.
"Non mi interessa, con me. Addio dolci pulzelle." Le salutò il ragazzo, trascinandosi via l'altro. Lily gli rivolse un ultimo saluto.
"Se vedete James, ditegli che tutti i vecchi membri della squadra sono già confermati per le selezioni" Gli gridò dietro Dorcas.
"Magnifico, Meadows." Rispose Sirius, prima di svanire nell'Entrata con Remus al suo fianco.
***
"Ripetimi perché ho accettato?" Chiese Remus, lasciandosi trascinare per i prati.
"Perché non sai resistermi" disse Sirius, lasciandogli un bacio leggero su una guancia.
"Temo proprio che tu abbia ragione." Disse Remus, sorridendo e lasciandosi invadere dal sole. Era già tiepido, l'estate stava diventando un ricordo lontano, eppure, almeno in teoria, non era ancora finita.
"Che strano" Fece eco Sirius, ridendo e mettendogli un braccio attorno alla vita. Passarono la mattinata così. Non erano gli unici in cortile, ma tutti erano così occupati dai propri pensieri, che Remus scelse di fregarsene e di stare col suo Sirius. Come se fosse stato normale. Come se la sola vicinanza di quel ragazzo meraviglioso non gli facesse battere il cuore al doppio della sua normale velocità.
***
James aveva passato una mattinata stupenda. Tutto solo a sorvolare il campo, libero. Adorava volare, lo faceva sentire vivo più di ogni altra cosa al mondo. Ovvio, se non si contavano i baci rubati con Lily...
Dopo pranzo, rigorosamente coi suoi quattro migliori amici, si era fiondato di nuovo al campo. Lo stadio era più caotico. C'erano almeno una ventina di persone sparse sull'erba, scope alla mano, pronte per essere testate ed entrare in squadra. James rivolse un'occhiata fugace agli spalti. Intravide Sirius, quindi i due accanto a lui dovevano essere Remus e Peter. Sorrise e li salutò, per poi concentrarsi su cose più importanti.
"Vecchia squadra a me" Chiamò, e i tre risposero.
Sarah sorrideva, godendosi la calma prima degli allenamenti, e lanciava occhiatine a Jack. Per poco James non svenne. L'ultima cosa che gli serviva era che i suoi battitori si innamorassero e turbassero l'ordine delle cose in squadra. Doveva ammettere che Jack era cresciuto tanto che avrebbe potuto chiamarlo Jackie ancora per poco, ma non era rilevante. Dorcas lo stava fulminando con lo sguardo, probabilmente aveva agognato quanto lui a diventare capitano.
"Bene, ragazzi, mi eravate mancati da morire, pronti a una nuova stagione? Quest'anno sono pronto a spaccare e so che ce la faremo. Abbiamo ricevuto un duro colpo perdendo Tommy, Kingsley e Frank, quindi ora dobbiamo trovare die degni sostituti, anche se temo che sarà impossibile..." disse, cercando di infondere più energia possibile nelle sue parole.
"So di due o tre buoni cacciatori in quel gruppo. Mike Fletcher e Ollie Fudge, per esempio..." disse Dorcas, collaborativa. James sorrise e si mise a studiare i nuovi arrivati. Era calato il silenzio e aspettavano trepidanti che lui desse il via alle selezioni. James annuì e la squadra si dissipò nel mucchi, per controllare le selezioni da vicino.
"Ok, ragazzi e ragazze, sono fiero di conoscervi. Oggi faremo i provini per due Cacciatori e un Portiere. Tutti coloro che sono venuti per altre posizioni possono andare. Mi dispiace, sarà per il prossimo anno..." Tre o quattro ragazzi se ne andarono.
"Diamo inizio alle danze, allora" Disse James, sedendosi sulla sua Nimbus 1700 e calciando il suolo con forza. L'aria gli scompigliò i capelli e lui sorrise al cielo e alle nuvole. Fece un giro a velocità massima del campo, poi raggiunse i contendenti.
Ma
***
Fu un pomeriggio lungo e noioso per tutti. Dopo cena, i malandrini si trovarono tutti in camerone, guardando James pieni di aspettativa. Lui si passò una mano nei capelli, ancora bagnati dopo la doccia, sospirò e poi si decise a parlare.
"Allora, non sono come quelli che hanno lasciato l'anno scorso, ma..." Remus decise che sorridere, incoraggiante, era la maniera migliore per sostenere l'amico.
"Quel Fletcher pareva bravo." Esclamò, accondiscendente. James gli dette ragione.
"però Ollie era troppo lenta e nervosa. Meglio di tutti gli altri, ma..." James pareva disperato. Non era così grave, ma Remus capiva che James voleva soddisfare le aspettative di tutti e rimediare alle gaffe dell'anno precedente.
"Dalle tempo e allenamento, ce ne vuole per trovare alchimia. E poi Dorcas pareva contenta della scelta." Disse Peter, sbadigliando.
"Lo so. Il portiere, invece, sembra capace. Come si chiama già..."
"Chris Tart, è del quinto anno." Esclamò Peter, che, stranamente, sapeva sempre riconoscere tutti.
"vedremo come andrà avanti..." Borbottò James.
"uffa, dovrò imparare tutti i nomi nuovi, per la telecronaca..." borbottò Sirius.
"Bene, sono contento che gli allenamenti siano finiti, perché domani avrete da fare una cosa che inizia con C e finisce con ompiti"
"Va al Diavolo, Lunastorta" Disse James ridendo. Poi, si prepararono tutti per andare a dormire
Remus ci mise un sacco di tempo ad addormentarsi, quella sera. Un chiodo fisso gli si era piantato in testa: suo padre. L'aveva quasi dimenticato, nella furia generale, ma ora non poteva fare altro che preoccuparsi. Ora si rendeva conto di aver reagito un po' eccessivamente, ma sentiva che l'altro gli aveva nascosti altre cose. Si voltò e rivoltò nel letto. Era deciso a scrivergli, ma come? Cosa mai poteva dire? Come poteva mettere a parole tuto lo sconforto e il senso di tradimento che aveva provato?
Alla fine, un sogno convulso lo avvolse, e Remus decise, quasi inconsciamente, che avrebbe rimandato la questione al sabato successivo. Chissà se in altri sette giorni non gli sarebbe venuta una qualche ispirazione.
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I Malandrini & Co.
FanfictionL'anno scolastico 1976-1977 alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts è appena cominciato, e i suoi studenti non possono che giurare solennemente di non avere buone intenzioni. Gli equilibri instabili nelle relazioni dei ragazzi hanno iniziato...
