"SIRIUS ORION BLACK TI UCCIDERÒ CON LE MIE MANI, DOVE SONO I MIEI CALZINI?" Urlò James alla porta del bagno, inesorabilmente chiusa.
"James?" Chiese una voce assonnata dall'oltretomba...o meglio, Remus dal cumulo di coperte che lo nascondevano. James sbuffò, ma che amici gli toccavano?
"Buongiorno Remus! Il sole e sorto, gli uccellini cantano, Sirius è uno stronzo e mi ha nascosto i calzini." Annunciò, spalancando le finestre e facendo gemere Peter di dolore.
"James, ho sonno" Si lamentò Remus, strizzando gli occhi a causa della luce improvvisa.
"Muoviti" Gli impose James, noncurante. Conosceva i suoi polli, e, se li avesse lasciati dormire, avrebbero perso il treno di ritorno a casa. Erano iniziate le vacanze di Natale.
"Ma..." Balbettò Peter, raggomitolandosi di nuovo. Remus aveva spudoratamente scelto di Riaddormentarsi. E il ladro di calzini era ancora chiuso in bagno.
"GIURO SOLENNEMENTE CHE, SE NON ABBIAMO FINITO LE VALIGE IN DIECI MINUTI, NON VI FACCIO FARE COLAZIONE" Gridò James, come un inno di guerra. Peter balzò in piedi prima che l'ultima nota finisse.
"COSA?" Chiese, scombussolato, per poi ondeggiare paurosamente a causa del suo equilibrio instabile. James lo guardò senza pietà, poi si voltò verso Remus.
"James, sto per staccarti la testa" Gli disse Remus, fulminandolo con gli occhi. James gli sorrise e poi gli tirò via le coperte.
"Certo, certo, anche io ti amo, ora..." Canticchiò, muovendo la bacchetta e facendo volare in giro i suoi vestiti. Quelli, all'improvviso, iniziarono a piegarsi e impilarsi da soli nel suo baule.
"Dillo a Lily" Borbottò Remus, alzandosi, finalmente. Ma ora il cervello di James era in panico, tanto da non considerare che l'intruso in bagno si era degnato di fuoriuscire.
"Dovrei? Oggi? Gliel'ho già detto ieri sera... OH CAZZO FORSE NON BASTA. OK, FINITE LE VALIGIE, IO DEVO..." Disse, andando definitivamente in blackout.
"Che scasso che sei James. Puoi non stressare Lily?" Gli chiese Sirius, ridendo. James si voltò e lo fulminò. Sirius era l'unico vestito per intero, con felpone, jeans, giacca in mano e le scarpe ai piedi.
"No?" Chiese James, abbagliato dal sorriso smagliante dell'amico.
"No" Confermò quello, per poi ridere ancora di lui. Allora, un pensiero più importante colpì il giovane grifondoro.
"Allora tira fuori i miei calzini"
***
Lily si era addormentata subito, la sera prima, ma aveva avuto un sonno inquieto. Immagini confuse e sogni sfocati l'avevano inseguita e tormentata per tutta la notte, tanto che, la mattina successiva, si sentiva come se non avesse dormito affatto. Tuttavia, si impegnò a finire le valige per prima e a scendere in Sala comune ridendo. Non aveva ancora avuto né il tempi né il coraggio di raccontare gli avvenimenti della sera prima alle sue amiche. Le era perfino venuto facile, ridere e non pensare. Si rabbuiò solo quando arrivò in Sala Comune, col baule al seguito, finalmente sola...
"Potter, non è colpa mia" Rise una voce, decisamente Sirius. Lily si voltò verso la porta che conduceva ai dormitori maschili.
"Stronzo" Lo apostrofò James. Lily non li vedeva ancora, ma poteva immaginare con precisione la faccia fintamente arrabbiata e gli occhi luccicanti di James.
"E dai" Si lamentò qualcuno, probabilmente Peter. I passi per le scale stavano diventando sempre più forti, presto sarebbero entrati in Sala Comune. L'animo di Lily si risollevò.
"James erano solo calzini" Sbuffò una voce esasperata e assonnata. Lily ridacchiò. C'erano tutti e quattro, perché quello non poteva essere che Remus.
"Erano i miei calzini portafortuna e Sirius li ha rubat...ciao Lily" James era appena emerso dall'imbocco della scala a chiocciola che portava ai dormitori maschili. Lily trattenne le risate, si era appoggiato con nonchalance allo spigolo della porta...e non si poteva dire che non conoscesse le sue mosse, quel sorriso era davvero capace di farle girare la testa, ma Lily aveva domande più importanti da porre.
"Calzini portafortuna?" Chiese, ridacchiando. Remus si soffocò in una serie di colpi di tosse e Sirius venne in avanti, per batterle il cinque. James era diventato bordeaux.
"Sirius, ti sgozzerò nel sonno" Minacciò, sistemandosi gli occhiali sul naso e passandosi una mano tra i capelli.
"Mi minaccia da quando si è svegliato, capisci? Sicura di essertelo scelta bene?" Le disse Sirius, in tono cospiratorio, Lily scosse la testa.
"Non so, Remus, meglio Sirius o James?" Remus la fissò, poi un ghigno divertito si aprì sul suo volto.
"Non risponderò" Decretò, facendo scoppiare a ridere James. Sirius finse di essere stato pugnalato al cuore e si accasciò su un divanetto.
"Oho, questo è interessante..." Rise Peter, muovendo la bacchetta e facendo atterrare gentilmente per terra quattro bauli.
"Potter..." si lamentò Sirius, balzando di nuovo in piedi, ma dove la prendeva l'energia?
"Sta zitto, ladruncolo" Disse James, dandogli un pugnetto su una spalla. Remus alzò gli occhi al cielo e sbadigliò di nuovo.
"Dove andate?" Chiese Lily, lasciando anche il suo baule in Sala Comune, gli elfi domestici li avrebbero caricati sulle carrozze per loro come al solito.
"A fare colazione...Vieni con noi?" Chiese James, guardandola di sottecchi.
"Va bene...poi dobbiamo controllare i ragazzini" Gli ricordò Lily, James fece una faccia ferita e Sirius li guardò sorpreso.
"Eh?" Fece Peter. Ma dove vivevano quei quattro, sulla luna? Lei e James erano caposcuola...
"L'elenco di chi torna a casa, aiutare i più piccoli...solite rotture di palle da caposcuola" Spiegò muovendo una mano in aria.
"Penso che questo sia decisamente poco professionale, Evans" la rimbeccò Sirius.
"Ah davvero, Black?" Gli chiese lei, alzando un sopracciglio e passando attraverso il buco del ritratto. Tra battute e chiacchere, i ragazzi la seguirono.
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I Malandrini & Co.
FanficL'anno scolastico 1976-1977 alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts è appena cominciato, e i suoi studenti non possono che giurare solennemente di non avere buone intenzioni. Gli equilibri instabili nelle relazioni dei ragazzi hanno iniziato...
