Epilogo: Solenni eredi

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Il corridoio del terzo piano era deserto e tranquillo...e poi un ragazzino cadde dal soffitto con un urlo. Mrs Norris, la gatta del Custode, soffiò e rizzò il pelo, richiamando all'ordine il suo padrone, Argus Filch, il quale scattò, con velocità inaudita, in avanti, per agguantare il malfattore. Un paio di occhi azzurri lo fissarono con strafottenza, tipica dei mascalzoni. Era il ragazzino coi capelli rossi che aveva già beccato con le mani nel sacco quattro volte dall'inizio dell'anno...e dire che aveva solo undici anni. Il gemello piovve dal soffitto e il Custode alzò lo sguardo. Tredici caccabombe gli esplosero sul capo.
George Weasley si liberò appena in tempo, poi schizzò via, ridendo, insieme a Fred. Cercavano di ricoprire di suoi simili quell'escremento vivente dal primo giorno, e ora...ce l'avevano fatta. Ma non avevano messo in conto la gatta. Quella bestia terribile gli tagliò la strada, facendolo cadere a terra. E, ovviamente, Fred si fermò ad aiutarlo. Furono beccati insieme e trascinati, tra olezzo e improperi, nell'ufficio del Custode.
Quel posto era orrendo, polveroso e pieno di cose assurdamente noiose, come moduli e catene per punizioni. George sbuffò, poi fu riportato alla realtà da un calcio su uno stinco da parte di Fred. Non avevano bisogno di parlare per intendersi alla perfezione. Fred stava guardando, bramoso, una scatola mezza aperta che sbucava da uno scaffale, etichettata "Artefatti Altamente Pericolosi". George si spostò di mezzo passo verso il mobile.
"...Weasley e Weasley eh? Oh, ho una bella punizione in serbo per voi si...fatemela trovare e...oh, saranno avvertite anche le famiglie..."
Fred e George si lanciarono un'occhiata spaventata. Non avevano ancora sviluppato l'abilità necessaria per uscire vivi dalle sgridate della mamma, ma a pensarci bene...avrebbero inviato una caccabomba via gufo a Ginny, di certo avrebbe riso. George si avvicinò ancora, ora sfiorava con la mano il dorso del coperchio.
"Ecco qui, pulirete i vani delle scope di tutto il castello...Ma dove?" Ma Fred e George erano svelti quanto furbi. Filch si era girato per estrarre un modulo, George aveva infilato una mano nella scatola e afferrato la prima cosa che aveva trovato, per poi ficcarsela in tasca. Ed erano sgattaiolati via.
Le urla di rabbia dell'uomo risonarono in tutto il castello.
***

I gemelli si erano rifugiati nelle cucine. Le avevano trovate tre giorni dopo l'inizio della scuola (Beato Charlie e i suoi suggerimenti) e vi ci si erano trovati subito benissimo. Gli elfi li amavano, avevano cibo gratis e potevano stare là a fare piani in pace quanto volevano. Non come a casa, dove dovevano scappare dalle manacce curiose di Ron e dagli occhi vigili della mamma. Non come in dormitorio, dove Percy tendeva a fare irruzione per: "controllare la loro salute". In realtà, i gemelli volevano un mondo di bene a tutti i loro fratelli, sorella e famigliari, solo...quando agivano per conto loro volevano restare indisturbati. E in una casa con nove abitanti era quasi impossibile. Papà era sempre pronto a saltare fuori dal nulla con un nuovo marchingegno babbano tra le mani, e faceva ridere a crepapelle i suoi ragazzi in tutte le occasioni in cui tentava di spiegare alla moglie esattamente che stava facendo. La mamma era severa, ma aveva il cuore più grande del mondo, e i gemelli lo sapevano bene. Bill aveva ormai diciannove anni, e in casa non si vedeva più spesso, ma continuava a mandare lettere entusiasmanti, piene di avventure, tesori e goblin. Charlie era al sesto anno, capitano della squadra di Quidditch e grande appassionato di draghi, non mancava mai di aiutare i suoi fratellini ad "ambientarsi nella scuola nuova. Percy era al terzo anno, e aveva già sviluppato l'abilità di sdegnarsi proprio come la mamma ed era noioso tanto quanto le lezioni di storia della magia. Ron aveva solo nove anni, e non andava ancora a scuola, ed era il piccolino di casa, sempre controllato e comparato a tutti gli altri. E poi c'era Ginny, la loro sorellina di otto anni, che non vedeva l'ora di andare a scuola e imparare a fare magie.
"Allora" Chiese Fred, sedendosi su un tavolo e guardando George con aspettativa. Quello si infilò una mano in tasca ed estrasse...una vecchia pergamena sgualcita. I gemelli si guardarono delusi.
"Che ci faceva nelle cose pericolose di Filch?" chiese George, stupito.
"Uffa, speravo in un frisbee zannuto o..."
"...qualcosa di più particolare" Concluse George. Poi tirò fuori la bacchetta dalla tasca in cui l'aveva riposta e la puntò sulla pergamena.
"ehm...revelio?" Mormorò, incerto. Lui e Fred erano sempre stati bravi a fare magie più o meno accidentali (una volta avevano persino trasformato l'orsacchiotto di Ron in un ragno...), ma con gli incantesimi dovevano allenarsi ancora un po'.
La pergamena non diede cenno di aver capito. Fred scosse la testa. Poi una frase apparve sul foglio vuoto, facendoli sobbalzare.

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