James doveva sbrigarsi. Era d'accordo con Lily per incontrarsi e finire il progetto, ma, come al solito, era in ritardo. Avevano un'ora buca, la prima del pomeriggio, prima di Aritmanzia e dovevano sfruttarla bene.
James arrivò di volata alla sala comune, borbotto la parola d'ordine alla signora grassa (Damnatio Memoriae) ed entrò. Lily era seduta a uno dei tavoli, con la testa china, concentrata sul libro che aveva davanti. James sorrise e si passò una mano nei capelli.
"Eccomi, scusa il ritardo, tutta colpa degli allenamenti..."
"Tranquillo, come stanno andando?"
"Bene, ma Frank sta per farmi impazzire e Tommy...vorrebbero vincere il torneo quest'anno, ma se perdiamo contro Serpeverde e poi quelli vincono su Corvonero siamo spacciati" Spiegò lui, sedendosi accanto alla ragazza.
"Chiaro"
"Ma non è il punto: so cosa fare per "applicare la pozione nella realtà", ma temo che non piacerà al vecchio Lumacorno" James sperava che Lily appoggiasse la sua idea, se fosse andato tutto bene avrebbe aiutato più di un amico.
"Parla" disse lei, incuriosita, fissandolo negli occhi come se potesse leggergli dentro.
James si perse per un momento nella sua Lily, coi capelli rossi legati in una coda malfatta, ma tenera agli occhi del ragazzo, con le mani strette l'una nell'altra, la testa inclinata e i suoi splendidi occhi verdi rivolti solo a lui. James iniziò a spiegare.
***
Sirius stava ripassando Babbanologia, ogni tanto anche a lui serviva un po' di studio. Era seduto per le scale, all'ingresso e continuava a distrarsi guardando fuori dalle finestre. In casi disperati, come quello, Remus era sempre pronto ad aiutarlo, ma quella volta...uffa, perché i suoi pensieri ritornavano sempre allo stesso ragazzo?
Sirius si alzò in piedi e iniziò a dirigersi verso l'aula. Mancava ancora tanto all'inizio delle lezioni, ma James era impegnato con Lily e Peter era a Divinazione. Salì al primo piano e si diresse verso l'aula, continuando a leggere: c'erano poche persone in giro per i corridoi. Anzi, c'era solamente un ragazzo in piedi, che leggeva qualcosa sulla bacheca, con una pila di libri in mano. Sirius non se ne accorse e gli andò a sbattere contro.
"Oddio, scusa" Gli disse, senza guardare in faccia chi aveva colpito e recuperando i libri da per terra. L'altro emise un verso sorpreso, che strano...
Sirius si rialzò in piedi e glieli porse. I suoi occhi d'argento ne incrociarono un paio color del miele. Era Remus.
"Oh...ah, ehm...Ecco" Disse Sirius, sentendo la sua faccia andare a fuoco. Anche Remus era arrossito e lo guardava stupefatto. Era così carino con le guance rosee e gli occhi saettanti.
"Grazie" Gli disse in un sussurro, riprendendosi i suoi tomi. Quando le loro mani si sfiorarono, una scossa elettrica percorse Sirius da capo a piedi. Remus si morse il labbro inferiore e iniziò a guardare il pavimento con molta concentrazione.
Ci furono alcuni minuti di silenzio imbarazzato, e poi Sirius tentò di rompere il ghiaccio.
"Che stavi leggendo?" Remus levò su lo sguardo di scatto e Sirius notò con piacere che l'ematoma sull'occhio era svanito. Arrossì ancora di più.
"Oh, dalla prossima settimana inizia i corso per imparare a Smaterializzarsi"
Sirius annuì. Ripiombarono nel silenzio più atroce. Sirius avrebbe voluto dire e fare tante cose. Baciarlo di nuovo, dirgli che era tutto a posto e che andava bene così, ma non poteva. Uffa, si sentiva così stupido, non era da lui non sapere che dire. Voleva abbracciare Remus e dirgli che era innamorato di lui da mesi, ma, poi, probabilmente, l'altro l'avrebbe scacciato e Sirius non l'avrebbe sopportato. Borbottò qualcosa sulla lezione che lo attendeva e si allontanò, senza accorgersi della lunga e triste occhiata che Remus gli aveva rivolto mentre se ne andava.
***
Remus si stava obbligando a non pensare a Sirius da due giorni e ci era quasi riuscito...poi quello aveva pensato bene di andargli a sbattere contro. Era stato uno dei momenti più imbarazzanti della sua vita, perché non era riuscito a far altro che stare zitto. Improvvisamente era tornato bambino, timido, magrolino e terrorizzato dagli altri. E poi Sirius se ne era andato su per il corridoio. Ovviamente, se gli fosse importato di lui si sarebbe fermato a parlargli, era Sirius, aveva sempre qualcosa da dire. Ma non con lui. Remus si chiuse in bagno e si lavò la faccia per calmarsi. Aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse. Lily era stata tanto con lui, era una cara amica, ma lui aveva bisogno dei Malandrini. Cosa avrebbe fatto per la luna piena successiva senza di loro? Uscì dal bagno e si diresse verso l'aula di Aritmanzia, là, almeno ci sarebbero stati James e Lily.
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I Malandrini & Co.
FanfictionL'anno scolastico 1976-1977 alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts è appena cominciato, e i suoi studenti non possono che giurare solennemente di non avere buone intenzioni. Gli equilibri instabili nelle relazioni dei ragazzi hanno iniziato...
