Vinti o vincitori?

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(Consigliato l'acolto di Buonanotte Fiorellino, di Francesco de Gregori... capirete bene quando...)

Lily levò lo sguardo dal libro su cui stava studiando e fissò intensamente Dorcas, che stava sfrecciando da un parte all'altra del campo con la divisa da Quidditch di James in mano. Sorrise e scosse la testa. Orami era febbraio, anche l'ultima Luna Piena era passata e, finalmente, Remus si era ripreso. Mancavano meno di 24 ore alla partita, e Lily era andata, come d'abitudine, sugli spalti a guardare l'allenamento. Aveva avuto anche la malaugurata idea di portarsi dietro il libro di antiche rune, e ora non sapeva se essere più confusa dalle desinenze o dai casi della traduzione. Sbuffò e tornò a guardare il libro. Si accorse in fretta di essersi arenata, aveva riletto quella frase già cinque volte, ne era certa. Alzò di nuovo lo sguardo. James aveva ripreso la sua autorità e stava dando ordini in giro. Non sarebbe stato un allenamento stancante, ormai ciò che era fatto era fatto, ma, comunque, gli sarebbe servito per l'indomani. Solo allora si accorse di non essere sola. Qualcuno tossì alle sue spalle e lei si voltò di scatto. Il sorriso saccente di Clara Abbott quasi la spaventò.
"Buongiorno Evans" Le disse, con una luce da animale feroce negli occhi. Clara poteva anche aver messo in guardia James su Sam, ma ciò non la rendeva meno inquietante.
"Che ci fai qui?" Le chiese Lily, chiudendo il libro.
"Spia nemica...perderanno" Dichiarò quella, ridendo della squadra di Grifondoro. Un lampo di rabbia attraversò Lily, ma chi si credeva di essere?
"Se sei qui per dare fastidio puoi anche andartene" Disse Lily, decisa, Clara scosse la testa e i suoi capelli biondi sfuggirono da dietro alle orecchie per andare a incorniciarle il volto.
"Non c'è bisogno di essere scortesi...mi dovresti almeno un grazie" Disse, lasciva. Il sangue di Lily ribollì.
"E tu che dovresti a James?"
"C'era una volta, nella foresta scura, una radura intrisa di magia oscura. Ci si vede Evans" E, detto ciò, se ne andò.
Lily la guardò allontanarsi, lentamente, poi riprese il libro in mano. Fu inutile, non riuscì a concentrarsi su null'altro che l'ultima frase della ragazza per il resto del pomeriggio. Arrivò al punto di annotarla sul retro della copertina del libro. Che aveva voluto dirle? Si era immaginata una diversa consapevolezza, o paura, nei suoi occhi freddi, o era solo una sua impressione?
Solo la fine dell'allenamento la sollevò dai suoi problemi. Andò incontro alla squadra, fuori dal campo, pronta a tentare di tirare su il morale a tutti.

***
Sirius stava saltellando da una parte all'altra della tribuna dei professori, impaziente. La McGranitt stava blaterando nozioni sulla responsabilità, la proprietà di linguaggio e la perdita di punti in caso di deviazione dalle regole, ma il ragazzo non la stava ascoltando. Figurarsi se poteva riferirsi a lui. Lo stadio rumoreggiava già, e i tifosi erano pronti quanto lui.
La tribuna di serpeverde stonava per la sua tranquillità, ma tutti sapevano che sarebbero passati all'offensiva subito dopo l'inizio della partita. Tassorosso e Corvonero parevano abbastanza neutrali. Più che altro, la partita era importante per decretare la classifica. Se serpeverde avesse vinto, corvonero si sarebbe ritrovata seconda, e Tassorosso ultima. Se, invece, avesse vinto Grifondoro, Tassorosso sarebbe stata terza e corvonero prima a parimerito. E la partita di fine anno avrebbe deciso tutta la stagione. Sirius recuperò il megafono e lo accese con un colpo di bacchetta. Si va in scena...
"Buongiorno Hogwarts, pronti per la partita? Ecco i serpeverde: Nott, Bulstrode, Abbot, Vane, Crabbe e...Black. Come va la vita fratellino? So che a Natale avete avuto ospiti speciali! Hanno gradito le teste di elfi domestici morti appese in corridoio? Alla prossima puntata di: News da casa Black, avrete tutte le risposte, lo giuro" Scherzò Sirius. Udì la McGranitt borbottare qualcosa, ma non ci fece caso.
"E, ora, la squadra del momento: FATEVI SENTIRE GRIFONDORO. Abbiamo Tart, Fletcher, Fudge, Meadowes, Smith, Jones e...POTTER. Facciamogli un applauso, signori e signore, dopotutto, è appena uscito dalla friendzone! Ecco, i capitani si stringono le mani. Rinnego tutto ciò che ho detto prima: JAMES COSA STAI FACENDO? DOVEVI PRENDERLO A CALCI, NON STRINGERGLI LA MANO? Gente, non so scegliermi gli amici e...eccoli in volo. Si comincia gente!"

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