Imbarazzo evidente

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Era mercoledì 16 aprile e i ragazzi, stranamente, non erano in ritardo. Sirius, James e Peter erano nei sotterranei e aspettavano il resto della classe per poter entrare nell'aula di Pozioni.
James osservò attentamente i suoi amici, era la prima ora e Peter dormiva in piedi tanto aveva sonno. Ma Sirius era teso, agile, sveglio e osservava con insistenza il fondo della scala che portava là sotto. Remus non si vedeva ancora e James sapeva che il suo amico lo stava aspettando impaziente. I due non si erano più parlati dopo il bacio. Sirius era troppo orgoglioso per abbassarsi al livello dei comuni mortali e andare a cercare Remus. L'altro, invece, si vergognava ed era ancora un po' arrabbiato per la storia del pugno. L'occhio, finalmente, si era sgonfiato, ma la botta non era stata da poco. James non ce la faceva più. I due si scambiavano, quando entrava uno in stanza, l'altro usciva. A colazione arrivavano in orari diversi e Remus si stava isolando. James capiva che la situazione non era proprio normale e che i due non sapessero cosa fare, ma se avessero accantonato l'orgoglio e l'imbarazzo... ma era impossibile. Menomale che c'era Peter a fermarlo, se no lui li avrebbe presi entrambi e rinchiusi nella Stamberga Strillante fino a quando non si fossero decisi a parlarsi e mettersi insieme. Ma non dipendeva da lui...
Negli ultimi due giorni aveva visto meno anche Lily. Si erano scambiati due bigliettini il 14 e James aveva passato un'ora disteso sul letto a fissare il soffitto e sospirare. Sirius l'aveva, poi, ovviamente, preso a cuscinate. Era stato impegnato dagli allenamenti di Quidditch in tutti i suoi momenti liberi. Erano a meno di una settimana dalla partita e l'ansia stava salendo a mille. La loro squadra era forte, ma i Serpeverde non scherzavano. Come in tutte le squadre di Quidditch c'erano: 3 Cacciatori (che dovevano segnare attraverso gli anelli a fondo campo con una palla chiamata Pluffa) Kinsley Shakebolt (il loro capitano), Frank Longbottom e Sarah Smith; 2 Battitori (che dovevano scacciare via i bolidi, palloni neri animati di vita propria) Jack Jones e Dorcas Meadowes; un Portiere Tommy Wood e un Cercatore (che doveva prendere il boccino d'oro, la pallina più piccola e sfuggente, per guadagnare 150 punti e chiudere la partita), ovvero lui, James. Ma non era il meglio. Il gioco era esaltante, in volo, su manici di scopa, ma il commento...Sirius Balck aveva da due anni il compito di Commentare la partita, e James rischiava sempre di volare giù dalla scopa dalle risate. Non vedeva l'ora che fosse sabato.
Nel frattempo, il resto della classe era arrivato, Remus e Lily furono gli ultimi a scendere dalla scala, poi i ragazzi entrarono in aula. I banchi erano doppi e su ogni tavolata si trovava un piccolo calderone, che fumava copiosamente.
Erano alla seconda Pozione del lavoro a gruppi, i tre si salutarono e si divisero nei tavoli, aspettando i loro compagni. Lily raggiunse presto James.
"'giorno Potter" Gli disse, con uno sbadiglio.
"Ciao, pronta alla nuova pozione" chiese lui sorridendo alla ragazza e indicando il calderone sul loro banco. Gli occhi di Lily rifletterono un lampo di interesse improvviso. Il professore raggiunse la classe, li salutò tutti e poi rispiegò le regole del progetto. In dieci minuti furono liberi di andare dove volevano per iniziare a lavorarci su.

***
Sirius e Dorcas non erano andati molto avanti con la ricerca e la ragazza aveva affidato a Sirius il compito di riportare la Pozione in classe, a fine ora.
Così Sirius si era trovato col calderone stretto in braccio a scendere le scale per arrivare ai sotterranei. Dal basso giunse un improvviso refolo di vento, e il fumo gorgogliante della pozione investì il viso del ragazzo. Il profumo gli fece girare la testa. Erano odori particolari, ma che stavano bene insieme quasi per miracolo. Pergamena fresca, libri, inchiostro, cioccolato e un odore particolare, che Sirius poteva descrivere solo come profumo della notte. Era odore d'erba, misto a rugiada, che gli ricordava subito le infinite notti di luna piena con i suoi amici, per Remus. Che strano! Tutti quegli odori gli facevano pensare proprio a lui, al bacio. L'avevano inebriato e gli stava dando di volta il cervello.
Erano stati due giorni difficili. Tutto ciò che desiderava fare era andare da Remus, perdersi in un suo abbraccio e baciarlo...baciarlo per sempre e perdersi nelle sue labbra. Ma non poteva. Non dopo quella figura, non dopo il pugno. Probabilmente ora Remus lo biasimava, lo odiava. Come poteva non odiarlo? L'aveva preso a schiaffi! Sirius si era convinto che Remus l'avesse baciato solo per liberarsi dalla stretta e andarsene. Non poteva credere che fosse stato qualcosa di più, perché se lo fosse stato...Sirius non si sentiva degno dell'amore di Remus. Lui non meritava di stargli accanto.
E perso nei suoi pensieri, neri e inverosimili (ma si sa, Sirius odiava sperare, le sue speranze erano state infrante troppo spesso e troppe volte), Sirius lasciò il calderone in classe e tornò su, per andare ad Incantesimi.

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