Lily e Sam avevano appena svoltato nel corridoio del sesto piano, ma la ragazza era troppo sovrappensiero per rendersi conto subito dell'errore. Quando se ne accorse, erano già a metà corridoio, e lei non riusciva a capire come avesse fatto il Corvonero a imboccare la strada sbagliata.
"Sam, dove..." Chiese Lily, sorpresa.
"Mi devi un bacio, ricordi?" Disse, con un sorrisetto sul volto. Lily avrebbe voluto dire "No, non è vero", ma lui aveva ragione. Ora erano fermi, l'uno di fronte all'altra. Lily annuì e chiuse gli occhi...è un bacio, può non piacermi, ma non succederà nulla... Lui fece mezzo passo avanti, le strinse la vita con un braccio e la baciò. Si, faceva schifo, concesse Lily. Non appena si divisero, fece per andarsene, grata, ma lui continuava a stringerla.
"Senti Sam...andava bene, io..." Balbettò, mentre uno strano senso di paura iniziava a invaderla.
"Che c'è? Non ti è piaciuto..." Le chiese lui, quasi deluso, ma con una certa ironia nella voce. Lily stava per arrabbiarsi, e anche tanto.
"Toglimi le mani di dosso" Gli disse, gelida come una lama, nascondendo la paura primordiale dietro al ghiaccio.
"Hey, carina, non c'è bisogno di essere scortesi" Rise lui, lasciandola. Per un fugace istante, Lily si tranquillizzò, poi lui la baciò di nuovo, spingendola contro il muro. La sorpresa fu tale che Lily non ebbe tempo di svincolarsi. E, all'improvviso, era bloccata contro il muro. Sam le stringeva le mani, in alto, le facevano male i polsi, era troppo...
Si divincolò convulsamente.
"Mollami, ora." Disse, cercando di sembrare autoritaria. Lui rise e il sangue le si ghiacciò nelle vene...in che pasticcio mi sono cacciata?
"E perché, non vuoi divertirti un po'..." Lily ebbe un brivido di terrore. Non poteva fare nulla. Era immobilizzata, a due piani di distanza da tutti coloro che potevano aiutarla. Ed era disarmata...non sarebbe mai più uscita senza bacchetta.
"Ti prego" balbettò, provò a muoversi., e pestargli un piede, a tirargli un calcio, ma era bloccata. E lui rideva. Era così vicino che i loro nasi quasi si toccavano...Lily urlò, lui rise ancora di più.
"Hey, stai calma, non sarà poi così male, e qui nessuno ci disturberà." Disse, viscido, mentre Lily iniziava a tremare.
"Toglimi le mani di dosso, ora" Piagnucolò sentendosi sciocca... aveva sempre preso per pazze le ragazze che non si rendevano conto di uscire con dei maniaci... a quanto pareva era stata troppo severa.
"Non credo che lo farò" Cantilenò lui.
"Oh, io invece credo di sì" E prima che Lily potesse rallegrarsi di aver sentito una voce amica, Sam fu catturato per la collottola e sbalzato contro l'altro muro. E l'ultima cosa che Lily vide, prima di scoppiare in lacrime, furono i bellissimi occhi di James, pieni di una rabbia sovrumana.
***
La professoressa McGranitt si stava godendo l'ultima serata del trimestre. Con metà degli studenti più grandi alla festa del Lumaclub e gli altri nei loro letti, lei poteva, finalmente, dedicarsi alla lettura senza preoccuparsi né di verifiche, né di lezioni. L'indomani molti sarebbero tornati a casa, tra cui quattro grifondoro che la facevano disperare un giorno sì e l'altro pure, e lei avrebbe passato i quindici giorni migliori dell'anno a passeggiare nella neve, a prendere il tè con Hagrid e a leggere. O, almeno, era convinta di tutto ciò, quando si rese conto che non aveva ancora controllato dove si trovava Peeves, il poltergeist. Doveva farlo, sempre, prima dei ritorni a casa degli studenti. Lo spiritello dispettoso si divertiva a nascondere le cose dei più piccoli e l'indomani, tra treni e partenze, sarebbe stato un disastro. La donna si alzò dal letto, si mise una vestaglia e uscì nei corridoi. Dopo aver percorso invano il quarto e il quinto piano si arrese. Stava per tornare nella sua stanza, era già per le scale. Quando udì un grido, palesemente femminile, al paino superiore. Si voltò, percorse le scale in fretta e poi fissò, allibita, la scena che le si parava davanti.
James Potter stava pestando un corvonero, era certa che si chiamasse Stan Corner, mentre Lily Evans piangeva, abbandonata contro il muro. Potter, avevo tutte le intenzioni di ridarle pure la sua spilla...pensò, esasperata, accorrendo verso i ragazzi.
"Signor Potter" James si fermò. Teneva per il colletto il corvonero, che lo guardava terrorizzato, con un labbro sanguinante, contro il muro. E sembrava animato da una furia inusuale. Accadeva di rado che James fosse così furibondo, tremava, tante erano le emozioni che lo colmavano. Ma la professoressa non poteva fare preferenze. "Lasci immediatamente il Signor Corner, cosa credeva di fare?" James mollò il ragazzo, con un gesto secco, quasi spazientito, ma non fu questo che incuriosì di più la donna. E non fu nemmeno il sorriso maligno sul volto del perdente. Non appena il corvonero rimise i piedi per terra, Lily fece un balzo indietro, il più lontano possibile da lui. Sia Minerva che James si voltarono a guardarla, mentre lei faceva un cenno, si asciugava le lacrime e cercava di sembrare tranquilla. Aveva una paura primordiale nello sguardo, e Minerva poteva quasi sentire gli sforzi di James di restare fermo. Perfino lei aveva quel mezzo istinto di abbracciare la ragazza.
"Allora? Cosa succede qui?" Nessuno rispose. James strinse i pugni e alzò lo sguardo su di lei. il ragazzo pareva convinto di aver avuto un motivo valido per picchiare l'altro, Minerva volava quasi alzare gli occhi al cielo, giovani...
"Io..." Mormorò James, per poi voltarsi, lanciare un'occhiata a Lily e scegliere il silenzio. La rabbia iniziava a montare anche dentro la professoressa. Cosa credeva James? Di poter picchiare tutti coloro che gli davano fastidio? Era pazzo? Viziato?
"lei è in una posizione gravissima, lo sa signor Potter?" Disse, stringendo le labbra e alzando le sopracciglia. Anche Stan si guardò in giro, per poi sorridere e rispondere.
"Vede, professoressa, James era geloso della mia uscita con Lily, sa alla festa di Lumacorno, e ha pensato bene di..." in condizioni normali, avrebbe detto che era una scusa. Ma in un corridoio, dopo mezzanotte, con James che dava di testa...la donna sospirò, anche se qualcosa non le tornava.
"Sta zitto, bastardo" Sibilò James, stringendo i pugni.
"Perché, non è andata così?" Disse l'altro, sicuro di sé. Minerva era certa di essersi persa qualcosa, tra i due c'era una tensione strana, non poteva essere solo gelosia.
"Lily..." Mormorò James, debolmente.
"Giusto, Signorina Evans, non credo che lei abbia colpe qui, torni pure in dormitorio. Voi due verrete con me, vorrei capire questa storia e..." Disse, autorevole come al solito. Lily fremette.
"professoressa, Sam sta dicendo una marea di bugie" Ma certo, si chiamava Sam, mica Stan "ha..." la voce di Lily morì in un sussurro, ma ora James aveva levato la testa verso di lei e Sam pareva terrorizzato a morte. Ma come?
"Lily, penso che parlare ti farà bene. Poi, è una scelta tua, ma..." Mormorò James, con un infinita dolcezza nella voce. Lily lo guardava negli occhi, riconoscente. Oh, gli amori adolescenziali, probabilmente quei due nemmeno si erano resi conti di quanto erano persi l'uno per l'altra, ma la professoressa non aveva tempo per i sentimentalismi. Aveva appena deciso di darci un taglio, di dire qualcosa, quando Lily denunciò.
"Sam mi ha messo le mani addosso e James mi ha salvata" Balbettò la ragazza, senza dividere il gioco di sguardi con James. Minerva era certa di aver fatto una faccia davvero poco professionale, stupita, ma capì che le parole di Lily erano sincere, solo per il tono della sua voce. Ora era Sam quello che pareva attonito.
"Conferma Signor Potter?" Chiese, cercando di non pensare al rifiuto umano che era di fianco al suo studente migliore. Questo spiegava anche l'ira grandiosa di James.
"Si"
***
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I Malandrini & Co.
FanfictionL'anno scolastico 1976-1977 alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts è appena cominciato, e i suoi studenti non possono che giurare solennemente di non avere buone intenzioni. Gli equilibri instabili nelle relazioni dei ragazzi hanno iniziato...
