BRIAN
-Chi siamo noi?- chiede Jake urlando alla squadra.
-I Draits!- rispondiamo tutti in coro. Siamo negli spogliatoi pronti per l'allenamento, il primo della stagione. Il coach si fida totalmente di me, tant'è che ha iniziato a lasciarmi fare il primo allenamento da solo per ricordare a tutti chi è il capitano, anche se non c'è n'è bisogno perché lo sanno tutti che sono io.
-E cosa siamo?- chiede Oliver, la sua voce rimbomba sulle pareti.
-Una famiglia!- di nuovo si alza un coro in sintonia
-E cosa faremo quest'anno?- chiedo infine io al centro, tra i miei due migliori amici
-Vinceremo le Nazionali!- urlano tutti, tranne i nuovi arrivati. I fratelli Pears. Li ho già inquadrati. Il secondo, Alessio, non cerca problemi vuole solo giocare perché gli piace. Ma il primo... Blake. Già so che mi sfiderà di continuo. Nella sua città lui era il capitano della squadra mentre il fratello il ricevitore. Cioè comandavano loro.
Sono anche abbastanza bravi e dopo che Kirk e Mousse hanno finito l'università lo scorso anno, avevo paura di non riuscire a trovare giocatori al loro stesso livello, ma, anche se non so se per fortuna o per sfortuna, sono arrivati loro e Blake dall'inizio ha iniziato a contestarmi. È come vedere continuamente i due maschi alfa che si scontrano per il predominio, solo che c'è qualcosa che lo frena e, dopo oggi a mensa, ho capito essere la sorella. Aisha.
È davvero uno schianto e loro sono davvero, davvero, protettivi con lei. È l'unica ragione che li spinge a restare in disparte e ad evitare di prendere il controllo, nonostante io sia al terzo anno e sia più grande di loro solo di un anno così come i miei migliori amici. I miei fratelli. La mia famiglia.
-Ehi fratello rilassati- la voce di Jake mi fa tornare alla realtà. È difronte a me e mi afferra per la nuca con una mano mentre con l'altra afferra Oliver facendo scontrare le nostre fronti. Anch'io e Oliver lo afferriamo rendendo quel contatto più intenso.
-È il nostro anno capitano. Comandiamo noi, cazzo- Oliver mi fissa negli occhi più serio che mai
-Vinceremo le Nazionali ed entreremo nella NFL- affermo con sicurezza. È quello il piano. Ed è sempre stato quello. Nessuno ce lo potrà portare via.
-So che sei stressato amico, ma ci siamo noi al tuo fianco- tuona Jake
-Sempre- aggiunge Oliver
-Fino alla fine- continuo io. È una specie di tradizione per noi. Un rituale che facciamo più spesso di quanto dovremmo in realtà, ma ci infonde fiducia.
-Draits al tre- dico a tutta la squadra interrompendo il contatto con i miei due migliori amici. In un attimo cala il silenzio e insieme, come un'unica persona, facciamo il nostro "grido di battaglia". Ma di nuovo i Pears se ne restano in disparte solo ad osservare.
-Non so come funzionava dalle vostre parti, ma qui siamo una cosa sola. Non una squadra, ma una famiglia e come tale ci rispettiamo a vicenda e abbiamo i nostri rituali- una serie di gridi e grugniti di approvazione si alza attorno a me mentre i nuovi arrivati si avvicinano di più a me.
-La prossima volta parteciperemo- Blake ha un sorriso strafottente stampato in faccia. Uno di quelli che significano "credici pure se ti fa stare meglio". Lo conosco bene, perché è lo stesso che faccio io quando qualcuno mi infastidisce.
-Se non volete restare in squadra nessuno vi obbliga, ma se decidete di restare queste sono le regole: Fare quello che dico io, sempre- porto le braccia al petto e alzo il mento in segno di sfida.
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Il Mio Destino Sei Tu
RomanceAisha Price ha sempre avuto una predisposizione per il drammatico e il catastrofico e un gran talento nel pensare sempre al peggio e quando questo si avvera decide di partire per l'America. Con un tumore al cervello e il primo anno di università che...
